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La Notte del Lavoro Narrato giunge quest’anno alla sua terza edizione. L’appuntamento è come sempre per il 30 aprile dalle 20,30.
Case private, scuole, fabbriche, musei, librerie, piazze, circoli ricreativi, bar, ristoranti: tutti i luoghi si prestano per parlare del lavoro ben fatto e della dignità dei lavoratori.

Introduzione e chiarimento
Non aspettatevi questa volta un tradizionale articolo, con la volontà di presentare con equilibrio fatti e commenti.Questa volta chi scrive vuole piuttosto contagiarvi, attirarvi, invitarvi: siete ancora in tempo a prepararvi per partecipare alla terza edizione de La Notte del Lavoro Narrato.

La Notte del Lavoro Narrato è nata da un’idea di Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo.

La terza edizione di una manifestazione così complessa – si articola, infatti, su tutto il territorio nazionale e con partecipazioni europee sempre più numerose – è già una scadenza che costringe a delle riflessioni e a un bilancio.

La prima edizione è, infatti, in genere figlia dell’entusiasmo della partenza e della scelta giusta al momento giusto.
La seconda edizione potrebbe anche essere il frutto della riuscita positiva della prima.
La terza edizione è la conferma, è la consacrazione.
Il raggiungimento della terza edizione indica che il lavoro sta proseguendo nella direzione giusta e, all’ampia rete degli amici del primo momento, si sono aggiunte energie nuove e nuove idee.

Ci sarò ancora perché…
Se dovessi fermarmi alle cronache di questo paese, mi rincresce dirlo, dovrei pensare che esso è prossimo al collasso: corruzione, scarso senso del bene comune, personalismi di ogni sorta e così via.
Eppure le cose, tra mille difficoltà, vanno avanti perché ci sono milioni d’italiani che, in silenzio e senza strepito, ogni mattina si svegliano e portano avanti il proprio lavoro e lo svolgono con passione, con dedizione, lo fanno bene.

Questi cittadini sono ancora convinti che il lavoro sia il tratto di congiunzione fra la realizzazione individuale e il contributo al bene comune.
Questi cittadini si sforzano di essere per sé e per gli altri un punto di riferimento e, anche quando restano nell’oscurità e lontani dai riflettori, portano avanti il loro compito con un sorriso.
Milioni di donne e uomini che si svegliano ogni mattina e senza retoriche, siano esse operaistiche o imprenditoriali, fanno il loro lavoro e lo fanno bene, senza rubare tempo, attenzione, impegno o altro.

Milioni di donne e uomini che ancora sentono la voglia di partecipare, ognuno secondo le proprie capacità, alla crescita di questo paese.
Milioni di donne e di uomini che ancora ricordano che L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Una Repubblica fondata sul lavoro implica che senza il lavoro e senza la dignità del lavoro non c’è democrazia e non c’è partecipazione.
Le tre grandi anime della nostra democrazia, quella cattolica, quella liberale e quella socialista, trovarono il loro punto d’intesa proprio nella parola “lavoro”, come legame fra cittadino e comunità nazionale.

Partecipiamo alla terza edizione de La Notte del Lavoro Narrato per ribadire il senso di un lavoro ben fatto e della dignità di ogni lavoro.
Possiamo leggere testi altrui, nostri testi, cantare, dipingere, recitare, fotografare, realizzare video, offrire un dolce o un bicchiere di vino: i modi per partecipare a La Notte del Lavoro Narrato sono davvero tanti.
Collegati alla rete, usa il passa parola, informati, quasi sicuramente, anche nella tua città o nel tuo paese, c’è qualcuno che ha pensato di organizzare e avrà piacere se tu lo aiuterai.
Antonio Fresa

Per saperne di più
https://lanottedellavoronarrato.org/
http://vincenzomoretti.nova100.ilsole24ore.com/2015/02/08/manifesto/

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