Green Movie Film Fest: quando il cinema sposa la salvaguardia dell’ambiente


Categoria: Festival & Mostre

giovedì, 5 luglio 2012

Presso la Casa del Cinema di Roma, situata all’interno dello splendido parco di Villa Borghese, si è aperta ieri la prima edizione del Green Movie Film Fest: tre serate all’aperto, dal 4 al 6 luglio, in cui verranno presentate opere – film (corto e lungometraggi), docufilm, mockumentary e documentari – per raccontare l’ambiente ed il sociale, ovviamente all’insegna dell’ecosostenibilità. L’evento culturale è promosso da Pentapolis – cinque sono infatti le aree in cui interviene: ambiente, cultura, lavoro, salute solidarietà –  un’associazione di persone ed imprese, pubbliche e private, nata nel 2006, che diffonde la responsabilità sociale e lo sviluppo sostenibile ed intende dare il proprio contributo alla tutela dell’ambiente, tramite appunto eventi di vario tipo, iniziative culturali, nonché attività di ricerca e di informazione. In particolare l’evento Green Movie Film Festival intende avvalersi del cinema – da sempre strumento efficacissimo di comunicazione – per diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile, certamente nel singolo spettatore, ma anche ricercando il confronto diretto con le istituzioni e le aziende, attraverso la promozione di opere adatte a veicolare questo tipo di messaggio,  incentivando e prediligendo la produzione di film ad impatto zero, creando una rete di contatti e scambio culturale e mettendo a disposizione premi e borse di studio.

La rassegna si è aperta con due opere davvero molto interessanti, la prima è Fireworks, un cortometraggio di Giacomo Abbruzzese, selezionato nella cinquina dei finalisti in concorso per i Nastri d’argento 2012. Ambientato a Taranto, dove è situata la più grande – ma anche la più inquinante – industria siderurgica europea, colpisce per il suo connubio-contrasto tra una realtà brutale – quella della distruzione dell’ambiente, della morte per esalazioni di agenti inquinanti e mancata tutela da parte delle istituzioni – e la poesia – la poesia di chi esprime il proprio dolore ed immagina un mondo diverso.


Un immagine dal corto di Giacomo Abbruzzese Fireworks

Un gruppo di ambientalisti provenienti da tutta Europa – ognuno si esprime nella propria lingua, ma quando si combatte per realizzare il medesimo sogno non serve di condividere anche il medesimo vocabolario – si riunisce per far saltare in aria lo stabilimento di Taranto. Ognuno di loro porta con sé la propria storia di distruzione e rovina, chi il ricordo di un padre morto per aver esalato polveri inquinanti, chi la memoria di uno scoglio ricco di alghe e circondato da pesci dai mille colori ormai scomparso nell’opacità verdastra di acque contaminate.
La data è fissata, tutto è pronto, allo scattare del momento fatidico il cielo notturno si accende di bagliori. Un attentato simbolico o reale? Quel che conta è che il mondo riceva un segnale e si svegli.


“Protester”. Photo credit: T.J. Watt

Il secondo film, If a Tree Falls: a story of the Earth Liberation Front (ELF), del regista americano Marshall Curry – vincitore del prestigioso Sundance Film Festival ed addirittura in concorso agli Oscar come miglior documentario –  racconta la storia del noto gruppo di attivisti ambientalisti statunitensi impegnati per la salvaguardia di ogni forma di vita del pianeta: formatosi negli anni novanta, oggi sciolto, i principali esponenti sono stati accusati di eco-terrorismo, sebbene non abbiano ferito o ucciso nessuna persona, ma danneggiato solo cose.
Nel docufilm Curry si sforza di assumere un punto di vista neutrale attraverso cui dare voce alle istanze dell’ELF, ma prestare ascolto anche  ai titolari delle industrie che sono state bruciate dagli attivisti per danni che  ammontano a svariati milioni di dollari, così come all’FBI, il cui portavoce sostiene che per essere accusati di ecoterrorismo non è necessario arrivare a ferire o uccidere persone, basta soltanto incutere il timore di aver individuato determinati obiettivi; evidente rimane comunque l’intento di richiamare l’attenzione su una problematica urgentissima, quella della distruzione del pianeta che sta avvenendo a causa di uno sfruttamento utilitaristico indiscriminato.


“ELF Fire at Superior Lumber”. Photo credit: Roy Milburn

If a Tree Falls, oltre alle interviste, immagini e filmati di repertorio che riprendono i momenti più salienti dell’ascesa degli ELF – si passa da attività assolutamente pacifiche svolte nel pieno della legalità ed entro i confini di un legittimo dissenso democratico, quindi presidi, manifestazioni, picchetti, alle prime azioni di sabotaggio per poi arrivare alla programmazione degli incendi veri e propri –  concede ampio spazio anche a riprese di paesaggi naturali e foreste dalla suggestiva bellezza e alle numerose ferite che il business della falegnameria delle multinazionali affligge ed ha inflitto loro. In sostanza è come se il film scorresse su un doppio binario: da una parte vengono mostrate le attività degli ELF, definite sempre più estreme e causa di danni a cose e strutture sempre più ingenti, dall’altro viene documentato un altro tipo di “violenza”, che è quella perpetrata sulla natura, sul pianeta, su tutte le forme di vita che popolano l’ecosistema e di cui noi tutti facciamo parte. Danneggiare una foresta non è un atto fine a sé stesso, è un atto che, come un effetto domino, produrrà una catena di devastazioni a non finire. If a Tree Falls, (trad. Se un Albero Cade), sembra quasi far riferimento infatti alla famosa teoria chiamata “The Butterfly Effect” (trad. “L’Effetto Farfalla”) secondo la quale se una farfalla muore da qualche parte nel globo terrestre, l’evento, per quanto irrilevante possa apparire (ma una vita non è mai irrilevante), potrebbe avere ripercussioni inimmaginabili. Così, migliaia e migliaia di ettari di foreste di alberi secolari distrutti a causa dell’avidità capitalistica che invade ed intende monetizzare ogni possibile spazio vitale, non rappresentano solo un’ingente perdita limitata ad un determinato territorio, ma comportano l’impoverimento e la distruzione di tutto un intero ecosistema e diventano causa di una serie di eventi a catena che mettono a rischio non solo l’ambiente, ma anche le persone e la fauna. Il diboscamento è causa di frane, allagamenti e di modifiche irriversibili del territorio.
Quanta responsabilità è da attribuire agli ELF per i danni che hanno commesso? E danneggiare un’azienda – per quanto redditizia – è più o meno grave che danneggiare un intero ecosistema? Gli attentati degli ELF vanno inoltre inseriti nell’ottica di una responsabilità più ampia che va a coinvolgere anche chi ha permesso che si arrivasse a ciò.  If a Tree Falls documenta infatti anche l’uso della violenza da parte della polizia su dimostranti pacifici, nonché il silenzio da parte delle istituzioni, della politica, dei corpi forestali che avrebbero dovuto proteggere le foreste e l’ambiente anziché salvaguardare sempre gli interessi economici delle multinazionali; così che le azioni degli ELF, se possono dirsi estreme, lo sono soltanto nella misura di chi è costretto ad alzare la voce per farsi sentire dopo che ha tentato con ogni mezzo possibile di rivolgere al mondo intero l’urgenza di una problematica, che non è solo ambientale, ma anche etica e sociale. Il docufilm di Curry ci ricorda infatti che gli ELF erano comunque a favore della vita, a favore della pace e le loro azioni non erano mai mirate a sabotare soltanto quelle industrie o istituzioni (azioni, ricordiamolo, sempre solo contro cose, mai persone) che danneggiavano l’ambiente, ma tutte quelle che in qualche maniera commettevano crimini contro la vita, intesa nel suo senso più ampio, quale quella, ad esempio che si è macchiata dell’abominio di trucidare migliaia di cavalli selvatici (“hanno ucciso così tanti cavalli che le condutture dell’acqua di un’intera città si sono intasate di sangue”). Chi è estremista? Chi è un terrorista? Chi agisce  per cercare di salvare quel poco che rimane delle meravigliose foreste del territorio statunitense, solo un esiguo cinque per cento ormai, o chi invece si è dato da fare per distruggere il novantacinque per cento di esse? È questa la domanda che ci pone If a Tree falls, ed ovviamente la risposta non potrà che darla lo spettatore stesso. Ognuno secondo la propria coscienza, purché non si dimentichi che nessuno ha il diritto di possedere e sfruttare il pianeta in cui tutti viviamo.

Stasera il Green Movie Film Fest proseguirà con la proiezione di: The Well: Water Voices from Etiopia di Riccardo Russo e Paolo Barberi e Scorie in libertà di Gianfranco Pannone.

Rita Ciatti

Scheda dei Film

Titolo: Fireworks  –  Paese : Francia, Italia– Produzione:  – Alessandra Pastore –  Genere: drammatico/azione– Durata: 21′– Regia: Giacomo Abbruzzese – Sceneggiatura: Giacomo Abbruzzese – Fotografia: Guillaume Brault – Montaggio: – Giacomo Abbruzzese, Marco Rizzo – Musica: Alessandro Altavilla – Attori Principali: Julien Anselmino, Saleh Bakri, Angelo Cannata, Katia Goulioni, Angelo Losasso.

Titolo: If a Tree Falls: a story of the Earth Liberation Front –  Paese : Usa– Produzione:  – Sam Cullman, Marshall Curry –  Genere: docufilm – Durata: 85′– Regia: Marshall Curry– Sceneggiatura: Matthew Amachek, Marshall Curry – Fotografia: Sam Cullman– Montaggio: – Matthew Amachek, Marshall Curry – Musica: James Baxter – Attori Principali: Lisa McGowan, Tim Lewis, Kirk Engdall, Jim Flynn, Jenny Synan, Susan Synan.