Marydolls. Testi pungenti in post-grunge melodico


Categoria: Esordi, SPARTITI DI MASSA

13 marzo 2008

Un esordio inseguito da anni. Non sono infatti giovanissimi. La loro nascita risale al 1998 quando si chiamavano Plasivo e la scena musicale di Seattle era nel loro sentire. Lo è tuttora, ma come vedremo, si affacciano diverse variazioni sul tema. La formazione nata con Paolo Morandi (voce, chitarra) e Michele Bertoli (batteria) dopo poco vede l’arrivo di Lorenzo Toninelli al basso e resta invariata fino ad oggi. Nel 2003 cambiano il nome del gruppo in Marydolls dopo aver “cestinato” svariati pezzi preparati in studio per il primo disco ritenuto troppo poco grunge [1].
Al disco collaborano Paolo Damiano, ex Anomalia, e Doriana Marinelli al violoncello.
Per quello che si legge – non tanto per la verità all’uscita di questo articolo – non ci sono valutazioni eccellenti, in generale è ritenuto un buon disco d’esordio che lascia intravedere degli sviluppi migliori in seguito.

Morini lo considera tecnicamente un buon disco con tanti <<spunti interessanti>>, melodie apprezzabili, ma con degli evidenti limiti nell’originalità tanto da farlo assomigliare troppo al primo disco dei Verdena. In Liquirizia Brain le eredità del grunge a cui si sono votati sono oscurate proprio a vantaggio di soluzioni dove – soprattutto in Fuori Di Testa e Perso – <<la sequenza piano/FORTE/piano sulla quale vengono costruiti versi e ritornelli sembra non arrugginire mai, soprattutto se, come in questo caso, è irrobustita da melodie ricordabili>> [2].

I riferimenti ai Verdena li annota, nella sua recensione, anche Ficagna in particolare in Gabbie e una citazione dei Marlene la trova in Bidone. Pru ritrovando continui rimandi al post-grunge è la melodia a dare spunti di rilievo come in Muezzin ritenuto il migliore dei brani. Sono l’originalità musicale e la profondità dei testi le aree che necessitano sforzi creativi maggiori per assicurarsi una migliore collocazione [3].

Nemmeno per Ferrise l’originalità è il piatto forte del disco che comunque si fa apprezzare <<per la grinta e lo spessore dei contenuti>>. I testi rigorosamente in italiano raccontano una società dove gli individui passivamente subiscono, invitano alla riflessione o vorrebbero stimolare per il cambiamento. Con Fuori di Testa <<si invitano i giovani a restare in continuo movimento>> mentre in Tempesta si canta del <<complicato rapporto fra l’uomo e la natura>> Svaghi Di Massa <> [4].>

Lopez lo ritiene un <<inedito e sicuro di partenza>> fatto di suoni che non dimenticano il passato grunge ma che si <<completano di caldi passaggi rock e divagazioni new metal>>. Le citazioni in proposito, nella recensione, sono per Fuori Di Testa, Pezzo Intelligente, Tempesta e Gabbie [5]. Non vi curate di noi e ascoltate.

Ciro Ardiglione

genere: rock
Marydols
LIQUIRIZIA BRAIN
etichetta: Mizar
data di pubblicazione: 11 febbraio 2008
brani: 13
cd: singolo

[1] altri dettagli biografici in marydolls.it
[2] Filippo Morini, rockonline.it febbraio 2008
[3] Stefano Ficagna, indie-zone.it
[4] Graziella Ferrise, babylonmagazine.net, 20 febbraio 2008
[5] Arturo Lopez, Rock Sound, febbraio 2008