• Lo scontro sulla Brexit, come previsto dalle due parti, si fa durissimo. Il 22 maggio a Bruxelles saranno approvate definitivamente le Linee guida per il negoziato sulla Brexit che i ministri responsabili per gli affari europei hanno concordato all’unanimità. I negoziati veri e propri si svolgeranno dopo l’8 giugno ad elezioni britanniche svolte. La premier May conta di fare tabula rasa dei suoi avversari usando anche il pretesto di un primo ministro forte per contrastare l’UE. A Bruxelles si vogliono prima definire i termini del divorzio e poi i nuovi accordi. Il divorzio deve decidere dello status dei cittadini comunitari residenti in Gran Bretagna, dello status dei confini e degli impegni finanziari per Londra, 60 miliardi per l’UE e la metà per i britannici. La risposta della May è stata immediata e secca: nessuna divisione dei temi, libero mercato senza dazi, chiusura dei confini di Sua Maestà ai migranti e cessazione della giurisdizione delle Corti europee.

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