• Giorgia Meloni: l’Europa tra minoranze e maggioranze

    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni continua a difendersi, o meglio ci prova, sulla votazione contraria di Fratelli d’Italia e del resto della destra al Parlamento europeo nell’elezione della Ursula von der Leyen per il suo secondo mandato da Commissaria europea. Al Corriere della Sera, in una recente intervista, ha detto che quel voto contrario, che per molti osservatori e parti politiche non è un bene per l’Italia, è stato deciso «per coerenza al risultato delle Europee di giugno e non per ragioni di partito. Non tengono in considerazione cosa i cittadini hanno chiesto l’8 e 9 giugno». Ma cosa avrebbero chiesto i cittadini se l’estrema destra resta una minoranza in Europa? La maggioranza è nelle mani di qualcun altro, di quali tendenze si parla? Forse la presidente del Consiglio non ha avuto il tempo di riflettere su quanto accaduto in Francia e nel Regno Unito. Capiamo che governi in Italia con una minoranza diventata maggioranza per l’astensionismo e soprattutto per la legge elettorale. Intanto sarebbe meglio dare un’occhiata a cosa succede nella propria coalizione che ha più di qualche screzio.

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