“Ice…love…lies”….quando il ghiaccio è caldo come l’amore!


Categoria: SCHERMI, Teatro

giovedì, 10 maggio 2012

A piazza Euclide in Roma, proprio accanto alla maestosa Chiesa del Sacro Cuore di Maria, si nasconde dietro il colonnato in travertino, un piccolo teatro, è un vero e proprio gioiellino polifunzionale, uno spazio di incontro moderno ed efficiente che si presta in maniera versatile e funzionale ad avvenimenti culturali di ogni tipo. La compagnia Punto&Virgola vi ambienta la loro ultima divertente commedia: “Ice…love…lies” liberamente tratta da “The man who come to dinner” di G.S. Kaufmann e M. Hart, che va in scena dall’8 al 13 maggio proprio qui al Teatro Euclide.

Ice…Love…Lies. Angelo Bonetta – Sheridan Curtis.

La compagnia che è solita confrontarsi con generi artistici sempre diversi questa volta sperimenta la “screwball comedy”, genere di commedia  che nasce cinematograficamente negli Stati Uniti d’America intorno agli anni 30 e sopravvive per circa un decennio, anche se altri esempi li ritroviamo fino a metà anni 60. Frank Capra e Howard Hawks furono i due precursori del genere, i primi a proporre aspetti innovativi rispetto la commedia romantica tradizionale, arricchendola di personaggi eccentrici, che rasentano la follia; storie imprevedibili; satira sociale e una moderna disinvoltura riguardo i costumi sociali.

Ice…love…lies”, propone una lunga serie di eventi paradossali e bizzarri, proprio come dettano i sovracitati maestri americani e soprattutto approfondisce il discorso delle appartenenze sociali. Le ambientazioni sono aristocratiche, le classi sociali sono sempre opposte e nella maggior parte dei casi antagoniste, in particolare, nel nostro esempio, il protagonista principale Sheridan Curtis è una personalità di spicco nel panorama radiofonico di quell’epoca, che da vero divo qual è, attira a sé l’intera “squadra” di personaggi che gli ruotano intorno per tutta la messa in scena. Innescando un vero meccanismo di intrecci, legami e scontri che sono anima e cuore delle più celebrate commedie degli equivoci. È l’amore a travolgere e stravolgere le situazioni, ad animare in maniera briosa e grottesca la storia. Già il titolo stesso lo pone al centro tra altri due termini importanti: “ghiaccio” e “legami”. Il ghiaccio è l’incipit della vicenda, fa scivolare Curtis provocandogli una slogatura al piede, grazie al quale instaura legami con la famiglia Stenton, che gli dà ospitalità durante il suo periodo di recupero, lasciandosi mettere a soqquadro vita e abitudini, a costo avere in casa un’illustre personalità. Così quel ghiaccio aiuta Curtis a sciogliere il suo cinismo e quel senso di freddezza e diffidenza con il quale è abituato a relazionarsi con gli altri, passando attraverso la parola…amore.

Ice…Love…Lies. Sarah Mataloni – Loretta Wolf.

Il termine screwball è preso in prestito dal gergo del baseball per indicare una palla a effetto, quindi imprevedibile, così come lo sono tutti i personaggi che si alternano sul palcoscenico: entrano ed escono, appaiono e scompaiono, lo attraversano da parte in parte; l’esempio più lampante è la signorina svampitella Stenton, che si esprime a mugugni e frasette elementari, così legata ai suoi ricordi di bambina perché l’infanzia è l’unico periodo della vita in cui ha conosciuto l’amore e continua a vivere come se avesse ancora 9 anni. Ma il vero sentimento con la A maiuscola è quello che nasce tra la fidatissima segretaria di Curtis e un giornalista di provincia, è questo il momento in cui tutti gli equilibri saltano, si innescano gelosie e tranelli, creando intrecci a sorpresa ed esilaranti gags. Curtis ha i suoi complici: la diva malata di fama, che vive la sua celebrità con gran vanità ed è pronta a imbarcarsi dall’America a Londra pur di stringere un matrimonio di puro interesse; e l’amico stratega, cinico senza scrupoli, sempre pronto a tessere trappole e oltretutto caratterizzato in questa commedia come uomo dalla sessualità ambigua, diventa insieme alle varie allusioni sessuali, a volte molto velate, altre molto più esplicite, il modo per evadere quel codice Hays che ai tempi tanto limitava l’ironia pungente di questo genere di commedie: “Sex commedie without the sex” definite così da Andrew Sarris. Il ritmo è incalzante, i dialoghi frenetici, l’umorismo è raffinato e il tema finale resta comunque molto attuale: la compagnia Punto&Virgola, con la regia di Cristina Pernazza e Paolo Mellucci, propone una vera e propria riflessione su quanto l’eccessiva smania di fama e gloria possano provocare gravi danni, attraverso una divertente e amara osservazione di una società ricca di vizi e manie e sempre pronta a scendere a compromessi.

Annalisa Liberatori