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Pubblicato nel 1939, questo romanzo dello scrittore belga ci porta nel cuore di un’Europa ad un passo della guerra. Con la consueta maestria, Simenon ricostruisce un’atmosfera di odio e diffidenza che condurrà a una tragedia umana e morale.

copertina del romanzo La casa dei Krull di Georges SimenonSiamo abituati al fatto che l’uscita dei romanzi di Simenon attira, ancora oggi, l’attenzione dei lettori con opere quasi senza tempo, capaci di suscitare dibattiti e interpretazioni sempre interessanti.
I Krull sono una famiglia tedesca che vive in Francia, trattenuta ai margini della società a causa di una diffidenza mai davvero superata. Un emporio che annovera fra i suoi clienti i marinai che navigano nel vicino canale e che possono acquistare il loro cibo e bere qualche bicchiere d’acquavite.
La famiglia Krull è consapevole di essere ospitata in una terra “straniera” e si tiene ai margini di una comunità che non ha fatto quasi nulla per integrarli nelle sue attività.
Cadenzata, ritmata, usuale, la vita della famiglia scorre, come scorre il canale con le sue chiatte, con i gesti ripetitivi del padre che costruisce i suoi canestri in un’officina che è il suo regno, e una casa popolata da una famiglia ordinaria e dimessa.

Citazione 1
Al di là del canale, su una specie di terreno incolto o di campo di manovra, sorgeva il lungo fabbricato rosso del poligono di tiro militare; dalla mattina alla sera risuonavano come frustate le detonazioni dei fucili. Ma questo succedeva sull’altra sponda. Non faceva parte di quai Saint-Léonard, perciò non contava.
Su quai Saint-Léonard, oltre all’emporio dei Krull c’era solo una casa con annessa un’officina: la Falegnameria Guérin.

L’ordinaria esistenza della famiglia Krull, un gruppo di persone che sembra muoversi per non farsi notare, è turbata da due eventi, che inizialmente sembrano slegati e poco decisivi.
L’arrivo di un cugino in cerca di una casa e di un rifugio per i suoi insuccessi economici apre una nuova fase della vita della famiglia e turba equilibri e comportamenti ormai consolidati.
Hans Krull, anch’egli ovviamente tedesco, vive e si muove in un modo ben diverso da quello dei suoi parenti.
Hans ostenta il suo tedesco, ostenta il suo modo di vestire e, soprattutto, ostenta la sua smania di vivere e salvarsi dalle sue sconfitte. Il suo passato è poco chiaro, le sue risorse non quantificabili e la sua smania di vivere è fin troppo evidente.
L’altro evento è invece la violenta morte di una ragazza: un cadavere ritrovato nel canale, una violenza carnale, una serie di sospetti e dubbi che iniziano, lentamente, ad aleggiare intorno a quella casa così particolare.

Citazione 2
Eppure non era successo ancora nulla: solo un vetro rotto, subito sostituito, un’ubriacona che sobillava i marinai vicino alla chiusa e una ragazzina con i polpacci e il sedere da donna che si metteva in mostra davanti alla casa, tutta orgogliosa del suo ruolo!

Con la consueta maestria, Simenon ci sa mostrare un crescendo di odio a lungo celato e un clima di sospetto che stritola la vita dei Krull.
Che responsabilità hanno questi “tedeschi” mai integrati in quest’assassinio così brutale e perché tutti gli elementi acquisiti consentono di indicarli come colpevoli?
La maldicenza, l’odio, le voci della strada, i capannelli di persone che non hanno nulla da fare trovano nella casa dei Krull il loro centro, e l’attenzione si trasforma in assedio.
Da piccoli atti di teppismo si giunge a una sorta di assalto che segna per sempre la vicenda e conduce alla morte e al suicidio.
Una trama violenta che dalle parole, prima sussurrate e poi urlate, porta ai vetri rotti, alle scritte ingiuriose e alla determinazione a distruggere tutto.

Citazione 3
La mattina dopo, la gente provava forse un po’ di vergogna, ma non aveva perso la curiosità. Sbirciavano da lontano e i vicini si inventavano una scusa qualunque per uscire.
Alle otto e mezzo videro Maria Krull già di ritorno dalla città, dov’era andata prestissimo, in abito nero e cuffietta. In quel momento i poliziotti se ne stavano un po’ in disparte.

Un romanzo drammatico pubblicato nel 1939, mentre l’Europa si avvia al dramma della seconda guerra mondiale e prima che l’immane tragedia della guerra spingesse poi al dialogo che culminerà nei Trattati di Roma di recente ricordati.
Un romanzo utile a comprendere come l’odio per lo straniero e per il diverso finisca col generare violenza inutile e ingiusta.
Ancora un’occasione per riflettere sulla storia del nostro continente, mentre populismi, divisioni e richiami alla sovranità sembrano ancora una volta spingerci a dimenticare la fragilità del nostro cammino di pace, una pace conquistata dopo cumuli di macerie e milioni di morti.
Antonio Fresa

Georges Simenon
La casa dei Krull
Adelphi, 2017
Pagine 210, € 19,00

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