• Il 27 aprile del 1937 moriva Antonio Gramsci. Negli ottant’anni che ci separano da quel distacco le sue idee, le sue vicissitudini hanno fatto da corazza impenetrabile a tutte le migliori coscienze. Ci lasciò un universo di conoscenza e di morale, rappresentati dalla vivida e naturale propensione intellettuale. Nelle giornate della sua prigionia ha dettato fervidamente, riga dopo riga, quelle splendide parole di cui ancora oggi, fieramente, nutriamo i nostri dibattiti, la nostra dialettica. Ci ha insegnato “il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà”, ci disse di essere “partigiani” e di “odiare gli indifferenti”, per aprirci al Mondo mettendoci “tutto l’entusiasmo” possibile. Alcuni hanno dimenticato, altri sono rimasti insensibili, molti continuano a seguirne come un faro, eterno, il pensiero.


  • La finanza e le sue regole, “sue” propriamente nel senso che sempre più ne determina i contenuti, restano uno dei problemi da risolvere per rendere più equo il pianeta. L’UE che si straccia ancora le vesti per le crisi in atto contro le sue istituzioni continua a fare poco per le regole antiriciclaggio e la stessa cosa fanno diversi paesi membri quando si tratta di metterle in pratica. Laure Brillaud Policy Officer per la lotta contro il riciclaggio dell’organizzazione Transparency International ha affermato, in occasione del Rapporto Under the shell,: «Sembra che gli Stati Ue soffrano già di amnesia ad un anno dai Panama Papers. Negando il pubblico accesso alle informazioni dei proprietari di società di comodo gli stati Ue stanno permettendo alle società opache di crescere».


  • Il senso della vittoria di Emmanuel Macron con il suo movimento En Marche!, al primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, non è tanto l’assenza, per la prima volta, dei gollisti e dei socialisti dalla corsa all’Eliseo, quanto nelle due parole che gli esperti della banca olandese Abn Amro hanno scritto: “market friendly”. Il suo programma di riforme è appunto dalla parte del mercato. Tutto il centro-destra e il centro-sinistra si sono affrettati a dichiarare il proprio sostegno a Macron contro Marine Le Pen nel secondo turno. Non è solo la volontà di battere una candidata con programmi razzisti e fascisti. A complimentarsi ci sono stati tutti i rappresentanti delle istituzioni europee. Le borse e la quotazione dell’euro stanno reagendo positivamente e, nonostante il declassamento del debito pubblico italiano, lo spread tra i Bund tedeschi e i BTP è sceso.


  • Quando si parla del voto presidenziale in Francia e dei rischi che si correrebbero in caso di vittoria della signora Le Pen, non si dice mai che una parte importante di essi derivano dall’assetto istituzionale che accentua il potere nelle mani del Presidente, più di quanto accadrebbe in altri paesi “presidenzialisti”. Dopo aver sottolineato il livello di controllo delle istituzioni nazionali e locali del Partito socialista francese nel 2012, Serge Halimi scrive, su Le Monde Diplomatique, che Hollande «ha fatto un uso discrezionale e solitario di questo potere. Ha deciso lo stato di emergenza, imbarcato la Francia in diversi conflitti all’estero, […] fatto modificare il codice del lavoro, costringendo la maggioranza parlamentare a una riforma che quest’ultima rifiutava di appoggiare […]. Senza dimenticare la riforma della carta delle regioni francesi che il capo dello Stato ha ridisegnato dal suo ufficio all’Eliseo».


  • Durante questa Giornata mondiale della Terra gli appelli ad investire sempre di più nella ricerca scientifica perché la si possa difendere sono tanti e sacrosanti. Ma quello su cui bisognerebbe investire risorse ed energie, soprattutto umane, è una lotta senza quartiere sul sistema, oramai globale, che basa le proprie scelte sui profitti e sugli interessi di ristrette élite. Un sistema che violenta sistematicamente la Terra e gli esseri viventi, un sistema che ci sta conducendo verso il baratro di un punto di non ritorno. La campagna #SALVAILSUOLO va in questa direzione perché si chiede all’Unione europea di proteggere il suolo a cominciare dal riconoscere lo status di “bene comune”. Personalmente vedrei una moratoria totale, almeno decennale, sull’utilizzo di suolo fertile. Non c’è bisogno di continuare ad usare terreni basta riutilizzare quanto già occupato.


  • Marek Halter, intellettuale francese di primaria grandezza è convinto che l’Isis, anche grazie ad un’eventuale vittoria di Le Pen, potrebbe far crescere l’odio e lo scontro che lo aiuterebbero a crescere. Nella stessa intervista a Repubblica spiega che gli anticorpi dei francesi lo impediranno, anche se non bisogna abbassare la guardia. Personalmente non so come andranno le elezioni presidenziali in Francia e quanto gli attentati di giovedì influenzeranno e verso chi i voti. Una cosa è certa: vale la pena seguire Halter quando dice non l’Isis l’avrà vinta se «non predichiamo tolleranza, se noi cristiani, ebrei, musulmani non resteremo uniti. Il pericolo è alle porte. Ed è per questo che io, a 81 anni, ho deciso di organizzare una grande marcia per la coesistenza e la tolleranza».


  • Con 326 voti favorevoli la Camera ha approvato la proposta di legge sul testamento biologico. Anche se l’iter prevede ancora il passaggio all’ “insidioso” Senato, si tratta tuttavia di un primo ma importantissimo passo verso un provvedimento che farà finalmente crescere l’Italia almeno di un gradino nella scala del progresso civile. Non è certamente il caso di esultare su un tema così drammatico e che coinvolge persone, sentimenti, vite; si tratta però del riconoscimento “sacro” e anche “santo” di veder rispettate volontà e diritti di coloro i quali vogliono porre fine alle proprie indicibili sofferenze, rifiutando medicinali e accanimento terapeutico. Volontà che restano comunque sempre nella sfera dell’esistenza e della memoria di ciascuno.


  • Con il tentato golpe dello scorso luglio il presidente Erdogan ha accelerato il suo obbiettivo di silenziare, anche fisicamente, le opposizioni. Il referendum costituzionale che ha spostato in senso autoritario l’organizzazione dello Stato, va in questa direzione. Gli oppositori sono stati individuati (e perseguitati) in molti settori della società, ma evidente i giornalisti sono un bersaglio privilegiato. La Turchia è il paese con il più alto numero di giornalisti in carcere. E così lasciano a marcire Gabriele Del Grande e, come per gli altri, non ci sono risposte, incuranti della mobilitazione. I rischi sono enormi visto quanto sia semplice farli passare come terroristi. È già accaduto a Deniz Yucel, reporter del quotidiano Die Welt.


  • La premier britannica Theresa May ha annunciato di voler anticipare le general elections nel Regno Unito al prossimo 8 giugno. Un tentativo per consolidare il suo primato e quello dei Conservatori. E lo dovrebbe fare sfidando, sul terreno della Brexit direttamente, Nicola Sturgeon e lo Scottish national party che vogliono un nuovo referendum per uscire dal Regno Unito. Ma soprattutto ritiene di sbarazzarsi del tradizionale avversario, il Labour Party e del suo leader Jeremy Corbyn che come non mai non godono di buona popolarità, anche per l’estrema e continua opposizione interna allo stesso Labour. Dovrebbe così governare facilmente da destra il paese e trovarsi in migliori condizioni per affrontare i negoziati della Brexit. Ma sarà proprio così?