Astrologia 2. Cenni storici sul rinascimento arabo


Categoria: DISCIPLINE

mercoledì, 9 novembre 2011

Parlare di periodo Arabo e definirne l’ampiezza non è facile, sia per l’estensione temporale (VII-XV secolo circa), sia per quella geografica dall’India alla Spagna ed oltre. E questo senza considerare che, per quanto attiena alla storia diffusa, le date sono orientative ed infatti non si può far risalire ad un evento preciso l’inizio dell’Astrologia Islamica ed altrettanto vale per il suo declino.

Fatta questa premessa partiamo da dove eravamo rimasti nel precedente articolo.
Mentre sull’Europa calavano le ombre oscure ed inquietanti  del Medio Evo cariche di paure diffuse ed irrazionali, nel mondo islamico sorgeva un Sole di tolleranza ed apertura culturale che permetteva al sapere astrologico di sopravvivere e svilupparsi ulteriormente [1].

Saturno. 24 aprile 2008. Foto Pier Francesco Orsi

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A quel tempo il mondo Islamico possiamo paragonarlo, per quanto riguarda l’Astr., ad un gigantesco Atanor (calderone alchemico) in cui si fusero saperi misterici ed astrologici provenienti da ogni parte delle zone ad influenza araba.
Da questa fusione di saperi iniziatici venne fuori qualcosa di unico che ebbe influenza sull’Astr. del tempo e su quella successiva compresa l’attuale.
Già dai tempi di Maometto i contatti culturali si svolgevano su di un palcoscenico gigantesco che andava, come già detto sopra, dall’India alla Spagna. I mercanti arabi oltre a trasportare mercanzia veicolavano cultura proveniente da ogni parte del mondo conosciuto per cui, prima Baghdad  e poi la Spagna dei califfati, divennero il fulcro di questo nuovo sviluppo astrologico.
Molte delle tecniche già conosciute furono riprese ed ampliate, in alcuni casi venne data una base teorica laddove questa mancava o era scadente, inoltre grazie anche al contributo ebraico (Spagna principalmente) furono tradotti e studiati testi antichi e rilevanti.
Di fondamentale importanza per quel tempo ma anche per il successivo sviluppo dell’Astr. fu la redazione di TavoleZij” contenenti dati e regole astronomiche che rendevano più facile ed agevole il lavoro dell’Astrologo nell’elaborazione degli Oroscopi.
È importante ricordare alcuni nomi appartenenti al primo periodo dell’Astr. Islamica.
Messallah, convertito dall’ebraismo all’islamismo calcolò la data per la fondazione di Baghdad (Astr. Elettiva); Al Kindi, ottenne la fama per la predizione; secondo cui la dominazione araba sarebbe durata 693 anni, sbagliando di pochi anni secondo il parere alcuni studiosi. Costruì inoltre una base teorica che giustificava Astrologia e discipline Occulte; Abu Mashar che riprese la teoria delle grandi congiunzioni tra Giove e Saturno come momenti di svolte epocali.

Giove. 25 agosto 2008. Foto Pier Francesco Orsi

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Dopo questo breve elenco ci spostiamo geograficamente nella Spagna dei califfati islamici dove intorno al X secolo avvenne un sorpasso culturale rispetto a Baghdad (mi perdoni il lettore per il termine grossolano ma efficace), dovuto principalmente ad un ambiente multiculturale e multireligioso in cui convissero, fondendosi in qualcosa di unico, civiltà diverse ed apparentemente in  contrasto tra loro.
Questa vivacità sociale fu il terreno ideale per lo sviluppo degli studi Astrologici. Molte sono le traduzioni e rielaborazioni di antichi testi che influenzeranno per secoli l’Astr. europea ed in particolare una riconoscenza profonda andrebbe agli abilissimi e raffinati traduttori Ebrei.
Tra i nomi legati a questo secondo periodo o fase successiva dell’Astr. islamica abbiamo:
Alcabizio, vissuto intorno al 900 d.C. deve la sua fama ad un elaborato sistema delle case astrologiche;
Abenragel, vissuto tra l’anno 1000 ed il 1062 d.C. circa, ci ha lasciato il “Grande libro sui giudizi degli Astri”, il testo oltre ad essere una summa sull’Astrologia conosciuta al tempo è particolarmente interessante nella parte che riguarda il calcolo per individuare i momenti favorevoli per compiere una determinata azione (Astr. elettiva);
Abraham ibn Ezra, vissuto intorno al 1100 d.C., scrisse un’opera di fondamentale importanza, il “Sefer Reshit Chokhmah” , in cui, oltre a dare un ricco e chiaro panorama dell’Astrologia, amplia e postula un’idea antica ma, a mio parere, valida sia a quel tempo sia ancora oggi: e cioè che in alcuni casi i destini individuali sottostanno a leggi generali.

Volendo dare una spiegazione molto semplicistica di quanto detto sopra si potrebbe dire che oggi, secondo questo antico postulato, si può intravedere il potenziale destino politico ed economico di buona parte degli italiani studiando l’Oroscopo di chi realmente decide, sceglie e sceglierà per loro… ovviamente tutto ciò con diverse gradazioni in base alle differenti situazioni economiche e familiari, ma senza dubbio sarebbe un unico Oroscopo a rispondere sul futuro generale degli italiani, quello del Principe…

Con Ibn Ezra completiamo questo velocissimo excursus sull’Astr. islamica, ricominceremo da
un’Europa su cui comincia ad albeggiare un pallido Sole di tolleranza culturale che ritornerà a risplendere nel Rinascimento.

Roberto Rindone

[1] Sul Medio Evo europeo non tutti gli storici concordano, infatti per alcuni è stato un periodo in cui la cultura è rimasta vivace ed attiva, per altri un periodo oscuro ed involutivo. Sicuramente lo sviluppo culturale non si arrestò nei circoli elitari e ristrettissimi, più precisamente il fulcro di questi studi furono i monasteri cristiani e le corti principesche. Inoltre, come spesso viene riscontrato dall’odierna ricerca storica, l’influenza dei testi Islamici fu notevole nonostante i due mondi si combattessero ferocemente.

Bibliografia:
Benedetto Gazzolo, “L’Astrologia attraverso i secoli” Azienda Grafica Busco
Kocku Von Stuckard, “Storia dell’Astrologia” ed. Mondatori
Roberto Sicuteri, “Astrologia e mito” ed. Astrolabio
F. Frisoni e C. Panà, “Lineamenti storici dell’Astrologia” ed. Arktos