I pesci rossi ci osservano


Categoria: SCHERMI, Teatro

lunedì, 18 giugno 2012

Nell’atmosfera estiva del teatro India in Roma è andato in scena dal 12 al 17 giugno Jakob von Gunten tratto dal romanzo di Robert Walser.

Nel buio del proscenio si accende un’unica luce e illumina un acquario di pesci rossi che sembra sospeso in aria, il giovane Kraus si occupa di loro con estrema cura, li nutre, li osserva, quasi li accarezza, la sfera di cristallo tra le sue mani è il simbolo feticcio di uno stato mentale sottile e flebile che percorre l’intera vicenda messa in scena. E quando il palco si accende, in bilico su una gamba Jakob cerca di tenersi a stento in equilibrio, comincia a riflettere ad alta voce e a raccontarci la sua assurda storia, tra autoironia e stupore, ci immerge nel clima anomalo e quasi surreale dell’istituto Benjamenta.
Lui, giovane di buona famiglia, si iscrive in questa scuola per servitori “dove s’impara ben poco, non ci sono insegnanti e noi allievi non riusciremo a nulla…” Gli studenti passano il tempo dedicandosi alle pulizie o tenendo a memoria brani di un enigmatico manuale d’educazione. “La buona condotta è come un giardino in fiore” la professoressa scrive chiaramente alla lavagna l’unico concetto importante attorno al quale si concentra l’intero programma di studio della scuola. Lisa Benjamenta è la sorella del fondatore di questo assurdo progetto, insegnante instabile e inquietante, percorre il palco sempre correndo, si precipita da un lato all’altro con sguardo allucinato e voce incalzante, ride isterica, quasi a voler imporre una follia sottile che inebria la mente, la penetra delicatamente fino a renderla confusa e disorientata.
Il signor Benjamenta invece si esprime attraverso la sua ira, si impone con forza e determinazione, supervisiona l’insegnamento “affatto diverso”, l’impostura a cui sono sottoposti gli allievi. Klaus subisce perfettamente il metodo, lui è il modello di servo perfetto, Jakob lo prende ad esempio, lo guarda con ammirazione, quasi amore. Ma malgrado ciò il nostro giovane protagonista sembra ribellarsi a quest’allenamento al nulla per poi diventarne assolutamente fedele e lasciarsi pervadere da “un senso strano, di contentezza”.

Lo spettacolo procede tra una messa in scena sublime, distesa in profondità per l’intero palcoscenico, illuminato ad arte, sui punti focali e funzionali della narrazione; gli attori Andrea Bosca, Emiliano Masala, Monica Piseddu, Alberto Astorri, si muovono con ritmo e frenesia, in coreografie che accompagnano la performance recitativa, quasi fosse un vero e proprio balletto, c’è grande armonia di gesti, voci e movenze.
La grazia, l’intuito e l’intemperanza di Jakob ci rendono spettacolare questo diario privo di accadimenti e progressioni e ci accompagna nella riflessione finale per cui pazienza e ubbidienza sono due qualità che promettono poco o nessun successo. “Successo interiore forse….ma a chi danno da mangiare le conquiste spirituali?…quel che so per certo è che nella vita sarò un magnifico zero, rotondo come una palla. Da vecchio mi troverò a servire giovani presuntuosi e maleducati, oppure farò il mendicante, oppure andrò in malora. E uno strano senso di contentezza, finora sconosciuto, m’invade!”.
Annalisa Liberatori