Né strega né Madonna, solo donna.


Categoria: STORIE

domenica, 18 novembre

Con queste parole d’altri tempi mi piace ricordare il ritorno in piazza delle donne.
Domenica 11 dicembre le  donne di “Se non ora quandosono tornate, o più precisamente, solo  alcune di loro.

Non è piena la piazza, non lo è se paragonata a quella del 13 febbraio quando il movimento è nato.
Ma quelle che ci sono si fanno sentire.
Urlano a squarciagola parole dalle quali pretendono nuove visioni:  “Mai più contro di noi, mai più senza di noi”. Usano la loro raffinata ironia femminile e gridano, sorridenti,  “Se non le donne, chi?

Mi fermo un attimo e do uno sguardo alla piazza. Un po’ perplessa chiedo alle organizzatrici perché tante, ma non tantissime. Mi rispondono orgogliose che questa è una piazza diversa, ha uno spirito nuovo, basta ascoltarlo per capirlo.
Mi rispondono che oggi le donne hanno fatto una scelta alternativa, hanno scelto di essere indipendenti, hanno scelto di contare solo sulle proprie forze, senza appoggi politici, senza il sindacato, insomma senza compromessi.
Testarde ed orgogliose si sentono unite da questa scelta coraggiosa che non prevede dipendenze.
D’altronde si sa, la libertà ha il suo prezzo.

Con questa semplice spiegazione e con quella luce di sfida che percepisco nei loro occhi, do uno sguardo nuovo alla piazza, e mi accorgo che è vero, hanno dato vita ad una piazza libera, una piazza che forse mi piace anche di più.
Si, è una piazza strana, è una piazza che prende forma da sola, ora dopo ora, come un bambino piccolo che cresce, anzi, per essere coerenti, come una bambina che cresce.
È un’aria di festa quella che si respira, un’aria di musica e parole, di semplicità ed eleganza.
Un entusiasmo collettivo che riesce ad influenzare le coscienze dei passanti, che un po’ stupiti ed un po’ perplessi, cominciano a fermarsi insieme a noi.
Si urla al cambiamento, si urla per pretendere una rivoluzione culturale e sociale.
Si, quello che vogliono è una rivoluzione, quella rivoluzione copernicana capace di mettere le donne al centro di quel macrocosmo ancora troppo spesso governato dagli uomini. Purtroppo.
Dire basta a quella sorta di ridicolo Grande Fratello orwelliano che ha contribuito a creare, ma anche a diffondere un’immagine femminile monotematica, generata anche con poca fantasia, da una sola e unica prospettiva, quella del maschio.
Mai più contro di noi, mai più senza di noi, questo è quello che chiedono.
Chiedono di uscire dalla solita fiction pube e papi. Chiedono nuovi modelli in cui riconoscersi. Vogliono dire basta a quell’unico modello di donna che attualmente sembra esistere.

Né strega né Madonna, solo donna, come cita la pubblicitaria Anna Maria Testa nel suo stimolante intervento sull’immagine femminile nelle pubblicità.
Uno slogan degli anni ‘70 ancora attuale. Un richiamo forte al recupero di una identità femminile che non collima più con lo stereotipo banale di santa o prostituta, di strega o Madonna.
Un appello forte ad interrompere per sempre quella triste gabbia dell’immaginario maschile, quelle pubblicità in cui le donne omologate non hanno personalità, non hanno dignità.
Le donne non vogliono più solo sorridere leccando in modo provocatorio un gelato alla frutta, spalmarsi sensualmente creme antirughe, combattere la cellulite, mangiare yogurt ed insalata per dimagrire, avere capelli super pettinati senza doppie punte, spalmare la nutella alle tre del pomeriggio (ma chi se lo può permettere?), essere casalinghe felici davanti a cucine iperfunzionali, in cui preparano pranzi e cene a uomini che hanno mediamente venti anni più di loro (perché poi?) e sempre sorridenti (sembra vero..) .

Davvero vogliamo trasmettere questo modello di donna alle nuove generazioni? Davvero vogliamo far credere alle ragazze di oggi che esistono solo donne conturbanti e super-sexy che camminano a piedi nudi in completini intimi audaci, passando la giornata davanti allo specchio, accontentandosi di qualche goccia di profumo che dovrà sedurre qualche maschio?
Sembrerà assurdo, ma per fortuna sappiamo anche fare altro.
Le donne sono stufe di tutte queste immagini, che contribuiscono a generare un vuoto culturale e sociale, capace di escludere le loro emozioni e le loro intelligenze dalla realtà. Fotogrammi che alimentano una distanza incolmabile tra l’immagine della donna nel quotidiano e quella  nei media, sempre patinata ed artificiale.
Non è pericoloso far crescere ragazze e ragazzi ipnotizzati da modelli inverosimili?
Mi domando se avranno mai gli strumenti giusti per riderci sopra.
Potrebbe accadere di vivere fuori fase, alla ricerca continua di un modello inavvicinabile. Il rischio è che non sapranno superare le difficoltà di una vita reale, che è anche sforzo, impegno, talento, preparazione, sacrificio, determinazione.
Questi modelli hanno delle colpe imperdonabili. La denuncia delle donne  è perché questi modelli ingessano lo sviluppo sociale causando una pericolosa insicurezza interiore generalizzata.

Le donne sono stanche, e si sono riunite per fare la guerra ai giornali, alle televisioni, a tutti gli uomini ma anche a quelle donne  che osano offendere la loro intelligenza, che osano mortificarne il corpo, che ormai è diventato solo un prodotto a scaffale, da poter vendere a prezzo scontato.
Ma ora basta. Niente più sconti a nessuno.
Si ricomincia da capo per raccontare l’altro mondo, quello vero, quello delle donne che lavorano, quelle che non hanno tempo per andare dal parrucchiere o a farsi le unghie.
Si, per chi non lo sapesse, c’è un mondo che aspetta di essere raccontato, difeso e premiato. Basta, una matita e dei nuovi sogni. Anche esagerati se possibile.
Ed ora per piacere, cominciamo a coltivare queste visioni, cominciamo ad immaginare la nostra nuova realtà, ma sbrighiamoci, come avrete immaginato, le donne non hanno più tanta pazienza.

Bianca Tor