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	<description>Menti in Fuga</description>
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		<title>FMI e BCE: obiettivo Grecia (e non solo)!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 23:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Saverio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[GEOGRAFIA DEI POTERI]]></category>

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		<description><![CDATA[martedì, 21 febbraio 2012 Prima di procedere nel discorso, voglio ribadire un concetto. I grandi ricchi della Terra, che si nascondono dietro il paravento delle grandi multinazionali, hanno un solo faro: il massimo profitto. In nome di quest’ultimo sacrificano tutto. Non si pensa ai propri dipendenti, ai consumatori o all’ambiente. La storia dei grandi imprenditori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3954" title="Grecia bandiera logo" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Grecia-bandiera-logo.jpg" alt="" width="100" height="100" />martedì, 21 febbraio 2012</p>
<p>Prima di procedere nel discorso, voglio ribadire un concetto. I grandi ricchi della Terra, che si nascondono dietro il paravento delle grandi multinazionali, hanno un solo faro: il massimo<strong> profitto</strong>. <span id="more-4052"></span>In nome di quest’ultimo sacrificano tutto. Non si pensa ai propri dipendenti, ai consumatori o all’ambiente. La storia dei grandi imprenditori è costellata da una miriade di brutte vicende. Si va dalle condizioni dei minatori inglesi durante la rivoluzione industriale, ben descritta da  F. Engels, fino ai giorni nostri con la vicenda Eternit.<br />
Insomma parliamo di gente che non si fa scrupoli neanche ad affamare intere popolazioni.</p>
<p>E veniamo alla <a title="La Grecia sotto il tacco d'acciaio del finto debito pubblico" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/la-grecia-sotto-il-tacco-dacciaio-del-finto-debito-pubblico/" target="_self"><strong>Grecia</strong></a>. L’accordo sul da farsi per risollevare le sorti delle genti elleniche viene visto come un punto di partenza, una fondazione su cui costruire il futuro economico, e non solo, di quella nazione. A me, invece, sembra che sia un punto di arrivo. Meglio, chi ha voluto che le cose andassero così, si trova a vedere la linea del traguardo. Dopo aver incastrato una intera popolazione nella morsa del debito, l’ha costretta ad accettare  che loro, i grandi ricchi della terra, potessero impossessarsi dei settori e delle aziende chiave del Paese. È un progetto che “<em>finalmente</em>” si stà realizzando. Ma la <a title="La Grecia sotto il tacco d'acciaio del finto debito pubblico" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/la-grecia-sotto-il-tacco-dacciaio-del-finto-debito-pubblico/" target="_self">Grecia</a> non è la prima ad essere caduta nel tranello. E non sarà neanche l’ultima.<br />
Il <strong>FMI</strong>, costituito negli anni ’40 del 1900 è di proprietà di privati,  ha iniziato a mettere in moto questo <strong>meccanismo infernale</strong> sul finire degli ’70. Iniziò a concedere prestiti ad alcuni <a title="Società e politica internazionale. Africa" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/category/societa-e-politica-internazionale/africa/"><strong>Paesi africani</strong></a> al tasso del 5%, passato in un paio di anni al 30%. Si può chiamare usura questa? A tali condizioni è praticamente impossibile liberarsi dei creditori. Tra il 1980 e il 1996 l’Africa sub-Sahariana<strong> </strong>ha pagato due volte l’ammontare del debito contratto. E oggi sono molto più indebitati che in passato! Nazioni ricche di carbone, petrolio, ferro, rame, tantalo, diamanti e risorse di ogni genere vedono le proprie genti morire letteralmente di fame. Uomini, donne,  bambini e anziani seduti sulla ricchezza, che viene sfruttata da pochi ricchi, che  patiscono gli stenti della miseria. Cose analoghe sono successe in passato, e succedono tutt’oggi,  in <a title="Società e politica internazionale. America Latina" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/category/societa-e-politica-internazionale/america-latina/" target="_self">America Latina</a> e negli altri continenti. L’Europa, come è chiaro, non ne è esente.</p>
<p>Oggi i grandi miliardari si stanno impossessando della Grecia, ma con la litania del <a title="Debito pubblico finto effetti reali. Parte seconda" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/debito-pubblico-finto-effetti-reali-parte-seconda/" target="_self">debito pubblico</a> stanno ammorbando anche Spagnoli, Portoghesi e Italiani. Quando saranno vicini al traguardo con questi tre altri popoli, cominceranno anche con i Francesi e i Tedeschi, e così via.<br />
Deve essere chiaro che non c’è opposizione tra Paesi del Nord e Paesi del Sud del mondo. Semmai la lotta è tra i pochi ricchi della Terra, si stima circa un migliaio di famiglie, e tutti gli altri abitanti del pianeta, divisi tra più e meno poveri.<br />
So di ripetermi, ma è stata data la possibilità ad alcuni pochi di sfruttare le risorse di Gaia e di soggiogare interi popoli. Il meccanismo è quello del debito pubblico finto, derivato dalla cessione di moneta altrettanto finta.<br />
I <strong>creditori</strong> non sono mai interessati a riavere la loro <a title="Debito pubblico finto effetti reali. Parte prima" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/debito-pubblico-finto-effetti-reali-parte-prima/" target="_self">moneta</a> cartacea o elettronica che sia. Se così fosse al Popolo Greco basterebbe scrivere su di un pc la cifra di 130 miliardi di euro e rispedirli al mittente a titolo di saldo. Quegli usurai ovviamente rimarrebbero con un pugno di mosche in mano. Invece l’interesse verso le sole ricchezze reali è dimostrato dalla seguente vicenda. Durante la <strong>guerra del Golfo</strong>, all’Egitto è stato abbuonato un terzo del debito in cambio della fedeltà agli Usa. Ma così un ente rigoroso come il FMI rinuncia ad un credito così grande, rinuncia alle sue banconote, che ha prestato in precedenza, per una semplice presa di posizione? Mha!<br />
Comunque il congegno è “<em>geniale</em>” e viene costantemente tenuto nascosto. Anzi tv e giornali ci tartassano e ci convincono del fatto che c’è un debito e che va onorato. E quando è arrivato il momento dei sacrifici, ci viene comunicato dalle società di rating, tutte di proprietà dei coloro che hanno interesse perché le cose vadano secondo i piani stabiliti. I <strong>media</strong>, pur di farci ingoiare la pillola, riescono a mostrarci scenette davvero comiche.<br />
Vediamone una. Mario <strong>Monti </strong>è andato a colloquio da <strong>Obama</strong> con il compito di mostrare agli <strong>Usa</strong> quali manovre sono state effettuate dal nostro governo per ridurre il debito degli italiani. C’è però un fatto. Gli americani hanno il debito pubblico più grande del mondo! Nel 2011 è cresciuto di oltre 1.000 miliardi di dollari ogni sette mesi, arrivando a superare i 14.000 miliardi di dollari. Se l’Italia è seduta su una bomba a mano, lo Yankee è seduto su di una polveriera. Ed è da loro che dobbiamo prendere lezioni? Questo è ciò che ci passano giornali e tv.<br />
Infine, il popolo italiano è considerato da numerosi politici europei un coacervo di fannulloni, che non sa affrontare le difficoltà  e di non saper fare sacrifici. Viene così, complici i media, ferito nell’orgoglio, al fine di fargli accettare a testa bassa ogni forma di salasso. Intanto <strong>Sarkozy </strong>e la <strong>Merkel</strong> si mettono a dare voti agli altri. Ma questi due <em>regnanti</em>, insieme a coloro che li hanno preceduti, sono complici nel  tenere i loro popoli incastrati nella stessa morsa degli Italiani, dei Greci, degli Africani e di altri popoli.</p>
<p>Per chiarire. Ci sono i grandi ricchi della Terra, che costantemente si riuniscono, e decidono le sorti delle nazioni. Di ciò se ne parla nelle inchieste sul Club Bilderberg. Naturalmente le scelte le fanno seguendo i loro precipui interessi.<br />
Ci sono i politici, che hanno il compito di fare le leggi adatte alla realizzazione dei piani di cui sopra.<br />
Ci sono i media, che sono di proprietà del primo gruppo e che si può immaginare con chi siano schierati.<br />
C’è la gente, ci siamo noi costretti a subire ogni genere di sopruso.<br />
Non mi resta che augurare ogni bene al Popolo Ellenico.</p>
<p><a title="La Grecia sotto il tacco d'acciaio del finto debito pubblico" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/la-grecia-sotto-il-tacco-dacciaio-del-finto-debito-pubblico/" target="_self">Tommaso Pontonio</a></p>
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		<title>La Ciociaria ha fatto la preistoria</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 23:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Saverio</dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIE]]></category>

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		<description><![CDATA[sabato, 18 febbraio 2012 L’inverno 2011/2012 sembrava una stagione troppo tiepida rispetto alle precedenti e così dalle mie parti, in Ciociaria, si sentivano queste parole dalla bocca dei vecchi contadini: “I tempi sono cambiati!&#8230;Una volta sì che faceva davvero freddo!&#8230;Ricordo la nevicata del ’56!!!quella sì imbiancò tutto il nostro territorio!!!” In effetti non hanno torto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4033" title="1" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/1.jpg" alt="" width="100" height="100" />sabato, 18 febbraio 2012</p>
<p>L’inverno 2011/2012 sembrava una stagione troppo tiepida rispetto alle precedenti e così dalle mie parti, in <strong>Ciociaria</strong>, si sentivano queste parole dalla bocca dei vecchi contadini: <span id="more-4021"></span>“<em>I tempi sono cambiati!&#8230;Una volta sì che faceva davvero freddo!&#8230;Ricordo la nevicata del ’56!!!quella sì imbiancò tutto il nostro territorio!!!</em>” In effetti non hanno torto, qua i fiocchi di neve, quando raramente scendono, a malapena si poggiano a terra, e neanche son caduti che già si sono sciolti. Così nei giorni scorsi quando si sentiva parlare di allerta neve, nessuno ha preso davvero in considerazione le parole dei meteorologi e rilassati ci siamo avviati inconsapevoli verso “l’<em>Apocalisse</em>”. Infatti l&#8217;inizio di questo febbraio, verrà ricordato in molte zone d&#8217;Italia come uno dei più freddi e nevosi dell&#8217;ultimo secolo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4025" title="Ciociaria camminando sotto la neve 2012 02 03" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Ciociaria-camminando-sotto-la-neve-2012-02-03.jpg" alt="" width="460" height="345" /></p>
<p><span style="color: #888888;">Ferentino. Le campagne battute dalla violenta precipitazione nevosa ininterrotta dalla sera precedente. 3 febbraio 2012. Foto Annalisa Liberatori</span></p>
<p>Per il <strong>freddo</strong> le zone più colpite sono state senza dubbio le pianure Piemontesi, dove si sono avvicinati e in qualche caso battuti molti record di freddo che resistevano dal 1956.<br />
Se invece vogliamo guardare alla <strong>neve</strong>, dobbiamo spostarci nella pianura emiliana orientale, pianura romagnola, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio. Qui gli accumuli nevosi hanno raggiunto e superato i 160 cm al suolo nella pianura romagnola in paesi come Cesena e Forlì a meno di 100 metri sul livello del mare, mentre Bologna si è fermata a 80 cm di cumulato al suolo ed oltre 130 cm di neve caduti in 10 giorni.<br />
Se guardiamo in altre città storiche ci accorgiamo che l&#8217;evento <strong>non ha precedenti</strong> nella storia recente. A San Marino l&#8217;accumulo di neve al suolo in centro risulta essere di 200-220 cm al 13 febbraio 2012.<br />
Questo valore surclassa notevolmente i 150 cm al suolo registrati nell&#8217;inverno del 1941-42 che fino ad ora era stato il più nevoso del XX secolo.<br />
L&#8217;ultima volta che il manto aveva raggiunto i 2 metri al suolo sembra sia stato l&#8217;inverno del 1895, anche se non si hanno riscontri certi sull&#8217;effettivo spessore del manto nevoso.<br />
Se ci spostiamo fra Umbria e Marche, il racconto di un abitante di<strong> Montefeltro</strong> è oserei dire spaventoso. Parla di neve che ormai aveva superato i 3 metri al suolo, accumuli eolici fino a<strong> 4-5 metri</strong> che avevano completamente murato le case fino al tetto. L&#8217;unica via di uscita dalla casa era l&#8217;abbaino del tetto: praticamente murati vivi dalla neve!<br />
Una situazione del genere non ha <strong>precedenti</strong> nella storia meteorologica dell&#8217;ultimo secolo, molto probabilmente bisogna risalire a qualche inverno dell&#8217;800 per ritrovare una situazione simile. Il tutto è figlio di una figura barica molto particolare, il ponte di Voejkov che ha convogliato i venti di Burian per ben 2 volte in due settimane sulle nostre terre. Il risultato sono state 5 perturbazioni particolarmente intense che hanno colpito sempre le solite zone dell&#8217;Italia centrale.</p>
<p>E così la sera del <strong>2 febbraio</strong>, proprio come il lontano plurimenzionato &#8217;56, tutto ebbe inizio! Ha cominciato a nevicare alle 21 e anche lì ci ha preso alla sprovvista, non tutti ancora erano rientrati in casa e per strada all’improvviso…fu subito tempesta! E così a <strong>Ferentino</strong>, paese della Ciociaria dove vivo, ininterrottamente per una <strong>notte intera</strong> i fiocchi sono scesi violenti, ricoprendo man mano strade, prati e tetti, tra la felicità di adulti e bambini, che già prevedevano un venerdì di vacanza.<br />
E infatti la mattina seguente lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi è stato davvero sorprendente: per terra già si misuravano 30 cm di neve e continuava a venire giù che era una meraviglia!!! Alle 9, almeno a casa mia, salta la corrente, una delle prime zone a rimanere senza energia elettrica, ma a quell’ora con l’<strong>entusiasmo</strong> alle stelle, poco è importato a tutti noi, avevamo davanti un’intera bellissima giornata da passare tra la neve. E passeggiare sotto la bufera è qualcosa di indescrivibile, i piedi che affondano sulla coltre bianca, l’ombrello che diventa sempre più pesante sotto la precipitazione e gli occhi che hanno voglia di guardare tutto come non mai, la mia campagna è vestita a nuovo e io voglio vederla tutta!<br />
Il tragitto è faticoso, si impiega il doppio del tempo che di solito occorre, nel frattempo a terra si erano raccolti altri 10 cm. e le nuvole basse non promettevano di smettere. Sono abituata a vivere giorni di tormenti, ma le giornate di tormenta ancora non mi erano mai capitate.<br />
Il primo venerdì di neve a Ferentino, non ci ha mai dato tregua e soprattutto ci ha lasciato in quest’ordine sequenziale<strong> senza elettricità, riscaldamenti, acqua, telefono fisso, telefono cellulare </strong>e ovviamente impossibilità di circolare per le strade. Mia madre pensa bene di indire una riunione di famiglia che si sintetizza tutta in un’unica frase…. “<em>Vi prego non sentitevi male, siamo fuori dal mondo!</em>” e completamente fuori dal mondo ci siamo stati almeno per 3 giorni a casa mia, nelle vicinanze altre famiglie anche per 10 giorni e sinceramente credo che mentre io stia scrivendo queste mie riflessioni qualcuno qua nel mio paese sia ancora a lume di candela. E così io e i miei compaesani abbiamo fatto un tuffo nel <strong>passato</strong>, quel passato che ci raccontano i nostri nonni o che rappresentano i film d’epoca che ci emozionano di più. Per tutto il periodo  delle varie mancanze…..ci si alzava presto la mattina (nel letto era difficile resistere con una temperatura di 8 gradi in casa), si raccoglieva la neve appena caduta sul tettino, ancora bianca e incontaminata, e la si metteva nei tegami, nel frattempo si coglieva anche l’occasione per fare due chiacchiere con i vicini di casa da tetto a tetto, mentre il tegame sul gas bolliva a 100 gradi, e così con quell’acqua ci si poteva cucinare e lavarsi tutta la famiglia; poi si “<em>fabbricavano</em>” a mano tante sfere di neve gelata per infilare nei <strong>congelatori </strong>per non permettere che tutto il cibo conservato andasse a male; e finalmente pala in mano tutta la giornata a cercare di aprire un varco almeno per il passaggio a piedi, fatica quasi sempre inutile, visto che nel giro di poco tornava a coprirsi tutto ancora di bianco…e la sera per avere quel minimo tepore sotto le coperte, si andava a letto con una bottiglia d’acqua calda tra le braccia, ovvio dire che quell’acqua fosse ancora e sempre neve sciolta.<br />
Impossibile in quei giorni avere <strong>notizie </strong>di ciò che stesse avvenendo nel mondo, ma anche semplicemente in altre zone a pochi km da noi, ogni tanto arrivavano voci di gente in seria difficoltà, anziani isolati senza nulla da mangiare o bere, donne incinte in procinto di partorire, un paio di vittime del freddo, capannoni crollati, cavi dell’alta tensione spezzati, pali del telefono sotterrati dai rami di alberi caduti. Nessuno di noi poteva però dare credibilità massima a quelle parole perché in un battibaleno dalla moderna tecnologia che ha reso le comunicazioni così facili e veloci, si era tornati al modo più antico di diffondere le notizie: la <strong>comunicazione orale</strong>. Nel giro di poche ore sembrava che ci fossimo proiettati nel “piccolo mondo antico” con la stessa bianca straniante Cecità raccontata da Saramago.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4026" title="Ciociaria trattore per strada 2012 02 04" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Ciociaria-trattore-per-strada-2012-02-04.jpg" alt="" width="460" height="345" /></p>
<p><span style="color: #888888;">Ferentino. Il mezzo di trasporto davvero efficiente: il trattore, simbolo della comunità contadina. 4 febbriaio 2012. Foto Annalisa Liberatori</span></p>
<p>Dopo un paio di giorni <strong>latte, pane e acqua </strong> cominciavano ad essere preziosi quanto l’oro, la piccola bottega vicino casa mia che di solito quotidianamente serve le vecchiette nei dintorni, era l’unica in tutto il paese ad essere ancora fornita dei “<em>beni primari</em>” e soprattutto a organizzarsi per sfornare qualche pagnotta di pane e diffusasi la voce, l’assalto venne naturale e le strade cominciarono ad animarsi di un viavai di gente a piedi, qualcuno con carriole da caricare e tutti, sistemata la bella macchina nel garage, hanno tirato fuori il<strong> trattore</strong> facendone il mezzo di trasporto più in voga del momento, è una comunità contadina la nostra e finalmente è arrivata l’occasione per metterla in mostra senza vergogna…al diavolo la civiltà  moderna!<br />
E così si riscopre nelle difficoltà quello <strong>spirito comunitario</strong>, che l’individualismo di questi anni aveva annientato, tra social network, macchine con vetri oscurati e frenetico tran-tran quotidiano.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4027" title="Ciociaria si spala sui tetti 2012 02 04" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Ciociaria-si-spala-sui-tetti-2012-02-04.jpg" alt="" width="460" height="345" /></p>
<p><span style="color: #888888;">Ferentino. Gli abitanti spalano i tetti per evitare possibili crolli. 4 febbraio 2012. Foto Annalisa Liberatori</span></p>
<p>Finalmente tutti per la strada trovano il tempo di fare due chiacchiere e sia di notte che di giorno le campagne di casa mia sono vive come non mai. La neve rischiara il buio della sera e con la candela accesa e tapparelle alzate, la notte non fa più paura, dal letto della mia stanza riesco a vedere addirittura le stelle!<br />
I disagi sono stati davvero notevoli, i danni numerosi, la giunta comunale ha avuto serie difficoltà nel gestire l’<strong>emergenza</strong>, però quasi li giustifico, loro hanno difficoltà anche quando si tratta delle cose più semplici, figuriamoci in questa inaspettata sorpresa. Mentre a Roma si piangeva per la paura di sbattere il culo a terra, per 10 cm di neve caduti a tratti e ci si perdeva in demenziali polemiche tra sindaco, protezione civile e svogliati cittadini, facendo trionfare stupidità e vittimismo, da noi continuava a nevicare ancora per una settimana intera e verso gli ultimi giorni è giunto in nostro soccorso l’esercito, “<em>gli eroi della patria</em>”….mah!!! Mio padre da solo ha spalato 300 metri senza chiedere aiuto a nessuno.<br />
<a title="Georgia on my mind!" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/georgia-on-my-mind/#more-3775" target="_self"></a></p>
<p><a title="Georgia on my mind!" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/georgia-on-my-mind/#more-3775" target="_self">Annalisa Liberatori</a></p>
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		<title>La Grecia sotto il tacco d&#8217;acciaio del finto debito pubblico</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 23:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Saverio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[GEOGRAFIA DEI POTERI]]></category>

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		<description><![CDATA[venerdì, 17 febbraio 2012 La situazione del popolo greco è sotto gli occhi di tutti. Giornali e Tv mostrano immagini raccapriccianti e ci danno notizie, se possibile, peggiori. La situazione è esplosiva. Ciò a causa del debito pubblico contratto negli anni trascorsi. Ma la salvezza, per fortuna, è dietro l’angolo. Grecia. Creta, Ierapetra. Maggio 2011. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Grecia-bandiera-logo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3954" title="Grecia bandiera logo" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Grecia-bandiera-logo.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>venerdì, 17 febbraio 2012</p>
<p>La situazione del popolo greco è sotto gli occhi di tutti. Giornali e Tv mostrano immagini raccapriccianti e ci danno notizie, se possibile, peggiori. La situazione è esplosiva. Ciò a causa del debito pubblico <span id="more-4014"></span></p>
<p>contratto negli anni trascorsi. Ma la salvezza, per fortuna, è dietro l’angolo.<br />
<strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Grecia-Creta-Ierapetra-01-maggio-2011.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4017" title="Grecia Creta Ierapetra 01 maggio 2011" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Grecia-Creta-Ierapetra-01-maggio-2011.jpg" alt="" width="460" height="308" /></a></p>
<p><span style="color: #888888;">Grecia. Creta, Ierapetra. Maggio 2011. Foto Bianca Tor</span></p>
<p><strong>FMI </strong>e <strong>BCE </strong> sono disponibili ad effettuare un<strong> prestito</strong> di 130 miliardi di Euro, al fine di evitare la imminente bancarotta. Ma il popolo ellenico deve fare la sua parte. I proprietari degli Enti futuri creditori hanno proposto delle “<em>misure</em>”, prontamente accettate dai regnanti greci, in nome e per conto di chi li ha eletti, che sono coloro che faranno i sacrifici.<br />
Tra gli <strong>impegni presi</strong>, e ne sono moltissimi, ne cito solo alcuni. C’è la riduzione del salario minimo garantito e quella delle spese nella sanità. Sono previsti quindicimila licenziamenti nel settore pubblico e coloro che conservano il proprio posto di lavoro vedranno decurtato il loro stipendio. Infine c’è da cedere un po’ del patrimonio pubblico. Si privatizzeranno le società petrolifere e del gas, ma anche quelle delle lotterie e dell’acqua. Sembra che anche il patrimonio artistico potrà essere sfruttato da società non pubbliche. La pressione fiscale è destinata fatalmente ad aumentare.<br />
Tutto ciò avrà conseguenze gravissime sulla gente che si vedrà ripiombata in una situazione di forte indigenza. Coloro che hanno messo a punto il piano, tuttavia, garantiscono che, nel giro di qualche anno, la ripresa economica riporterà il benessere. Favole!<br />
Penso, invece, che la vita e i sogni di quel grande popolo, che non poco ha contribuito alla costruzione della nostra civiltà, stanno per essere definitivamente stroncati.</p>
<p>Voglio spiegare le ragioni di questa mia convinzione, facendo un <strong>parallelo</strong> tra gli Istituti futuri creditori della <strong>Grecia</strong> e i <strong>Monti Frumentari</strong>.<br />
I Monti Frumentari sorsero sul finire del XV secolo ed erano gestiti soprattutto da religiosi. Si trattava di istituti che prestavano sementi, soprattutto grano, ai contadini poveri che, pur volendo avviare la coltivazione del proprio campo, ne erano sprovvisti. Dal canto loro gli agricoltori si impegnavano a restituire tutto il prodotto preso a prestito aumentato del 5%. Qualora, a causa di avverse vicende, non avessero potuto onorare il debito, non sarebbero stati perseguitati, né sottoposti a salasso. Molti furono coloro che, grazie a quei “<em>granai</em>” evitarono la morsa dell’usura.<br />
A me interessa porre l’accento su di un paio di cose.<br />
Il M. F. cedeva al richiedente, ad esempio, grano, cioè un bene reale in una precisa quantità. L’istituto quindi  si impoveriva di quel bene momentaneamente, per poi ritornare ad avere la quantità iniziale, più un piccolo surplus.<br />
Se il contadino non restituiva le sementi ottenute in prestito, il Monte le avrebbe perse per sempre. In tal caso ricostituire la scorta iniziale non sarebbe stato facile. Al gestore dell’istituto non era  data la possibilità di aumentare, da un giorno all’altro, magari con un colpo di bacchetta magica, la quantità di sementi a sua disposizione.</p>
<p>Veniamo alla <a title="Il debito e la crisi economica peggiorano, ma la via imposta dalla Troika alla Grecia è sempre quella dei tagli" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/il-debito-e-la-crisi-economica-peggiorano-ma-la-via-imposta-dalla-troika-alla-grecia-e-sempre-quella-dei-tagli/" target="_self">Grecia</a>. Ho già detto che BCE e FMI sono disposti ad effettuare un prestito di 130 miliardi di Euro. Ma, quale natura ha questo prestito? Sarà costituito da<a title="Debito pubblico finto effetti reali. Parte prima" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/debito-pubblico-finto-effetti-reali-parte-prima/#more-3849" target="_self"> banconote</a> e da una numero digitato sul computer del creditore e inviato su quello del debitore.<br />
Le banconote verranno stampate dai proprietari del FMI e della BCE, che sono persone fisiche con nome, cognome e una faccia più o meno bella. Il costo della stampa è irrisorio, quello del click elettronico è zero. Questi creditori, di fatto, non si privano di nulla. “<em>Produrre soldi</em>” per 130 o per 1.300 miliardi di euro non fa grande differenza. Invece di una stampante se ne mettono in moto tre. Al posto due, si lavora per tre giorni Nel caso di moneta elettronica, digitare 130 ovvero 130.000 miliardi di euro è assolutamente uguale. Nel caso del Monte frumentario, passare da 100 quintali di grano a 1.000 era impresa ardua. Sarebbero occorsi anni di lavoro e sacrifici durissimi.<br />
A fronte di un debito concreto, ovvero sementi, l’agricoltore non aveva altri impegni nei confronti del Monte, se non quello di coltivare diligentemente il suo pezzo di terra. BCE e FMI a fronte di un <strong>debito etereo </strong>richiedono ai Greci immani sacrifici reali.<br />
Se il popolo ellenico  non dovesse onorare il proprio debito, di fatto, i loro creditori non perderebbero nulla. Il Monte Frumentario, se il contadino non avesse restituito il grano prestatogli, che è un bene reale, lo avrebbe perduto per sempre.<br />
Ora, la <a title="Debito pubblico finto effetti reali. Parte seconda" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/debito-pubblico-finto-effetti-reali-parte-prima/#more-3849" target="_self">BCE</a> è una azienda privata i cui proprietari, ripeto, sono persone fisiche. Il FMI è per la quota di maggioranza relativa di proprietà della <a title="Debito pubblico finto effetti reali. Parte seconda" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/debito-pubblico-finto-effetti-reali-parte-prima/#more-3849" target="_self">Fed</a>, che è a sua volta privata.<br />
Chi e perché ha fatto sì che nomi come Rothschild, Onassis, Rockfeller, o chi per loro,  potessero mettere in atto questa opera di macelleria sociale in Grecia? Ma questa non è forse usura? E’ un caso che questo Paese versi in una  situazione così drammatica?<br />
Io credo che tutto sia stato programmato. Vediamo perché con il <a title="FMI e BCE: obiettivo Grecia (e non solo)!" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/fmi-e-bce-obiettivo-grecia-e-non-solo/" target="_self">prossimo articolo</a>.<br />
<a title="Debito pubblico finto effetti reali. Parte seconda" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/debito-pubblico-finto-effetti-reali-parte-prima/#more-3849" target="_self"></a></p>
<p><a title="Debito pubblico finto effetti reali. Parte seconda" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/debito-pubblico-finto-effetti-reali-parte-prima/#more-3849" target="_self">Tommaso Pontonio</a></p>
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		<title>Una Storia d’Orrore Americana</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 23:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Saverio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCHERMI]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>

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		<description><![CDATA[giovedì, 16 febbraio 2012 Prendete tutti i topoi classici del genere horror, mischiateli e fateli apparire, piano piano, puntata dopo puntata. Avrete American Horror Story. Si, perché i due autori, Brad Falchuk e Ryan Murphy decisamente non si sono fatti mancare nulla. E così vediamo apparire, in ordine sparso, il medico pazzo, il (baby) mostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-818" title="prove_trasmissione" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2011/01/prove_trasmissione.gif" alt="" width="100" height="100" />giovedì, 16 febbraio 2012</p>
<p>Prendete tutti i topoi classici del genere horror, mischiateli e fateli apparire, piano piano, puntata dopo puntata. Avrete <strong>American Horror Story</strong>.<br />
Si, perché i due autori, <span id="more-4011"></span><strong>Brad Falchuk</strong> e <strong>Ryan Murphy</strong> decisamente non si sono fatti mancare nulla.<br />
E così vediamo apparire, in ordine sparso, il medico pazzo, il (baby) mostro di Frankenstein, il ragazzo deforme, il giovane serial killer, la star nevrotica e decadente, l’uomo sfigurato, il demoniaco nascituro, la cameriera conturbante e ambigua, il gay morboso, la ragazzina eterna suicida. E poi fantasmi, tutti  fantasmi, Halloween, Natale e i morti sepolti in giardino oppure orrendamente mutilati.</p>
<p>Il tutto in un’unica serie, dodici puntate, in cui effettivamente c’è sempre la <strong>paura</strong> e la <strong>sensazione di smarrirsi</strong> dietro questa o quella storia, questo o quel personaggio. Eppure è proprio qui che si mostra la bravura degli autori, nel mescolare<strong> tante storie</strong> (o, meglio, tanti pezzi di storie passate) unite tra loro solo dalla location di una inquietante casa vittoriana, assoluta protagonista di tutta la serie, che diventa sempre più affollata e sempre più claustrofobica.<br />
Il plot principale, e con esso i suoi protagonisti, la<strong> famiglia Harmon</strong>, sembrano essere solo una scusa per svelare tutto quello che c’è intorno, sicuramente più interessante e avvincente. Non ce ne vogliano <strong>Ben</strong> (Dylan McDermott) e la moglie <strong>Vivien</strong> (Connie Britton) ma i loro personaggi appaiono come i più piatti, monotematici (e monoespressivi) di tutta la serie diventando, a lungo andare, perfino irritanti. Diverso il discorso per la figlia <strong>Violet</strong> (Taissa Farmiga), protagonista di uno dei migliori<strong> colpi di scena</strong> della serie, il cui personaggio lascia intravedere potenzialità non sfruttate fino in fondo.<br />
Sono loro gli Harmon, con il loro acquisto della casa, il trasloco da Boston a Los Angeles, i tradimenti (e i grossolani errori) di Ben, le nevrastenie e i dubbi di Vivien, le angosce di Violet a dare il là a una storia che prenderà pieghe inaspettate. Alla fine, però, risulteranno essere solo una sorta di incubatrice per i bambini oggetto del desiderio di tutti coloro che, vivi o meno, ruotano intorno alla casa maledetta.<br />
Si riscattano nel <strong>finale</strong>, nell’ultima puntata, dove, non a caso, sono ormai tutti morti.</p>
<p>Ma è la famiglia dei vicini, <strong>i Langdon</strong>, o quello che rimane di loro,  che mostra le sorprese migliori: è quasi superfluo sottolineare la rappresentazione della  follia sempre al limite di <strong>Constance</strong> da parte di una eccezionale Jessica Lange,  o la rappresentazione della follia assoluta di<strong> Tate</strong> (Evan Peters), psicopatico manipolatore bello e tenebroso, potenziale icona del genere.  C’è inoltre <strong>Adelaide</strong> (Jamie Brewer), la ragazza Down che è una delle presenze più inquietanti dei primi episodi (ed è un peccato che a un certo punto scompaia).<br />
Gli<strong> altri personaggi </strong>sono un gustoso contorno, anche se troppo spesso alternano alti e bassi. Una dovuta citazione spetta alla <strong>cameriera Moira</strong>, tanto sexy in versione giovane (Alexandra Breckenridge) tanto inguardabile in  versione anziana con occhio morto (esteticamente, non come interpretazione, visto che Frances Conroy riesce ad essere ancora più disturbante di quanto lo era stato interpretando la Ruth Fisher di Six feet Under).</p>
<p>La <strong>storia</strong>, nonostante buchi di trama, passaggi slegati, dialoghi non sempre all’altezza, sembra comunque resistere. Le prime puntate sono obiettivamente inquietanti. Fanno paura. Sembra di respirare l’atmosfera  che si respira nella casa. Si ha la sensazione che qualcosa di terribile stia sempre per succedere.  Poi, quando i misteri iniziano a svelarsi, quando la paura inizia a venir meno, salgono in cattedra i personaggi e le loro storie. Quando anche questi iniziano a mostrare la corda, la serie giunge saggiamente al termine.  Una puntata in più, sarebbe stata di troppo.<br />
L’ultima si salva proprio perché, in qualche modo, cambia registro, abbandonando dai toni scuri degli altri episodi per mostrare una insospettata vena ironica.<br />
Anche se ci prova, però, l’<strong>ultimo episodio</strong> non riesce a riannodare tutti i fili. Alcune storie restano incompiute, alcuni misteri restano senza soluzione (uno su tutti: ma perché la casa aveva il potere di trattenere i morti?).  A quanto sembra, tali domande non troveranno risposta neanche nella seconda serie, che non avrà nulla a che fare con la prima. Un <strong>finale alla Lost</strong>, insomma, in cui si da largo spazio alle emozioni cercando in questo modo di far dimenticare tutti quei buchi che non possono essere tappati.<br />
Però, in fondo, è meglio così.<br />
Lasciamo gli Harmon a difendere la casa e i futuri ospiti dalle presenze malvagie, Constance a gestire l’ennesimo figlio mal riuscito e Tate…<br />
…beh, forse è meglio non sapere cosa Tate sarà in grado di fare.</p>
<p><a title="La propaganda. Napoli,centododici anni fa" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/la-propaganda-napoli-centododici-anni-fa/" target="_self">Luigi Costa</a></p>
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		<title>Un garage di Madreperla</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 23:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Saverio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esordi]]></category>
		<category><![CDATA[SPARTITI DI MASSA]]></category>

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		<description><![CDATA[mercoledì, 15 febbraio 2012 &#8220;Non perdetevi il nostro primo secret show! Posti limitati. [...]. Vi anticipiamo soltanto che si terrà nel pomeriggio e che vi offriremo un sacco di birra&#8220;. Era questo il messaggio che alcune settimane fa, sbirciando su Facebook, ho visto apparire sulla mia bacheca. Un messaggio proveniente dalla pagina della rockband Madreperla. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4001" title="Madreperla  La noia e una vostra invenzione logo" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Madreperla-La-noia-e-una-vostra-invenzione-logo.jpg" alt="" width="100" height="99" />mercoledì, 15 febbraio 2012<br />
&#8220;<em>Non perdetevi il nostro primo secret show! Posti limitati.</em> [...]. <em>Vi anticipiamo soltanto che si terrà nel pomeriggio e che vi offriremo un sacco di birra</em>&#8220;.<br />
Era questo il messaggio <span id="more-3995"></span>che alcune settimane fa, sbirciando su Facebook, ho visto apparire sulla mia bacheca. Un messaggio proveniente dalla pagina della rockband <strong>Madreperla</strong>.<br />
Seguo i Madreperla da diversi mesi ma non avevo mai partecipato ad un loro concerto. Andare a vederli in una esibizione &#8220;<em>secret</em>&#8221; per pochi eletti, in un luogo sconosciuto e con la birra a fiumi è stata un&#8217;irrinunciabile tentazione. Così ho preso la mia gas-mobile ed ho raggiunto il luogo comunicato precedentemente via email: una stradina di Roma in zona Torre Angela/Casilina nella quale passeggiavano molti stranieri per lo più extracomunitari.</p>
<p>Giunto sul posto è parso evidente che il gruppo si sarebbe esibito in un <strong>garage</strong>. &#8220;<em>Andiamo bene!</em>&#8221; ho pensato. Ma il mio non era un pensiero sarcastico o frutto di una delusione. Tutt&#8217;altro! La mia frase esprimeva il vero senso delle parole.<br />
Il <strong>quartiere popolare</strong> e soprattutto un garage non potevano essere location migliori per esprimere al meglio plettrate rock. Eh si, i garage sono senz&#8217;altro luoghi fonte di ispirazione. Sono molti gli artisti che hanno cominciato a suonare o scelto questo luogo anche per le loro esibizioni live come, ad esempio, i Foo Fighters; non solo: come molti sapranno anche Steve Jobs assemblava pezzi di silicio in un luogo come questo.<br />
Il garage: fucina delle arti e dei mestieri, placenta delle intuizioni e delle idee.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4000" title="Madreperla 2012 01 22" src="http://www.mentinfuga.com/web/wp-content/uploads/2012/02/Madreperla-2012-01-22.jpg" alt="" width="460" height="345" /></p>
<p><span style="color: #888888;">Fabio Prevedello Gorgoni alla chitarra e Giuseppe Nobile al basso. Roma 2012. Foto Valerio Tirri</span></p>
<p>Il <strong>concerto</strong> inizia in versione acustica e sarà interamente videoregistrato. Altre interessanti novità.<br />
La disposizione dei musicisti è a cerchio ed i pochi inviati selezionati (circa trenta) si dispongono al centro ed ai lati. Nonostante i tre cameramen che ci girano intorno, provo una bella sensazione, intima, accogliente e rilassante.<br />
Mi aspettavo un perdita di &#8220;t<em>ono</em>&#8221; per la scelta di suonare in acustico ma invece hanno saputo esprimere la stessa grinta ed efficacia di una versione elettrica mantenendo, allo stesso tempo, suoni definiti e volumi adeguati. Una prestazione eccellente, per esecuzione e resa sonora.</p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per scambiare <strong>due chiacchiere</strong> con <strong>Peppe</strong> e <strong>Teo</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Perché avete scelto proprio un garage per la vostra registrazione live? Com&#8217;è nata l&#8217;idea?</span></strong><br />
La location del garage è nata dall&#8217;idea di un ritorno alle radici, ci sono venuti in mente gli anni &#8217;90 di Seattle, e volevamo fondere questa componente grunge, in cui un po&#8217; siamo cresciuti tutti, con l&#8217;intimità di un acustico stile &#8220;<em>Live at the basement</em>&#8221; dei Radiohead. Qualcuno infatti ha detto che &#8220;<em>abbiamo giocato a fare i Nirvana</em>&#8220;.<br />
Inoltre avevamo un garage bello grande a disposizione, e non sfruttarlo come abbiamo fatto sarebbe stato un peccato. In pratica location giusta al momento giusto.</p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Perché la scelta di esibirvi in versione acustica?</span></strong><br />
Premetto che per noi è stata una sfida riarrangiare in chiave elettro-acustica e in poco tempo, i brani del disco (che per l&#8217;80% sono abbastanza duri) e nello stesso tempo, inserire all&#8217;interno di questa esperienza, addirittura un quinto elemento: le tastiere. Perciò già questo ci ha stimolati molto, e l&#8217;idea di cimentarci con una cosa un po&#8217; diversa da noi, ci stuzzicava.<br />
Nasce soprattutto da un&#8217;esigenza di potersi esibire anche nei piccoli locali, che a volte sono realtà in cui si può e si deve suonare a volumi molto bassi e in spazi molto ristretti. Di conseguenza un acustico (o elettro-acustico in questo caso) si presta come unica soluzione alla situazione. Abbiamo provato a fare qualche live, e ci siamo resi conto che pian piano i brani venivano riarrangiati, di volta in volta sistemati, cambiati, insomma prendevano forme e sfumature diverse, e ci siamo resi conto che questo piaceva sia a noi che a chi ci ascoltava. Allora ci siamo detti: perchè non registrare una versione alternativa del disco?<br />
E così sull&#8217;onda dei <strong>Secret Shows</strong> che in questo momento stanno riscuotendo un gran successo in Italia, abbiamo deciso di cimentarci in questo progetto e di invitare un pubblico, seppur ristretto, ad assistere.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Quando sarà disponibile la videoregistrazione del concerto ed in che modalità? </strong></span><br />
La videoregistrazione del concerto sarà disponibile a breve, stiamo lavorando al montaggio video ed in contemporanea al missaggio audio, perciò tempi tecnici permettendo, a breve sarà disponibile. Probabilmente sarà disponibile sia sul web che nella classica versione DVD che le persone potranno acquistare da noi ai concerti, ma queste cose sono ancora da definire bene.</p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Qual è il brano del disco a cui siete più affezionati e quello al quale avete lavorato di più ?</span></strong><br />
Credo che il brano su cui abbiamo lavorato di più, cambiando e sperimentando diverse cose, sia stato &#8220;<strong>L&#8217;unica cosa che vorrei</strong>&#8220;. Forse anche per le diverse dinamiche del pezzo e per gli arrangiamenti.<br />
Quello a cui siamo più affezionati, e credo di parlare a nome del gruppo, è quello che rappresenta in qualche modo l&#8217;intero concept del disco, ed è appunto il brano che dà il titolo all&#8217;album: &#8220;<strong>La noia è una vostra invenzione</strong>&#8220;. Credo che in qualche modo ci rappresenti tutti e quattro.</p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Chi è Mr. Thompson?</span></strong><br />
Mr. Thompson è il nostro Mario Rossi, l&#8217;occidentale medio al sole dei tropici, abbronzatura color papavero, soldi a sufficienza da sentirsi il padrone del mondo e una spiccata attitudine a fare sesso a pagamento con le minorenni. Il tutto ovviamente a sua insaputa&#8230; vi ricorda qualcuno?</p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Sempre più band offrono la propria musica in download gratuito via web puntando ai concerti live per un ritorno economico. Questa è la strada giusta oppure ci sarà un&#8217;ulteriore evoluzione?</span></strong></p>
<p>Ormai pensare di avere un ritorno economico vendendo dei dischi è un&#8217;utopia, a meno che non si navighi nel mainstream.<br />
Se sia la strada giusta non lo so, ma è sicuramente una delle tante evoluzioni della nostra vita quotidiana. Il web ha cambiato molto il modo di concepire la musica.<br />
La musica intesa come mercato è in profonda crisi, e come il resto dei mercati sta cercando in qualche modo di sopravvivere a questo momento. Come conseguenza si sta evolvendo, sta provando a trovare nuove strade, sta mutando forma per poter rinascere sotto forma di qualcosa di nuovo.<br />
In controtendenza con l&#8217;evoluzione della tecnologia video (che punta all&#8217;alta definizione) il suono viene progressivamente depredato della sua bellezza. L&#8217;mp3 la fa da padrone, e la musica viene ascoltata con degli auricolari mentre si va a lavoro, o all&#8217;università, nessuno dedica più tempo per mettersi seduto in poltrona a sorseggiare una bicchiere di vino e ad ascoltare un buon disco con calma, di conseguenza svanisce l&#8217;interesse della produzione di qualità in favore della lavorazione industriale.<br />
Il nostro approccio alla scrittura di un disco ed alla sua pubblicazione da indipendenti è legato ad un&#8217;impellenza comunicativa più che ad un contesto che parla di costi e ricavi. Noi ci guadagnamo quando il pubblico che viene ai nostri concerti torna a casa canticchiando in macchina il proprio pezzo dei Madreperla preferito.</p>
<p>Riguardo la disponibilità gratuita dell&#8217;album cito il vecchio <strong>Captain Beefhart</strong> (al secolo Don Van Vilet):  &lt;&lt;<em>Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l&#8217;ho presa non bisogna pagare per averla.</em>&gt;&gt;<strong><span style="color: #000080;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000080;">E&#8217; risaputo che siete stati influenzati dalla musica degli anni settanta e novanta. Avete tutti la stessa cultura musicale? Da quanto tempo vi conoscete?</span></strong><br />
<strong>Teo</strong> e <strong>Fabio</strong> si conoscono da quando erano adolescenti, e hanno messo su questo progetto nel 2005 con il nostro ex-batterista. Nello stesso anno io conoscevo e suonavo con <strong>Andrea</strong>, il nostro attuale batterista. Sciolta quella band, nel 2006, ho conosciuto Teo e Fabio e sono subentrato come quarto Madreperla, e qualche anno dopo ho portato dentro al progetto Andrea, chiudendo il cerchio.<br />
Teo e Fabio sono cresciuti per lo più con la musica italiana degli anni &#8217;90, mentre Andrea, più con la musica straniera degli anni &#8217;70, la scena hard rock e progressive. Io ho fatto un po&#8217; la sintesi delle due cose, ho iniziato con gli anni &#8217;70 partendo da Led Zeppelin, Deep Purple, Beatles, the Doors, e iniziando a suonare il basso con Nirvana, <a title="Pearl Jam. Backspacer. Ancora vivi" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/pearl-jam-ancora-vivi/" target="_self">Pearl Jam</a>, <a title="Radiohead. The King of Limbs. Nuovi stimoli al cambiamento" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/radiohead-the-king-of-limbs-nuovi-stimoli-al-cambiamento/" target="_self">Radiohead</a>, ecc.. fino ad innamorarmi di <a title="God is Sound. Afterhours too - Back in Roma" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/god-is-sound-afterhours-too-rock-in-roma/" target="_self">Afterhours</a>, Marlene Kuntz. in generale abbiamo avuto dei percorsi un po&#8217; diversi, ma alla fine, chi prima, chi dopo, siamo passati tutti per gli stessi step musicali, raggiungendo tutti la formazione di uno stesso bagaglio musicale.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Cosa pensate del panorama rock italiano?</strong></span><br />
Sta cambiando, e fortunatamente sta nascendo qualcosa nel sottobosco che potrebbe ridefinire il rock italiano come siamo stati abituati ad intenderlo. Tanti gruppi ancora definiti &#8220;<em>emergenti</em>&#8221; solo perchè fuori da radio Deejay stanno affollando i locali più grandi, e sfornando dischi in Italiano con idee finalmente originali. Mi riferisco a gruppi come &#8220;<a title="Il Teatro deglii Orrori. A sangue freddo" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/il-teatro-degli-orrori-letteratura-e-rock-dassalto/" target="_self"><strong>Il Teatro degli orrori</strong></a>&#8220;, &#8220;<strong>The death of Anna Karina</strong>&#8220;,&#8221;<strong>Bud Spencer Blues Explosion</strong>&#8220;, &#8220;<strong>I Ministri</strong>&#8220;, e molti, moltissimi altri. Dall&#8217;altro lato molti grandi nomi che hanno fatto la storia del nostro rock, stanno invece subendo l&#8217;avanzata di questo sottobosco a cui non riescono più a stare dietro ormai, la gente ha fame di cose nuove, e le &#8220;<em>minestre riscaldate</em>&#8221; non vanno più bene. Secondo me, al momento l&#8217;underground, soprattutto nelle città di Roma, Milano, Bologna, è una fucina di idee nuove, alcune ancora un po&#8217; timide, ma sicuramente valide. Consiglio a tutti gli appassionati di rock italiano di spegnere le radio e di tornare a frequentare i club dove si suona live, come si faceva molti anni fa, si fanno di continuo scoperte eccezionali, o almeno, &#8220;<em>originali</em>&#8220;. Io non ho mai smesso di farlo.</p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Quante esibizioni avete all&#8217;attivo ed a quando i prossimi concerti live?</span></strong><br />
Bhe, esibizioni&#8230;tante&#8230;.veramente tante, in 6 anni circa&#8230;direi che ormai non ci spaventa più nulla. Ci siamo esibiti sui palchi più piccoli, in posti sperduti con due persone ad ascoltare, e nei palchi enormi, in festival famosi, con migliaia di persone&#8230;ormai le abbiamo sperimentate tutte, girando parecchio l&#8217;Italia da nord a sud, e inoltre il giugno scorso ci siamo affacciati in Svizzera per suonare alla Festa Della Musica Europea, selezionati come rappresentanti italiani della scena rock indipendente.</p>
<p>Le prossime date ufficiali sono: 24 febbraio: Key Drum (Sarno) / 27 febbraio: Contestaccio (Roma) / 2 Marzo: 8mm In acustico (Roma)</p>
<p><a title="Dondolaluva. Maltalento da vendere nell'indie rock italico" href="http://www.mentinfuga.com/web/index.php/dondolaluva-maltalento-da-vendere-nellindie-rock-italico/" target="_self">Valerio Tirri</a></p>
<p>I Madreperla sono:</p>
<p><strong>Fabio Prevedello Gorgoni</strong>: voce, chitarra elettrica, chitarra acustica;<br />
<strong>Teodoro Pizzolante</strong>: chitarra elettrica, chitarra acustica;<br />
<strong>Giuseppe Nobile</strong>: basso, voci;<br />
<strong>Andrea Del Vecchio</strong>: batteria, percussioni:<br />
www.madreperlaband.it</p>
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