10 marzo 1948: Placido Rizzotto viene ucciso dalla mafia

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Il 10 marzo 1948, viene ucciso, a Corleone, Placido Rizzotto, partigiano dopo l’8 settembre nel nord Italia, tornato al suo paese dove organizza il sindacato e diventa presidente della Camera del Lavoro. La sua colpa? Aver organizzato i contadini, e aver reclamato il latifondo, allora appannaggio esclusivo della mafia. Siamo nel periodo della strage di Portella della Ginestra, il sangue dei contadini e dei sindacalisti era già scorso. E poi, Rizzotto aveva ridicolizzato in paese Luciano Liggio, rampollo del boss di Corleone Michele Navarra, per cui agiva, in quel periodo, anche un giovanissimo Salvatore Riina, futuro capo dei capi di cosa nostra. Quel delitto rimase impunito, nonostante i rapidi arresti, compreso Liggio, effettuati dal giovane capitano dei carabinieri Dalla Chiesa, dei presunti assassini, tutti assolti per insufficienza di prove.

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