Arbouretum. The Gathering. Jung, Young e rock pre-punk


Categoria: SPARTITI DI MASSA, Tracce d'artista [A-D]

sabato, 26 febbraio 2011

Il quarto disco della formazione di Baltimora ha un padre nobile.  The Gathering promana dalla lettura di “Red book” scritto da uno dei padri della psicanalisi: Carl Jung.Dave Heumann, leader del gruppo, pur dichiarando che non si tratta di un concept album, spiega:  <<è ispirato dalle immagini create da Jung e dalle mie personali… ho trovato una certa consonanza con le storie raccontate da Jung e gli eventi che lo portarono alla scrittura del libro>> [1].  Quello della parola scritta è un tema assai caro a Dave che dice ancora <<interpreto ciò che avverto nei libri come una reazione al postmodero e alla confusione degli stili. Gli ascoltatori, come i lettori, vogliono solo essere intrattenuti […] non sfidati […]. Il voyerismo dei reality show […]ripone la sua fortuna in questa assenza di gravità di senso che a me non interessa minimamente>> [2].
Anche in questa occasione la formazione si aggiornata  perdendo la seconda chitarra a vantaggio delle tastiere e sempre con Heumann a condurre Brian Carey alla batteria, Corey Allender al basso e appunto Matthew Pierce alla tastiera e percussioni.

Si trovano spesso valutazioni positive tra la critica anglosassone una delle eccesioni è quella di Greene che non concede molto a questo disco, senza flessibilità, se non The White Bird dove la voce di Heumann viaggia da qualche parte tra Jim James di Bermuda Highway and Scott Weiland di Interstate Love Song [3].
Nunziata non considera degno di menzione particolare The Gathering. Non ci sono molti brani da ricordare per questi suoni anche ben eseguiti e che rimandano a band degli anni sessanta e settanta. Le eccezioni positive vengono da The Highwayman <<degna di un incrocio tra Neil Young e Richard Thompson>> e <<lo squarcio lirico sulla Bay Area>>e da When Delivery Comes [4].
Ancora una perla sul percorso musicale degli Arbouretum secondo Sannella in <<uno stato di magica irrequietezza che si fa avamposto riconoscente tra i diavoli angelici di Jerry Garcia, Ozzy e Co., fino alle combustioni mid-folk innescate da Wilco o Warlocks>>. Le citazioni sono per When Delivery Comes, The Highwayman e Waxing Crescents [5].
Pur senza grandi novità rispetto al passato, secondo Polvani, la band continua a scrivere, arrangiare e suonare rock pre-punk in maniera eccellente. E nel disco ci sono vari esempi come The White Bird <<un’elegia psych rock della madonna>>, When Delivery Comes con <<un’apertura musicale da brividi>> o la <<tambureggiante raga-rock>> Waxing Crescents [6].
Non vi curate di noi e ascoltate.
di Ciro Ardiglione

genere: rock psichedelico
Arbouretum
The Gathering
etichetta: Thrill Jockey
data di pubblicazione: 15 febbraio 2011
brani: 7
durata: 44:00
cd: singolo

[1] Stefano Isidoro Bianchi, “Il vecchio e il nuovo”, BLOW UP., febbraio 2011, pag. 29; la rivista ha dedicato la copertina alla band
[2] ibidem, pag. 27
[3] Jayson Greene, www.pitchfork.com, 22 febbraio 2011
[4] Francesco Nunziata, www.odarock.it, 16 febbraio 2011
[5] Massimo Sanella, www.rocklab.it, 24 febbraio
[6] Fabio Polvani, BLOW UP., febbraio 2011, pag. 100