Ancora del marcio nella finanza. La Barclays e i tassi d’interesse


Categoria: ECONOMIA

di Pasquale Esposito
sabato, 14 luglio 2012

Dalla crisi finanziaria non siamo mai usciti. Quella esplosa nel 2007 con i subprime non ha insegnato nulla, continuano a latitare regole ferree per evitare comportamenti fraudolenti o almeno un decalogo per un minimo di trasparenza. Forse dalle crisi finanziarie non ci libereremo mai. A testimoniarlo il recente e gigantesco scandalo sui tassi d’interesse perpetrato dalla Barclays, il terzo istituto di credito nel Regno Unito.
Del resto  quando The Economist titola uno dei  suoi articoli con “Il cuore marcio della finanza: lo scandalo sui tassi d’interesse sta per diventare mondiale” [1] c’è da crederle. Anche il Financial Times paventa il coinvolgimento di undici banche sparse nel mondo. Qualche nome per capire di quanto sia un fenomeno di sistema? Banca dei Lloyds, Uns, Hong Kong & Shanghai Banking Corporation (Hsbc), Bank of America, Deutsche Bank, Citigroup, Société Générale, Royal bank of Scotland,  JP Morgan, Credit Suisse.

London, Stamford street. Agosto 2011. Foto Pasquale Esposito.

Oltre alla numerosità delle banche che possono essere coinvolte, la gravità è dettata dalla durata (alcuni anni che la ricongiunge alla crisi che smosso il mondo), dallo strumento usato e infine dall’ombra del coinvolgimento di autorità pubbliche. Comportamenti illegali sono oramai endemici all’attuale organizzazione mondiale della finanza e degli  istituti che la gestiscono. E non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un parametro utile per calcolare i rendimenti di prodotti finanziari,  dai mutui ai derivati, del valore complessivo di 800mila miliardi di dollari.

Le autorità inglesi e americane hanno multato la Barclays per circa 450 milioni di dollari per avere manipolato le informazioni date alle varie associazioni bancarie necessarie a fissare i tassi Libor ed Euribor [2], i tassi d’interesse che utilizzano le banche per prestarsi denaro e che poi determinano anche quelli che si pagano sui prestiti e mutui e che molti cittadini in Europa hanno imparato a conoscere.
Nella sostanza i capi d’accusa che la Financial Services Authority inglese (FSA) ha contestato  sono tre. Il primo è relativo alla manipolazione delle comunicazioni fatta dalla Barclays per avvantaggiare i traders in derivati propri e di altre banche. L’altra imputazione riguarda sempre le comunicazioni ma questa volta volte  a migliorare la propria immagine sul mercato, nel senso di una maggiore solidità. Il terzo consiste nell’aver evitato di porre in essere tutte le modifiche nelle procedure per modificare tali comportamenti con l’aggravante delle continue segnalazioni che sono state disattese.
Tutto ciò per aumentare a dismisura i profitti dell’azienda e ovviamente dei  manager coinvolti che incassano ingenti somme di denaro extra per i “risultati” raggiunti. Tutto ciò a danno di chi anche piccoli risparmiatori ha finito con il pagare interessi maggiorati e che rischiano ulteriormente in caso di collasso della banca stessa.
Una dimostrazione di quanto sia potente il management e la proprietà di queste banche e che suggerisce un intervento volto al loro ridimensionamento e al ritorno alla separazione tra banche d’affari e istituti di credito rivolti alla raccolta fondi presso i privati.

Si diceva della gravità dello  truffa anche per la sua durata. Infatti i primi sospetti sulla manipolazione del Libor e dell’Euribor da parte dell’istituto britannico datano 2005 ed in particolare le filiali Londra,Tokyo e New York e le loro operazioni sui derivati. Da allora e fino al 2009 i manager che gestivano i derivati sembra abbiano inviato 257 richieste per modificare Libor ed Euribor.

Altro segnale dell’estensione del fenomeno sono le tracce che risalgono alle istituzioni di controllo e ad esponenti politici. L’amministratore delegato Bob Diamond dopo aver rassegnato le dimissioni (e incassato qualche milione di dollari per andarsene) ha consegnato alla commissione parlamentare del Tesoro una mail in cui si mettono in gioco figure di spicco del governo laburista. La mail risale al 29 ottobre 2008 e Diamond – allora capo del ramo investimenti dell’istituto di credito – riguarderebbe una conversazione con l’attuale vicegovernatore della Banca d’Inghilterra Paul Tucker. <<”Figure di spicco del governo” gli avrebbero chiesto come mai Barclays fosse spesso nelle posizioni alte del Libor […]. Diamond a quel punto allude al fatto che le dichiarazioni degli altri istituti non sono veritieri. Tucker non sembra esserne al corrente – “sarebbe uno scenario peggiore”, avrebbe risposto – ma conclude che Barclays non deve “apparire necessariamente nelle posizioni alte”. Non è chiaro se il suggerimento provenga da Tucker o dalle “figure di spicco del governo”. Sta di fatto che queste poche righe proverebbero che le autorità non erano (alla meglio) del tutto all’ oscuro di quanto stava avvenendo nel miglio quadrato. Ed Balls, cancelliere dello Scacchiere-ombra e già sottosegretario alla City, ha dichiarato di “non avere idea” a chi si riferisca Diamond e proprio per questo è necessario avere “un’inchiesta pubblica giudiziaria” e non una “commissione parlamentare” come invece deciso dal governo>> [3].
Non mi sembra ci siano altri commenti da fare.

L’Associazione no profit Avaaz sta raccogliendo le firme (http://www.avaaz.org/it/bankers_behind_bars_f/?bQGoAbb&v=15971) per sostenere l’iniziativa del Commissario europeo per il mercato Michel Barnier  che intende promuovere una riforma che metterebbe dietro le sbarre i banchieri che commettono frodi come questa.
Temo però che non basti perché andrebbe rivoluzionato il sistema bancario e finanziario a partire da un drastico ridimensionamento delle banche stesse per poterle meglio controllare alla cancellazione degli strumenti finanziari come i derivati che non sono altro  che scommesse sui debiti.

Pasquale Esposito

[1] “The rotten heart of finance. A scandal over key interest rates is about to go global”, www.economist.com, 7 luglio 2012
[2] Il Libor e l’Euribor sono parametri per il costo del denaro a breve termine e possono essere presi come base per il calcolo dei tassi d’interesse che riguardano diversi tipi di operazioni finanziarie come  i mutui.
Il Libor (London Interbank Offered Rate) è uno dei tassi di riferimento dei mercati e viene calcolato ogni giorno dalla BBA (British Bankers’ Association) sulla base dei tassi d’interesse richiesti per dare prestiti in particolari valute da parte delle principali banche sul mercato interbancario di Londra. In questa maniera si stabilisce l’interesse sui prestiti chiesti da banche ad altre banche.
L’Euribor (EURo Inter Bank Offered Rate) è il tasso interbancario di offerta in euro. È il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in euro tra le principali banche europee e viene calcolato quotidianamente.
[3] www.3lastampa.it, “Scandalo Barclays, lascia anche l’ad”,3 luglio 2012