Nel 2011 i concerti crescono ma la musica arretra


Categoria: Mercati, SPARTITI DI MASSA

venerdì, 29 giugno 2012

33 Euro. È questo il costo medio del biglietto di un concerto in Italia. Ed è questo il dato che più di ogni altro continua a colpirmi rispetto a tutte le informazioni sull’economia musicale in Italia. Trentatré euro è una media che, sia pur in discesa (- 2,45% sul 2011) [1], ci dice che alcune tipologie di biglietti per i concerti con i nomi più attesi possono superare i cento euro.


Londra. Un artista sulle sponde del Tamigi. Agosto 2011. Foto Pasquale Esposito

Lo scorso anno i sei concerti di Vasco Rossi, tra Roma e Milano, hanno incassato in totale al botteghino di 14 milioni di euro con 350mila spettatori per un costo medio di 40 euro. Oppure gli oltre 41 euro della media dei 120mila biglietti dell’incredibile concerto di Ligabue, a Campovolo il 16 luglio 2011, per un introito di quasi 5 milioni di euro portandolo in cima alla  classifica dei concerti con più incassi.
Estremizzando in un mercato concorrenziale più le quantità vendute sono alte è più il prezzo è basso. La musica dal vivo costa molto e se non cambia il modello di remunerazione ai vari attori della catena saranno sempre di più quelli che nel futuro non la potranno ascoltare dal vivo, a maggior ragione in tempi di crisi  che si allungano a dismisura.

Per ora questa politica sembra reggere anzi, nel  2011, i ricavi da concerti e altri spettacoli musicali  sono cresciuti dell’1,19% rispetto al 2010 e per un totale che supera i 181 milioni di euro e i 5,7 milioni di spettatori. Quasi 3.300 eventi registrati tra concerti e altri spettacoli ed in crescita entrambi rispetto all’anno precedente. Al botteghino  i concerti rappresentano l’80,88% dell’incasso totale in crescita ulteriore rispetto ad un  precedente 77,30%.

A ben vedere se allarghiamo lo sguardo sulla musica e scorriamo i dati delle vendite di cd, vinile e brani digitali il quadro cambia  aspetto. Il mercato discografico ha incassato al netto dei resi 130,5 milioni di euro contro i 135 del 2010 con  un calo del 4% complessivo. Il supporto fisico continua a subire tracolli, e anche qui non è immune la politica dei  prezzi,  con un -9% rispetto al 2010 e il digitale con un +22% per un totale del fatturato di 27,5 milioni [2]. La somma algebrica delle spese per la musica dal vivo e per i prodotti musicali è negativa a conferma di quanto dicevamo prima e a sottolineare che la crisi non risparmia la spesa per la musica.
Riprendendo il discorso sul mercato discografico il numero di album venduti in Italia nel 2011 è sceso del 7% mentre quelli digitali sono cresciuti del 37%, un risultato quest’ultimo tra i migliori nel mondo con gli album su cd scesi del 6% a valore nel fisico. Tra fisico e digitale gli album, nel 2011, hanno fatturato 110,6 milioni di euro. La crescita degli album digitali nel 2011 con il 37%, è stata tra le più elevate, anche comparata con i principali mercati. In USA gli album digitali sono cresciuti del 19%, in UK del 27% e in Francia del 23%.
L’Italia è arrivata al 21% del fatturato digitale sul totale che resta molto distante dalla media mondiale del 32%  o della Cina dove il business digitale  rappresenta 71% o degli USA che sono già al 52%. La penetrazione più bassa di pc nelle famiglie, una rete che sconta ancora diversi problemi tecnologici (sia di qualità e che di copertura sul territorio) e il fatto che in Italia circa 6 milioni di persone scaricano brani senza diritti spiegherebbero il ritardo del mercato digitale rispetto al resto dei paesi occidentali e non solo.

Come per i concerti anche nel mercato discografico c’è un livello di concentrazione  elevato relativamente pochi artisti. Nei dodici mesi che vanno da dicembre  2010 a novembre 2011 nel mondo Bruno Mars con  Just The Way You Are ha venduto 12,5 milioni di copie e altre 10,2 milioni con Grenade, al terzo posto con 9,7 milioni LMFAO con Party Rock Anthem, al quarto con 8,4 milioni On The Floor di Jennifer Lopez e al quinto ci sono gli 8,2 milioni di Adele con Rolling in the Deep.
In Italia  nel 2011 il singolo digitale più scaricato è Someone like you di Adele, mentre al secondo posto troviamo Alexandra Stan con Mr. Saxobeat, al terzo Danza Kuduro di Lucenzo feat. Don Omar, al quarto On The Floor di Jennifer Lopez e al quinto ancora Adele con Rolling in the Deep [3].
I nomi sono noti anche per la classifica degli album più venduti: al numero uno Vasco Rossi con Vivere o niente, al due Modà con Viva i romantici, al tre Jovanotti con Ora, al quattro l’immancabile Adele con  21 e al quinto Inedito di Laura Pausini [4].
E questo accade al tempo della democrazia di internet.

Ciro Ardiglione
[1] I dati sono  quelli del rapporto “L’Italia dei concerti” presentato ieri da Assomusica, l’associazione che raggruppa produttori e organizzatori di eventi musicali. Più di 100 sigle da cui però manca l’Auditorium Parco della Musica di Roma in quanto Fondazione.
[2] I dati  del mercato discografico sono disponibili su Digital Music Report 2012
Più scelta in un mercato globale
[3] GfK Retail and Technology, “Top20 SINGLE DIGITAL – ANNO 2011
[4] Music Charts – GfK Retail and Technology, “TOP 100 ALBUM – CLASSIFICA ANNUALE 2011