Donne Belle Senza Testa. Ci mancava pure Sanremo!


Categoria: STORIE

domenica, 12 febbraio 2012

Ad un anno dalla nascita del movimento delle donne “Se Non Ora Quando”, c’è qualcuno che inciampa di nuovo, e pure gravemente.
Accade qualche giorno fa in un famoso TG della RAI.
Un penoso ed umiliante sketch, pseudo improvvisato e di quart’ordine, ha la presunzione di presentare agli italiani la nuova protagonista,  la nuova valletta del Festival di Sanremo.

La triste sceneggiatura prevede un doloroso e scioccante modello maschilista, trucemente arricchito da un approccio volgare, quasi da ultimo film dei Vanzina.
Il trio composto da un affermato artista settantenne, un famoso attore comico cinquantenne ed una bellissima straniera ventenne, propone il modello anacronistico del maschio assatanato che sogna nel suo intimo (e neanche tanto…) di possedere e mostrare al pubblico adorante ed ammirato il proprio trofeo, tristemente inadeguato e inopportuno, della giovanissima e statuaria fanciulla.
Tutto questo è agghiacciante.

Soprattutto perché la ragazza viene presentata come una bella statuina, che non comprende e non parla una parola di italiano, che non ha una propria opinione, perché ha bisogno continuamente dei banali suggerimenti dei due burattinai, esperti e saggi uomini che sembrano ambire anche solo ad un remoto e poco casto bacio.

Tutto questo è triste, dobbiamo dircelo. Dobbiamo cominciare a dircelo. Non vogliamo passare per moraliste o bacchettone,come alcuni poveri fan del trash hanno superficialmente scritto.
Assolutamente no.
La bellezza da sola è fluida ammirazione a tempo determinato, mentre la bellezza che penetra nel fascino divino dell’intelligenza e dell’intuizione, è incanto e meraviglia.
Beh, giuriamo di essere felici di farci incantare.
Mentre l’assenza di sostanza non aiuta nessuno, anzi indebolisce tutte quante.
Forse ad una donna bellissima si vuole perdonare il fatto che non sappia far nulla?
Vogliamo trasmettere ancora questo stereotipo raccapricciante della donna?
Per fortuna no.
E’ per questo che è partita una lettera alla Direttrice generale della Rai, per richiedere un risarcimento dell’immagine femminile che ha imbarazzato donne e uomini.
Un appello che intende schiaffeggiare la Direttrice, colpevole di aver contribuito a ridicolizzare l’elemento femminile e di aver emarginato la donna nella nebbia della sottocultura maschilista, nella periferia delle intelligenze e della dignità.
Questo scivolone che ha generato una bufera tra le femministe e non solo, fa intuire che noi donne abbiamo ancora tante lotte da fare, tante manifestazioni a cui partecipare, tante grida da liberare.
Lo sappiamo che questa è una strada ancora in salita, la via verso la tanto desiderata parità è in fieri ed è da coltivare nell’incipit del pensiero comune, alla radice della semantica delle parole pronunciate, nei gesti delle piccole cose, nei corridoi degli uffici e soprattutto dentro le mura delle nostre case.
Si tratta purtroppo di una di quelle strade piene di buche e di sassi, di quelle strade che fanno male alla schiena, alla testa e ovviamente al cuore.
La rabbia che queste sporche immagini hanno generato non ci toglie la forza, anzi, ci fa stringere i pugni e ci fa andare avanti verso la punta più alta della montagna, perché in cima, si sa, l’aria finalmente sarà più pulita.

Bianca Tor