• Libano ad un passo da una nuova guerra civile

    Oggi in Libano è giornata di lutto nazionale dopo gli scontri a fuoco di ieri, a Beirut, che hanno fatto registrare sette morti. Uffici, scuole e banche sono chiuse e l’esercito è schierato lungo un’ex linea del fronte della guerra civile (1975-1990). La guerra civile ieri non è più solo un incubo, si è palesata durante le ore di scontri tra milizie anche con armi automatiche e granate. L’inizio delle sparatorie è avvenuto nel mentre si svolgeva una protesta organizzata Hezbollah e dal Movimento Amal (i due maggiori partiti sciiti) per chiedere la rimozione del giudice  che indaga sull’esplosione che lo scorso anno ha devastato Beirut. Il quotidiano L’Orient-Le jour scrive che “le circostanze esatte della violenza rimangono poco chiare. L’esercito ha riferito di ‘scambi di fuoco’ ‘mentre i manifestanti stavano andando a protestare’. Il ministro dell’Interno Bassam Mawlawi ha detto che ‘cecchini’ hanno sparato contro i manifestanti”. Secondo quanto dichiarato dai due partiti sciiti ad aprire il fuoco siano stati cecchini alla milizia cristiana di destra delle forze libanesi.  

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