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Nel suo nuovo romanzo Giulio Perrone ci racconta le vicende di Leo alle prese con i suoi contorti amori e con un lavoro dagli aspetti inquietanti. Una storia dei nostri giorni in cui la precarietà e la difficoltà a costruire un futuro la fanno da padrone.

la copertina del libro di Giulio Perrone consigli pratici per uccidere mia suoceraLa vita di Leo, il protagonista di questo nuovo romanzo di Giulio Perrone, scorre contrassegnata dall’indecisione e dall’incertezza.
Una vita di questi nostri tempi, si direbbe; una vita in cui sembra difficile avere dei punti fermi e ben saldi; una vita quasi liquida, insomma.
Le certezze affettive, lavorative, genitoriali e così via sono inconsistenti e hanno un’inclinazione quasi nostalgica, sembrando più il ricordo di un’epoca passata che modelli ulteriormente replicabili.
Leo, come tanti altri, osserva il mondo, e anche la sua stessa vita sembra una storia da scrutare, quasi con indifferenza, senza saper decidere le cose da volere.
Un mondo che cambia e che scorre; un mondo che si trasforma.
Le parole mancano per definirlo o sono espressioni troppo vecchie che non definiscono le nuove esigenze e non afferrano i mutamenti in atto.
Dal passato emergono ruoli confusi e nomi che non corrispondono alla realtà.
Quali strade seguire? Quali voci ascoltare?

Citazione 1
Le notti che uno dovrebbe ricordare sono ben altre.
Entro in casa con questo pensiero cercando di non far rumore. Magari Annalisa si è addormentata e domattina di fronte al caffè nero delle sette, le spiegazioni saranno senz’altro più fluide.
Mi sono persino sfilato le scarpe prima di entrare e ho girato la chiave nella toppa con delicatezza da scassinatore.

C’è stato un tempo dell’infanzia in cui i gusti dei gelati erano pochi e si poteva scegliere senza troppi problemi.
C’è stato un tempo in cui si poteva comporre un cono da portare via con sufficienti certezze.
Quasi un inizio, ci dice Perrone nell’aprire il suo romanzo con il ricordo di una gelateria, di un bambino, di una mamma, di un incontro casuale.
E noi con lui diremmo quasi un indizio, per incamminarci nella lettura di questa sua brillante prova che sa giocare fra leggerezza e amara riflessione sulla vita quotidiana.
La vita di Leo si svolge nell’oggi con la stessa contorta indecisione che un bambino potrebbe avere al cospetto del bancone di una di quelle gelaterie che, con invitante orgoglio, ricordano di poter offrire centinaia di gusti.
Che fare? (Si sarebbe detto un tempo!)

Citazione 2
Non c’è niente da ridere in realtà.
Se dovessi perdere la collaborazione con la Ranieri Malossi sarebbero guai. Quelle poche centinaia di euro per me fanno la differenza tra sopravvivere e trovarmi con il culo per terra.
Mentre entro nell’ascensore neanche penso alla possibilità di vincere la sfida di essere assunto. Mi basterebbe almeno non perdere la collaborazione che ho.
Un bel pareggio. La soluzione ideale.

Leo ha lasciato la moglie Marta, con la quale aveva il sogno di aprire una libreria, e ha iniziato una nuova vita con Annalisa, una donna completamente diversa dalla prima.
La nuova vita sembrava finalmente appagarlo, ma le sue insoddisfazioni hanno ripreso il sopravvento. Leo è consapevole di questa sua incapacità a calarsi pienamente nelle cose, eppure non riesce a essere diverso.
E così, attraverso un sottile gioco, ha incontrato nuovamente Marta ed è divenuto l’amante della sua ex moglie.

Anche la sua vita lavorativa è fatta d’incertezze più che di un chiaro progetto.
Il suo lavoro in una casa editrice genera una precarietà da difendere con i denti per non ritrovarsi sotto la soglia di povertà.
L’editore, con velleità da grande scrittore, coinvolge i suoi dipendenti in una disperata “lotta per la sopravvivenza”: sarà assunto in via definitiva chi saprà suggerirgli, per il presunto capolavoro che sta scrivendo, il più letterario consiglio “per uccidere mia suocera”.
La lotta è aperta e l’esito è tutto da definire.

Citazione 3
Da una parte la chiusura, la durezza profonda di Marta, dall’altra questa possibilità di ricominciare tutto daccapo con Annalisa. La possibilità di costruire da zero e non dovermi sentire di nuovo inadeguato, fuori tempo massimo, incapace di farmi valere.
Mi sono bloccato e ho chiuso automaticamente il pc quando Dustin è entrato in cucina e ha poggiato le buste sul tavolo. Ci siamo fermati per un secondo come se fossimo a teatro e uno dei due aspettasse l’imbeccata dell’altro perché ha dimenticato la propria battuta.

A complicare ulteriormente la vita di Leo ci sono le apparizioni di Dustin, suo padre, chiamato così perché racconta da sempre di essere stato la controfigura di Dustin Hoffman nel Laureato.
Dustin vive a modo suo e passa da un tavolo da gioco a una truffa improbabile, cercando di scansare violente ritorsioni e inventando colpi eccezionali nei quali cerca di coinvolgere anche Leo.
Patetico in alcuni passaggi, simpatico e coinvolgente in altri, Dustin appare e scompare senza una regola e senza un progetto. Insomma Leo e Dustin si ritrovano spesso a essere l’unico supporto l’uno per l’altro.

Senza toni profetici e senza esaltazioni sociologiche, Giulio Perrone sa mettere in scena con delicatezza una vicenda che, superando l’apparente leggerezza dei toni, pone al centro molte delle paure dell’oggi e delle incertezze che dominano il nostro tempo.
Antonio Fresa

Giulio Perrone
Consigli pratici per uccidere mia suocera
Rizzoli, 2017
Pagine 256, €18,00

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