Tutto il bonus dell’Italia


Categoria: RIMESSA DAL FONDO, Rugby

mercoledì, 28 settembre 2011

All’inizio del Mondiale sapevamo che l’Italia avrebbe dovuto vincere assolutamente le sfide contro Russia e U.S.A. e così è stato. Non sapevamo che, grazie ad una inaspettata vittoria dell’Irlanda contro l’Australia, il nostro quindici sarebbe stato costretto fin da subito a vincere nel migliore dei modi, ossia conseguendo, oltre ai 4 punti della vittoria, il punto aggiuntivo assegnato al team che segna 4 o più mete.

I Nostri dopo aver perso il match di esordio proprio contro gli australiani hanno dovuto programmare
le successive gare in modo scientifico per giocarsi tutte le possibilità di approdo ai quarti di finale contro i folletti irlandesi, squadra in crisi fino all’exploit ai danni dei canguri. La sfida decisiva si giocherà a Dunedin domenica 2 ottobre ore 09.30 ora italiana: dentro o fuori, una piccola finale.

Ma l’Italia come sta? L’Italia vista nelle ultime due partite è parsa una squadra all’altezza di gestire due Nazionali al 21° el 17° posto nel ranking mondiale (Russia e U.S.A.), apparentemente un esito scontato, ma non propriamente, in quanto gli avversari ce la mettono tutta per rovinare la festa. Contro l’Orsetto russo l’Italia è volata su un tappeto leggero, distraendosi solo in fase difensiva e concedendo due mete di troppo anche se a risultato acquisito (53 a 17 il finale).
Invece contro lo Zio Sam s’è dovuto soffrire maggiormente per via di una notevole prestanza fisica e di una migliore organizzazione del pack a stelle e striscie. Le stelle per fortuna le hanno viste i nostri avversari, decisamente annichiliti dalla performance del nostro pilone destro Martin Castrogiovanni, autore di una meta e incubo spaventoso per gli avversari. Ma tutto il reparto degli avanti ha lavorato egregiamente assieme al mediano di mischia Fabio Semensato e all’apertura Luciano Orquera in meta nel primo tempo. Capitan Parisse più forte di Capitan America.

Unici appunti in chiave Irlanda sono: la mancanza di determinazione da parte dei tre-quarti di finalizzare in meta il lavoro della nostra mischia (a 10 metri dalla meta piuttosto si muore ma si entra
dentro a testa bassa senza paura); un mancato placcaggio che ci è costata una meta; un sostegno all’interno ignorato.
Del resto è noto che per superare il trifoglio dovremo essere impeccabili e implacabili: non si conta quante volte l’arbitro irlandese George Clancy ha concesso all’Italia una punizione su una mischia ordinata a cinque metri dalla meta U.S.A. per i continui falli dei nostri avversari, disossati dai nostri.
In sostanza, numerose mischie ripetutesi per oltre 10 minuti, sempre vinte dai nostri.
Al ’59 un inevitabile giallo alla seconda linea U.S.A. e 8 minuti più tardi, sull’orlo della farsa, una sacrosanta meta tecnica per la nostra Nazionale (27 a 7 il finale).
L’Irlanda fa bene a temere la nostra mischia, nonostante sia celiaco, a Castro basterà una bella bistecca maori per recuperare le energie.

Massimiliano Scanavini