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L’accordo commerciale di libero scambio con il Canada, il CETA, va ratificato dagli stati nazionali. I movimenti che si oppongono hanno avuto ragione dalla sentenza della Corte europea di Giustizia di qualche giorno fa. Le motivazioni della Corte sono esplicite: l’accordo siglato contiene regole che appartengono a materie che, o rientrano nelle competenze “concorrenti” dell’Unione europea e degli Stati membri, o sono materie esclusive degli Stati stessi. In particolare le disposizioni che consentono le risoluzioni delle controversie tra aziende e Stati non sono di competenza esclusiva dell’UE.
La sentenza evidentemente farà giurisprudenza e forse non avremo più facilmente decisioni prese da un nucleo ristretto di rappresentanti a Bruxelles.

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