In due davanti a un “ma”


Categoria: STORIE

martedì, 14 febbraio 2012

Prima o poi a tutti ci tocca…. La crisi ovviamente.

Definizione
Ma: congiunzione avversativa sia all’interno della frase sia tra proposizioni coordinate…..”.
Premessa
Una piccola congiunzione non spiega la crisi economica che viviamo. Spiega, forse, perché il dibattito è spesso avvilente e ci induce a diffidare di coloro che hanno le migliori intenzioni.

Antonio: <<Non sempre le analisi e la comprensione del mondo passano per grandi concetti, temi o idee. Può essere proficuo, talvolta, appiattirsi in qualche luogo come il franco cacciatore e attendere la preda. Occorrono pazienza, determinazione e una sorta di ascetica dedizione>>.

Vittorio
: <<Quando ero bambino (negli anni ’70) tutto sembrava chiaro, netto, definito, le posizioni di ciascuno erano affermate con estrema forza e fin troppa coerenza. Qualcuno per essere coerente con le teorie che andava predicando, come fossero la chiave di volta di tutti i problemi del mondo, addirittura arrivava a sparare ad altri esseri umani, senza peraltro distinguere in alcun modo le sfumature di pensiero altrui: se non sei con me, sei contro di me, e quanto più prossimo sei, tanto più minaccioso mi diventi (i compagni che sbagliano). Si trattava soprattutto di giovani che apparivano quasi dissociati dalla realtà e dalle problematiche stesse che volevano risolvere, che avevano perso il contatto col mondo che volevano cambiare>>.

Antonio: <<Una piccola parola domina l’epoca della crisi italiana, l’epoca del governo dei tecnici: due lettere: “ma”, il dio “ma”, il ma-mantra “ma”.
I maoisti – non sono seguaci di Mao – concordano con tutti, accettano tutto, trovano giusta la strategia, i tempi, le scelte ma……
Introducono acuti il dubbio, seminano zizzania, covano il malcontento. Vanno felici per la terra di Monti dicendosi consapevoli, fingendosi seri, presentandosi contriti ma….>>.

Vittorio:<<Il maoismo! Sono totalmente d’accordo con te, mi riconosco pienamente nelle tue parole, ma…A parte gli scherzi!
Perché mi riporto a questa storia ormai abbastanza distante? La domanda che mi ha attraversato il cervelletto è la seguente: cosa è successo in trent’anni per passare da una affermazione, folle e violenta, di idee assolute ed “infrangibili” all’incombenza estrema del vuoto pneumatico del pensiero?>>.

Antonio: <<Piccola, subdola s’insinua ovunque, come sabbia, e domina incontrastata perché quasi nessuno la vede. Eccolo il piccolo grande virus italiano. Tutto mi è chiaro ma….Liberalizzazione ovvia ma……Riduzione della spesa necessaria ma……Tagli alla politica giusti ma…..Nella terra del ma ciò che era ovvio diventa discutibile; ciò che era certo diviene probabile; ciò che era legale diventa discrezionale. Ma……>>.

Vittorio: <<Il culto della congiunzione avversativa mi sembra ben rappresentare l’assenza di ascolto e confronto, non scaturente da idee così fortemente radicate da divenire inconciliabili ma semplicemente dalla necessità di ascoltare solo la voce che si ritiene più suadente al mondo: la propria! Ci vorrebbe una bella psicoterapia sociale!>>.

Vittorio e Antonio Fresa