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Mentre Mario Draghi a Tel Aviv, afferma che l’Europa è fuori dalla crisi, la Grecia brucia. Brucia di proteste perché l’austerità continua ad essere imposta, dopo anni, attraverso misure che colpiscono solo i cittadini meno abbienti. E che non sono servite a niente.
Il Parlamento greco ha votato con una maggioranza non proprio ampia (153 contro 128) le nuove misure che dovrebbero convincere l’Eurogruppo all’ennesima rata di aiuti del valore di 7,5 miliardi di euro per allentare la morsa del debito pubblico che rappresentata il 179% del Pil. Un debito che lo stesso FMI ritiene insostenibile.

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