Transform! – Una Carta Universale dei Beni Comuni


Categoria: DIRITTI COMUNI

sabato, 15 gennaio 2011

In più di un’occasione, durante la sua relazione, Luigi Ferrajoli ha detto <<ciò che prima era impossibile, ora è possibile>> riferendosi  per esempio ai rischi di implosione totale della natura come la conosciamo rispetto alla stessa eventualità nel passato. Ma il possibile è anche e soprattutto il senso e la speranza di molti interventi sui beni comuni durante il seminario  organizzato da Transform! Italia tenutosi oggi a Roma nell’ambito della sua assemblea tematica che riprende le fila del progetto nato dieci anni orsono. La speranza è quella di mettere insieme movimenti idee e progetti per pensiero politicoalternativo.

Nella storia dell’uomo i beni comuni hanno cambiato identità e qualità. Le società complesse hanno portato alla ribalta esigenze delle comunità, come quella dello spazio web disponibile senza restrizioni di principio, mutando il paniere dei beni comuni e dei diritti fondamentali da cui promanano. Alcuni come l’acqua, tornato prepotentemente alla ribalta dopo la decisione della Corte Costituzionale, sono gli stessi da tempo. Tommaso Fattori di Transform! ci ha ricordato che Ovidio nelle Metamorfosi scriveva che l’acqua è un dono della natura.

Un bene comune è marchiato indelebilmente dalla sua essenzialità ed insostituibilità per la vita. Difendere e promuovere la gestione partecipata dei beni comuni è diventato ineludibile in una società che sta correndo su un baratro per il suo modello di sviluppo.
La dimensione comune è fondamentale, necessaria nei processi di conoscenza e nella sua diffusione. Se non c’è comunicazione non c’è linguaggio. Per espandersi la conoscenza deve escludere la privatizzazione.

La strada da percorrere come spesso è stato detto ed in particolare nella relazione di Luigi Ferrajoli è quella della costituzionalizzazione dei Diritti e dei Beni Fondamentali. Un processo necessario affinché si sottraggano alla mercificazione e non siano più oggetto di diritti patrimoniali. La carta fondamentale in questo caso deve risultare inattaccabile proprio perché questa categoria di beni e diritti sono connaturati alla convivenza. Talmente inattaccabili che nemmeno una votazione unanime può alienarli. E la Carta deve avere valore universale.
Un passo che alcune nazioni hanno avviato attraverso le modifiche costituzionali come avvenuto soprattutto in Ecuador ma anche in Bolivia. La terra con i suoi beni è titolare essa stessa di diritto.
Quando si parla di beni comuni si fa sempre riferimento ad un paniere che include anche quelli sociali come quello alla salute per cui non dovrebbe essere consentito che milioni di persone muoiano di stenti e di malattie curabili.

Come evidenziato dal biologo Gianni Tamino bisogna fare attenzione alle definizioni perché possono ingabbiare generando chiusure nella comprensione e nella difesa dei diritti. Naturale e artificiale non vanno separati è come voler dividere l’Uomo dalla Natura. Non sono solo gli esseri umaniche  devono poter godere di beni comuni.
Ogni organismo ha bisogno di Materia Energia e Informazione tutti elementi che ne garantiscono la sua riproducibilità. E quanto attiene alla riproducibilità è deve essere governato dalla comunità di riferimento. Che poche multinazionali controllino i cereali (grano, riso e mais)  necessari all’alimentazione nel mondo significa che l’umanità può essere ricattata da pochi individui.
La biodiversità che caratterizza il pianeta nel suo funzionamento e quindi nella sua esistenza va preservata.

Transform! Italia avrà il compito di continuare a riflettere e sistematizzare su questi temi attraverso le ricerche e gli studi interrelati alle esperienze che sul territorio sono state realizzate o lo saranno in futuro. Un altro passaggio importante è quello di individuare e censire le esperienze comuni più importanti portandole a conoscenza anche attraverso assemblee pubbliche.
La prossima apertura del sito multilingua dovrà contenere tutto lo spirito e le esperienze pratiche e teoriche per le nuove forme di governo e di partecipazione politica. Un appuntamento importante sarà il convegno a Genova a dieci anni dal G8.

di Pasquale Esposito