Freaky Mermaids. Moonshine once betrayed me. Melodie femminili su tracce folk e blues


Categoria: Esordi

venerdì, 20 gennaio 2012

Leggiadria che corre tra le tracce di folk, country e blues. È questa la sensazione che accompagna l’ascolto di Moonshine once betrayed me. Ed è accaduto anche quando l’ascolto avveniva in contesti spazio-temporali invasi da ritmi frenetici e rumori ambientali. È un rincorrere di suoni che si tramutano in ballate cantate con indubbia maestria da Ombretta Ghidini. Non so se le giovani sirene riusciranno ad ammaliare sempre il pubblico, ma vale la pena ascoltarle anche per l’intrusione delle innumerevoli citazioni, anche se non tutte riuscite, tra le sonorità dell’album.

Arrivano dalle parti di Brescia le Freaky Mermaids alias la già citata Ombretta Ghidini (voce, chitarre, ukulele) e Laura Mantovi (voce, toy piano, armonica, rumoristica) accompagnate dal vivo da Giorgia Poli (basso, contrabbasso) e Stefania Maratti (percussioni, flauto, vibrafono) nonché da Annie Hall, The Record’s e Guru Banana.
Dicevamo delle citazioni. Leggendo le varie recensioni su questo esordio, i nomi che compaiono sono tanti da Bruce Springsteen a Tom Waits, da Suzanne Vega ai Yo La Tengo, da Johnny Cash a Fairground Attraction. E si potrebbe proseguire. La fantasia all’ambiente non manca.

Si legge entusiasmo, dai suoni alla voce di Ghidini, nella recensione di Alberto Sgarlato che accosta il lavoro  della Freaky Mermaids a quello del gruppo degli anni ’80 Fairground Attraction. Tutto scorre piacevolmente fino alla geniale On, What You Have Done To Me! <<in cui troviamo rottami metallici e sgangheratezze che non potranno non evocare a qualcuno gli Swordfishtrombones e i Rain Dogs di Tom Waits>> [1].
Per Lorenzo Righetto il disco è <<un’imitazione di gran pregio>> perché non è proprio arte ma artigianato non riuscendo ad impressionarti. Le uniche canzoni ad essere citate sono Disappeared e Gentle Way [2].
Di <<citazionismo>> parla  Eugenia Durante il cui giudizio è sostanzialmente negativo per un disco con molti già sentito tanto da lasciarsi dimenticare. Ci sono riferimenti a tutto compreso Oscar Wilde, <<Ballad In Plan D, si rifà infatti a quel capolavoro ancora troppo sconosciuto che è la Ballad Of Reading Gaol>>. L’unica eccezione è il brano Gentle Way [3].

Stefano Solventi invece trova molti più spunti interessanti che potrebbero essere forieri di un futuro musicale da seguire. I brani che vanno oltre l’accademia o l’intrattenimento piacevole e che <<azzeccano l’equilibrio tra incanto e mistero>> sono Jane’s Choice, <<l’agrodolce processione Black Heart Procession coniugata Waits>> di Oh, What You’ve Done To Me, Gentle Way ed in particolare <<l’onirico lirismo>> di Ballad In Plan D, <<sorta di sospensione amniotica di particelle Delgados e Yo La Tengo>> [4].
Anche Federico Pevere lascia aperte le porte del futuro di questi brani con le loro melodie che rimandano al passato confermando le doti delle protagoniste. Le canzoni citate sono la title track <<echeggia i modi di Billie Holiday>>, Jane’s choice e A Rabbit’s Tale dove affiorano ricordi <<timbrico-interpretativi di Joan Baez>> [5].
Non vi curate di noi ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: folk-blues
Freaky Mermaids
Moonshine once betrayed me
etichetta: Quasi Mono Records
data di pubblicazione: 2011
brani: 10
durata: 39:08
cd: singolo

[1] Alberto Sgarlato, http://distorsioni-it.blogspot.com, 27 dicembre 2011
[2] Lorenzo Righetto, www.ondarock.it
[3] Eugenia Durante, www.letlovegrow.it, 12 gennaio 2012
[4] Stefano Solventi, www.sentireascoltare.com, 27 dicembre 2011
[5]Federico Pevere, blow up., gennaio 2012, pag. 128