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La storia di una famiglia, gli incontri che cambiano la vita e la ricerca del nostro passato in un romanzo che unisce più generazioni. Donatella Schisa ci ricorda che in ogni vita, in ogni dolore, c’è sempre una possibile storia da raccontare.

copertina del romanzo Il posto giusto Donatella SchisaIl passato e il presente si confondono insieme quando, seguendo il filo della memoria e degli affetti, si ascolta una voce interiore che ci chiede di ritrovare l’origine del nostro viaggio esistenziale.
Mercedes, figura centrale di questo romanzo, non casualmente, apre e chiude il racconto in un cimitero, perché lei è alla ricerca di un’origine, di un punto di partenza che, in maniera circolare, la possa ricollocare nel suo presente, con una consapevolezza nuova e con il segreto gusto della scoperta del fatto che è possibile conservare presso di sé le persone che abbiamo amato, quelle figure che si credevano smarrite.

Citazione 1

Nella piazza principale del paese si fronteggiavano due edifici. Da un lato, il municipio, sulla cui loggia svettava il tricolore, immobile per assenza di vento, e, dall’altro, il Caffè centrale, che recava sull’imponente facciata una grande insegna. Lettere oro su sfondo scuro in un elegante corsivo inglese, sovrastate da tende che all’occorrenza venivano srotolate per ombreggiare.

Mostrandoci il lungo cammino che la sua famiglia ha compiuto, anche per donarle il coraggio di guardare in faccia il dolore, Mercedes sceglie, parola dopo parola, atto dopo atto, gesto dopo gesto, quello che la memoria ritiene essenziale salvare e conservare, trattenere e respirare.
Ed ecco che la scrittura, il racconto e la parola diventano complici e il narrare ci offre una trama, una struttura per serbare i sentimenti e gli amori, i gesti e le speranze di quelli che ancora vivono in noi.
Il rapporto fra la parola e il ricordo ci rende responsabili verso il passato, perché soltanto quello che noi salveremo e sapremo raccontare sopravvive all’oblio e alla dimenticanza.

Citazione 2
Per Nicola fu uno schianto. Nel vedere due bellissimi occhi blu, grandi e seri, che lo fissavano, avvertì un tuffo al cuore e provò una sensazione mai provata prima, un calore immenso, che dalla testa si diffuse con una vampata in tutto il corpo.
Vedere quella donna e innamorarsene fu un tutt’uno. Decidere che sarebbe stata lei la compagna della sua vita, la madre dei suoi figli e vedersi contemporaneamente padre accanto a lei fu un automatismo, che non ebbe bisogno di passare attraverso la mediazione della ragione.

In un luogo della memoria, due nomi incisi nel marmo tornano a vivere perché Mercedes decide di dar voce a una storia e di riportare in vita i morti: insomma di narrare, raccontare, serbare, tramandare.
La dolcissima storia d’amore fra un uomo venuto da lontano – Nicola – e una donna – Vittoria – che, rimasta vedova in giovane età, credeva che il tempo dell’amore fosse finito per sempre, torna a vivere davanti ai nostri occhi.

Il loro incontro era stato programmato dal fato? Quali forze hanno spinto Nicola a lasciare per sempre la sua terra d’origine e la famiglia che l’aveva cresciuto?
E come mai, quel giorno, un giorno ordinario come tanti, aveva bussato proprio a quella porta che avrebbe cambiato per sempre la sua vita?
Nicola, che non ha mai conosciuto suo padre e sua madre, è partito per costruire per i suoi figli e i suoi nipoti un luogo da cui partire e un luogo a cui tornare. Vittoria, donna dagli occhi bellissimi che l’hanno catturato al primo sguardo, è stata la complice serena e costante in questo disegno.

Citazione 3
Furono quelle parole, proprio quelle, a legarla per sempre a quell’uomo, che le aveva offerto una seconda possibilità e aveva riscattato la sua dolorosa esistenza di lavoro e sottomissione. Finalmente non solo più doveri, ma anche diritti, come aveva detto Nicola. Anche per lei, che sembrava non poterne avere più.

Ci sono stati tanti figli e nipoti: ognuno ha vissuto il proprio cammino fatto di gioie e sventure, come capita a tutti. Le strade si sono allargate e le distanze sono aumentate.
C’è poi Mercedes e la sua volontà di ritornare a quella Puglia da cui era partita, di ritornare ai luoghi della sua memoria e ai gesti di quei nonni che l’hanno amata.
In quella terra così speciale, Mercedes è chiamata a vivere uno dei momenti più difficili della sua vita quando la sua seconda figlia corre il rischio di morire.
Tutto sembra condurre a una tragedia. Il coraggio di un giovane medico cambierà il corso degli eventi e consentirà lentamente a Mercedes e alla sua famiglia di ritrovare il respiro e il sorriso.
In quella terra che l’ha riaccolta, riascoltando vecchi rumori e ritrovando antichi sapori, Mercedes comprende, forse, che, tragedia nella tragedia, sarebbe perdere per sempre il proprio passato e le proprie radici e che, il rischio corso e il dolore vissuto, la chiamano a un inizio, a un nuovo racconto, a una nuova voglia di vivere che sappia anche dare voce a chi, in un modo o nell’altro, ha costruito la nostra storia.

Citazione 4
Ma i ricordi sono spine nel fianco. Per quanto si cerchi di estirparli, quelli restano lì, saldamente conficcati nella carne e, quando pensi di aver imparato a conviverci, eccoli pronti a saltar fuori. Riappaiono, riacutizzano il dolore e dimostrano che hanno concesso una tregua solo momentanea.
Antonio Fresa

Donatella Schisa
Il posto giusto
L’Erudita, 2017
€ 16,00, pagine 174

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