Robot armati per difendere


Categoria: SCIENZA e TECNOLOGIA

31 luglio 2007

Per progetto, le macchine ci obbediscono e sono nostre schiave. Ma macchine intelligenti, per quanto benevole, potrebbero minacciare la nostra esistenza perché saranno abitanti alternativi nella nostra nicchia ecologica.”. Così Hans Moravec in un vecchio libro sulla Robotica [La Robotica, a c. di M.Minsky, Longanesi,1983].

Mi è venuto in mente questo monito, lì per lì giudicato banale, proprio negli scorsi giorni quando ho letto che la nuova versione del Packbot sarà dotata di una pistola, anche se non letale [Corriere.it, 07/07/07]. Utilizzato principalmente per scovare bombe e per missioni di sorveglianza, il Packbot starebbe per venire equipaggiato di un’arma in grado di bloccare presunti nemici. Potrà così venire usato dalle truppe impegnate nei conflitti mediorentali che rischiano ogni giorno attacchi da parte di kamikaze. Di qualche giorno precedente, invece, l’annuncio di un altro robot, chiamato BEAR - anch’esso utilizzabile dall’esercito USA – con funzioni di recupero dei feriti da zone pericolose [La Stampa.it, 08/06/2007]. Packbot invece non avrà la faccia da orsetto di BEAR e sarà usato in contesti più variegati. Ad ogni modo non avrà una vera pistola – situazione giudicata troppo pericolosa dagli stessi produttori- , ma solo un’arma in grado di immobilizzare per poco il nemico. O presunto tale. I parametri di valutazione della pericolosità dell’individuo non si conoscono. Nè è chiaro se esiste un’”intelligenza” del robot che si affianca a quella del pilota remoto umano. In ogni caso, la iRobot Corp. – l’azienda produttrice fondata da ex del MIT, procederà a mettere in commercio (naturalmente solo per commesse militari) la versione aggiornata del proprio prodotto. Affiancandolo a Roomba (un disco aspirapolvere in grado di pulirvi casa) e a tutta la serie dei suoi cugini che lavano, puliscono piscine ecc. e dopo aver realizzato, in collaborazione con la Hasbro (si quelli dei giocattoli…) My Real Baby, bambola con animazione facciale animatronic ora fuori produzione. Il nuovo prodotto andrà ora in giro per il mondo (preferibilmente non occidentale) con un arma che stordirà avversari umani per difendere la propria e altrui incolumità. Sottolineando il caso non voglio apparire banale nel giudicare azzardata la scelta di affidare ad una macchina tanto imperfetta quanto lo è lo stato dell’arte delle ricerche in materia di robotica ed intelligenza artificiale. Nossignore: il mio stupore viene dalla fantascienza. Si tratta probabilmente del primo prodotto robot su larga scala o comunque della prima generazione di robot e già viene contraddetta l’asimoviana Prima legge delle Robotica: “Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.”. Legge che, se pur con limiti anche nell’universo letterario di Asimov, mi pare possa essere considerata un sano principio – quasi un trattato di non belligeranza tra specie. Ma avremo modo di parlarne ancora in seguito, intanto ci possiamo esercitare con i robot montabili che possiamo acquistare in edicola.

Alan Tobor