Corea del Sud. Manifestazioni per mancate promesse e soluzioni errate


Categoria: Asia, GEOGRAFIA DEI POTERI

27 giugno 2008

La Corea del Sud è in subbuglio da settimane. All’inizio erano veglie pacifiche al centro di Seoul a causa della firma di un accordo che, in nome di interessi economici e “alleanze strategiche”, consentiva l’importazione di carne bovina dagli USA senza le dovute garanzie per evitare rischi contro la sindrome della mucca pazza. Poi si sono svolte quotidianamente dal 24 maggio fino a sfociare agli scontri e a cortei in varie città del paese come Daejeon, Cheonan, Gwangju, Jeonju, Daegu e Busan [1] fino alla grande manifestazione del 10 giugno che ha spinto il governo ad offrire le dimissioni e a rinegoziare l’accordo con gli Stati Uniti.
L’importazione era bloccata dal 2003 quando bestiame americano venne trovato infetto. A quel tempo il controvalore era di 850 milioni di dollari e ora la rimozione del blocco sarebbe servita all’accordo di libero scambio tra i due paesi [2].
Il presidente Lee Myung-bak evidentemente non ha calcolato le reazioni dei cittadini in difesa della salute pubblica. E per questo ha licenziato il capo del suo staff e sei suoi collaboratori in un discorso televisivo si è profondamente scusato impegnandosi a rinegoziare l’accordo per evitare importazioni di animali con età superiore ai trenta mesi [3].
L’accordo con Washington è stato raggiunto con quest’ultima condizione e contemporaneamente si è dato il via alla vendita di quanto congelato e bloccato da tempo. Ma sembra che i coreani non si fidano perché anche ieri ci sono state proteste e arresti in varie città [4]. E le proteste continue sono il motivo per cui il presidente Bush non andrà a Seoul in concomitanza con il G8, previsto per luglio prossimo, in Giappone [5].

Ma la diffusione delle manifestazioni per numerosità di partecipanti, per le città coinvolte e per la fermezza delle posizioni non si giustificano solo con la contrarietà all’importazione di carne dagli Stati Uniti, per quanto rilevante per la sicurezza della salute pubblica.
Infatti c’è un malessere generalizzato contro l’incapacità del governo, insediatosi alla fine di febbraio di quest’anno, a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e in più in generale a non correre ai ripari contro i venti di recessione che soffiano in varie parti del pianeta e che non lasciano del tutto immune la Corea.
Il 13 giugno è cominciato uno sciopero di quattordicimila autotrasportatori del sindacato Korea Cargo Workers per ottenere maggiori sussidi visti gli aumenti del prezzo del carburante. I dirigenti delle compagnie e dei porti hanno accusato il governo di non aver approntato un piano serio. L’unica risposta è stato la disponibilità di mezzi militari e l’aumento del trasporto su rotaia facendo crescere l’opposizione degli autotrasportatori. Dopo quattro giorni il ministero dell’economia stimava in oltre 4,5 miliardi di dollari in meno tra import ed export. Gli scioperi hanno coinvolto anche gli edili che rivendicano migliori salari e una riduzione del prezzo della benzina. E sul piede di guerra sono anche i sindacati dei commercianti per i piani di privatizzazione, dall’industria alle banche, e per la riforma pensionistica [6].

Il presidente ha oramai dilapidato il consenso che lo aveva fatto vincere a mani basse le elezioni presidenziali (e ad aprile anche quelle parlamentari) quando, nonostante alcuni problemi con la giustizia, ha trionfato promettendo un tasso di crescita del 6%, ma ora non si raggiungerà nemmeno il 5% [7]. Infatti il Fondo Monetario Internazionale prevede <<una crescita del PIL nel secondo semestre del 2008 limitata al 3,1%, ben al di sotto del 5,2% stimato per la prima parte dell’anno; quelle degli esperti locali sono un po’ meno pessimistiche ma sostanzialmente confermano la difficolta’ della situazione>> [8].

E forse non bastano nemmeno gli errori del governo e del suo leader Lee Myung-bak a spiegare l’estensione della protesta. Forse si avverte che non bastano più le solite risposte ad una crisi mondiale che intacca le certezze di una nazione che è arrivata a livelli di crescita economica e finanziaria assolutamente non previsti?

<<”La Corea possiede tutti i presupposti per elevarsi a 9.na economia a livello mondiale entro il 2025”, con un reddito pro-capite di 52.000 USD. Questa la previsione della Goldman Sachs, del tutto credibile se si considera che l’obiettivo dei 20.000 USD di reddito pro capite fissato per il 2011 è stato anticipato al 2008 dal Governo coreano>>. Un paese al quinto posto per riserve valutarie nel mondo [9].
Negli ultimi cinquant’anni il reddito si è moltiplicato per 600, mentre le esportazione per 13.000. Primo al mondo nella cantieristica, secondo nella produzione di semiconduttori e cellulari, terzo per diffusione di tecnologia ITC. Il livello di istruzione è secondo solo ad Israele e gli investimenti in ricerca sono elevatissimi e i ricercatori, negli ultimi cinque anni, sono aumentati mediamente del 9,8% e solo per le cellule staminali si spenderanno circa 500 milioni di dollari nei prossimi 10 anni [10]. Un Paese dove un gruppo di banche potrebbe sostenere l’aumento di capitale della Lehman Brothers alla ricerca di sei miliardi di dollari per far fronte alle perdite per i mutui subprime [11]. Certezze che vacillano?
di Pasquale Esposito

[1] Kim So-Hyun, “La mucca pazza mette in crisi Seoul”, The Korean Herald nella traduzione de Internazionale, 13/19 giugno 2008, pag. 94
[2] Junko Terao, “Seoul assedia il suo governo”, Il Manifesto 11 giugno 2008, pag. 10
[3] “S Korean leader in beef apology”, bbc.uk.com 19 giugno 2008; “S Korea leader replaces top aides”, bbc.uk.com 20 giugno 2008
[4] “Seoul rimuove il bando sulla carne Usa, al via la vendita”, www.asianews.it 26 giugno 2008; “S Korea to allow US beef back in”, www.bbc.co.uk 25 giugno 2008.
[5] “Il presidente Bush non visiterà Seul in occasione del G8 in Giappone”, www.peacereporter.net
24 giugno 2008
[6] Junko Terao, “Corea del Sud, un fiume di proteste”, Il Manifesto 17 giugno 2008, pag. 10
[7] Junko Terao, “Seoul assedia il suo governo“, manifesto 11 giugno 2008, pag. 10. I problemi con la giustizia a cui si fa riferimento sono relativi allo scandalo della società finanziaria Bbk responsabile di una truffa in Borsa e per la quale il presidente Lee era stato assolto ma poi, con l’arrivo di nuovi elementi, il Parlamento ha istituito una commissioni d’indagine.
[8] “Corea: Peggiorano le prospettive dell’economia coreana”, www.ilsole24ore.com, 26 giugno 2008
[9] Rapporti Paese Congiunti Ambasciate/Uffici Ice estero Repubblica di Corea del Sud 2007, pagg. 1-2
[10] ICE, “Corea del Sud Nota congiunturale 2007“, pagg. 1-3
[11] “Lehman potrebbe raccogliere capitali freschi in Corea”, http://it.reuters.com 11 giugno 2008