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Dal 15 al 30 luglio prossimo, a Orbetello, si tiene la mostra Visioni d’Arte, un’interpretazione collettiva dell’arte contemporanea in Maremma.
locandina della mostra Visioni d'arte ad OrbetelloA curare l’esposizione presso l’ex Frontone, è Violante Santoro, dal curriculum ampio di curatrice e artista stessa. Nostra interlocutrice, Violante, ci spiega come questa mostra nasca dalla necessità di far esporre nuove tecniche e tendenze dell’arte contemporanea in Maremma, dallo stencil, alla lavorazione del legno, del ferro e del marmo, fino all’omaggio ad un artista, Ardito Schiano, scomparso da poco ma che rimane il punto di partenza per le nuove sperimentazioni.

Violante, possiamo chiederti quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a dare il titolo Visioni D’arte alla mostra? Che obiettivo hai inteso raggiungere attraverso questo allestimento proprio nel contesto orbetellano?
La mostra si chiama ‘Visioni d’Arte‘ perché intende porsi come vetrina generale delle varie tendenze dell’arte contemporanea in Maremma. A parteciparvi sono artisti locali, non solo di Orbetello ma tutti con un background puramente maremmano. L’esposizione collettiva mette a confronto e fa dialogare tra loro tecniche diverse e interpretazioni personali delle molteplici esperienze artistiche contemporanee, dalla pittura alla scultura, dallo stencil al design.
La scelta di allestire un’esposizione di questo tipo nel contesto locale nasce da un’idea che avevo da anni di riunire i talenti nascosti del nostro territorio, facendo parlare la diversità di stili e le interpretazioni personali delle tendenze artistiche internazionali. La realizzazione di tale idea avviene in collaborazione agli artisti con cui lavoro solitamente (più alcuni nuovi) e con l’egida del Comune di Orbetello, che, concedendo il patrocinio ha abbracciato vivamente l’iniziativa di dar voce ad autori nostrani.

Entrando nella sala si ha davvero l’impressione di essere immersi in un melting pot di stili, provenienze, tecniche e materiali. Proprio una contaminazione e una comunicazione fra vari interessanti linguaggi riuniti in un’unica esposizione dall’esperibile coerenza. C’è chi proviene da una formazione puramente tecnica e non utilizza i materiali e le linee artistiche convenzionali, giocando tra il rispetto e non rispetto della norma, in una vera e propria volontà d’arte, come Ocn; chi, pur mantenendo tecniche e materiali usualmete appartenenti all’artigianato (marmo e ferro), ne stravolge l’utilizzo in una chiave artistica personalizzata, a volte classica e a volte provocatoria, come Luca Capasso e Claudio De Luca; chi, come Federico Pinto, figlio d’arte, racconta di non riuscire a fermarsi una volta preso dall’impulso a mettere in forma, producendo un’infinita quantità di tele in poco tempo; vorresti gentilmente presentarci tu, uno ad uno, gli autori di queste opere?
La sala diventa un percorso immaginario fatto di luci e colori; lo spettatore si trova proiettato nei sobborghi newyorkesi con gli stencil di Ocn, come se la street art avesse fatto un percorso inverso, dalle strade agli interni. Il viaggio continua con le visioni esterne di Daniela Donati, in cui i colori alterati, sovvertono i paesaggi maremmani noti, quasi come nella pop art si resta spiazzati dall’armonia e dalla naturalezza con cui sono decontestualizzati.
Rimanendo sulle stesse tonalità di colori si passa a Federico Pinto, le sue sono vere è proprie visioni astratte, le forme si realizzano con la matericità delle pennellate. Ogni tela sembra un frammento di qualche sua originale cartolina onirica, appartenente a una dimensione iperuranica. Colpiscono l’occhio con decisione, apparentemente forti, sono in realtà risultato di un equilibrato gioco estetico.
Rimanendo in tema metaforico e surreale, sorprendono i quadri di Ferus, tratti iper realistici che creano, in realtà, degli ambienti spiazzanti, quasi alla De Chirico.
Tavole usate, frammenti di legno appartenuti ad altra vita, la parola chiave della nuova generazione è ‘riuso’, una filosofia espansiva che rende arte ogni cosa che tocca. Ecco allora che il legno, proveniente dalle nostre foreste, diventa l’oggetto di design unico, green e particolare delle lampade artistiche di Fausto Bonci; la cura del particolare, il gusto nell’accostare i colori naturali del legno con gli altri componenti, rendono i suoi pezzi il risultato di un equilibrio studiato, un’armonia della luce, metafora atavica della natura.
Il legno rimane l’elemento essenziale dei quadri tridimensionali di David Bacci; mastro carraio da generazioni, le sue mani sono in simbiosi con la purezza del legno, uno dei simboli della Maremma. I suoi quadri tridimensionali sono la rappresentazione sintetica, ma intensa, di paesaggi e di messaggi. Dagli ambienti marini alle geometrie cosmatesche.
Il tema dell’artigianato si respira anche nei lavori dei due artisti orbetellani, Luca Capasso e Claudio De Luca. Il primo abile sculture del marmo, riesce con i suoi bassorilievi a rendere in modo delicato e sincero scenari locali e floreali; la sua maestria si scatena nei tavoli intarsiati è in quelli in vetro, in un’alternanza di pieni e vuoti, visibile e non visibile. De Luca invece forgia il ferro in fenici, fiori, tartarughe che portano verso un immaginario fantastico, squisitamente reso da linee sinuose e particolareggiate. Un autore che sintetizza in modo sapiente arte e artigianato.

Conclusione ideale a questo percorso è l’omaggio al pittore Ardito Schiano, recentemente scomparso ma che continua ad essere, per molti giovani artisti, il punto di riferimento e di partenza per nuove sperimentazioni.

Ardito Schiano

La curatrice Violante Santoro, provenendo da una formazione di moda gestisce un blog del settore www.unepetiteblonde.wordpress.com e crea pochette uniche con materiali di riciclo, ma a Firenze ha frequentato architettura con indirizzo di fashion design e, appena dopo la laurea, ha iniziato a lavorare nell’arte, l’altra sua grande passione. La sala espositiva in cui ha lavorato in quel periodo si trovava nella splendida Polveriera Guzman, dove sono state ospitate mostre perfino di Haring e di Warhol. Ad alcune ha collaborato con abiti scultura da lei creati; vista la passione con cui seguiva le esposizioni le è stata data la possibilità, dalla curatrice del premio internazionale Primal Energy, Alessandra Barberini, di entrar a far parte dell’ideazione dell’evento. Esperienza da cui è nata la tesi della seconda laurea conseguita in Organizzazione di eventi. Alla chiusura del museo Polveriera Guzman ha iniziato a curare mostre ed artisti personalmente, collaborando con locali come il Tuscany Bay sulla Giannella o l’Argentario polo club. Avendo sempre molta cura di lavorare con artisti emergenti, cerca di seguirli e incanalare le loro idee.
Adelaide Roscini

Per approfondire:

https://www.facebook.com/Luca-Capasso-Artista-155346244636466/
https://www.facebook.com/groups/1478345595762678/events/
https://www.facebook.com/ocn.stencil?fref=mentions&pnref=story
https://www.facebook.com/DiPintoartist/

 

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