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Mare, montagna, città: ovunque sia prevista la vacanza, un classico potrebbe essere LA soluzione all’incertezza o alle perplessità davanti alle tante novità in libreria. Puntare su “qualcuno” che è sulla breccia da almeno un centinaio di anni non è scetticismo verso il nuovo, ma un sano rispetto per le “autorità” letterarie. Approfittiamo dunque della solerzia di alcune case editrici che rimestano nel passato culturale internazionale per proporre autori per un po’ dimenticati.

la copertina del libro Il destino dei ParkePartiamo dall’americana Elizabeth Stoddard di cui i tipi di Eliot propongono “Il destino dei Parke”. Pubblicato nel 1865, secondo dei tre romanzi dell’autrice che privilegiava invece racconti, poesie e articoli, il centro della vicenda è la compagine di individui particolarmente complessi e sopratutto anticonvenzionali che compongono la famiglia Parke; alla sua prima uscita il romanzo non suscitò particolare entusiasmo nel pubblico; di poco più interessata fu invece la critica. Reazioni comprensibili pensando alla tipologia tutta nuova di matrimonio e di gestione famigliare che la Stoddard aveva delineato: si tratta infatti di una unione paritaria che permette alle figure femminili di diventare autonome, indipendenti, in grado di sviluppare sfumature caratteriali personalissime e non necessariamente positive.
Phamplet altrettanto innovativo fu anche il romanzo di fine ottocento dell’inglese George Gissing, “Le donne di troppo” pubblicato da La Tartaruga di Baldini & Castoldi.la copertina del romanzo le donne di troppo George Gissing Avanguardiste e discriminate, le donne di cui parla lo scrittore sono quelle che non riescono a sposarsi né a vivere di rendita costrette a fare un lavoro spesso odioso per il resto della vita; e di discriminazione ne sapeva qualcosa lo stesso Gissing che venne espulso dall’ambiente accademico per aver sposato una prostituta. Considerato un capolavoro del realismo da Virginia Woolf, il romanzo descrive con estrema accuratezza lo strato medio-basso della borghesia, una realtà sociale severa e perlopiù ingiusta in cui le donne erano costrette a muoversi tentando di sviluppare l’autostima e acquistare una più ponderata coscienza di sè e della propria esistenza.

 

copertina del romanzo noir Che i cadaveri si abbronzinoClassico di genere e mai pubblicato in Italia fino ad ora è il primo romanzo noir scritto a quattro mani da Jean-Patrick Manchette e Jean-Pierre Bastid,Che i cadaveri si abbronzino”. Dopo questa prima incursione nel polar, Manchette, già critico, sceneggiatore, traduttore e jazzista, prosegui il viaggio nel genere: si affrancò da Bastid e reinventò il noir degli anni ’70. Storie violente, dure costruite in uno stile dal ritmo implacabile che mostrava una chiara influenza della musica jazz. La vicenda di questo primo romanzo si svolge in un villaggio del profondo sud della Francia che viene sconvolto da una vera orgia di violenza alla fine della quale non resteranno che cadaveri al sole.
V.Ch.

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