1992. Mani Pulite e fiction nell’ambiziosa serie TV tutta italiana.

1992 serie tv
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Tornano i brividi nel rivedere sullo schermo la maxi-inchiesta giudiziaria di Mani Pulite che, smascherando un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti, pensava di poter cambiare l’Italia.
Ma l’Italia, che continua ancora oggi a perseverare negli scandali, con la sua “ Mafia Capitale”, i suoi “Mose” ed “Expo”, non l’ha cambiata ancora nessuno, purtroppo.
Otto episodi fa e cioè il 24 Marzo scorso nasceva “1992”, la serie TV in dieci puntate (su Sky Atlantc e Sky Cinema 1) presentata al Festival di Berlino ed elogiata dalla stampa internazionale come la Frankfurter Allgemeine che scrive: “Raramente un Paese ha il coraggio di guardarsi allo specchio come in questo caso“.

1992 Sky serie tv

“1992” è un prodotto tutto italiano che vuole competere con le serie TV più famose. È, in sostanza, una sfida creativa che vuole raccontare in modo sofisticato e innovativo, per la fiction italiana, Tangentopoli ed il suo sistema malato,  i delitti, i suicidi e le stragi di mafia che 23 anni fa sconvolsero il Paese, ricostruendo l’atmosfera dell’epoca, attraverso le immagini, la musica, i vestiti e tutto lo stile di vita dei primi anni ’90. Narra di una politica “pubblicitaria” degradata e corrotta da uno scambio continuo di favori, di un’Italia voyerista e del successo facile, di “Non è la Rai”, delle musichette senza contenuto, dei balletti faceti senza preparazione ed impegno, dei prodotti televisivi scadenti. Un sfida enorme superata, ma che in alcuni di questi momenti manca di quella distanza dalle storie singole che renderebbe le dieci puntate un grande sceneggiato come si diceva un tempo. Quella distanza che avremmo potuto trovare in qualche riflessione ulteriore come quella della professoressa che davanti alla tomba di Bianca incontra Leonardo Notte e cita la versione del mito di Orfeo di Pavese.  “È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno”. Quell’inferno che sembra un filo conduttore di tutti i personaggi.

La prima puntata che ha superato gli ascolti di «Gomorra» con 725 mila spettatori medi si apre con l’arresto di Mario Chiesa il 17 febbraio 1992. Giorno del Big Bang.
Mario Chiesa, dirigente del PSI e presidente di un ente comunale di assistenza agli anziani, il Pio Albergo Trivulzio, intasca una “bustarella” da 7 milioni per un appalto da 140 milioni, ma la magistratura irrompe nel suo ufficio e trova le banconote siglate. La tangente pagata dall’imprenditore Luca Magni (amministratore delegato della Ilpi, Impresa Lombarda Pulizie Industriali) in collaborazione con la magistratura, dà il via a Tangentopoli e, nel giro di pochi mesi, un’intera classe politica comincerà a sgretolarsi. La serie inizia con Antonio Di Pietro protagonista.

La storia mescola realtà e finzione e si sviluppa intorno a sei personaggi di fantasia, la cui vita si intreccia con la grande rivoluzione politico- sociale generata dalla maxi inchiesta e con tutti i protagonisti reali dell’epoca. Se questo intreccio, da una parte, ha un indubbio valore come strumento narrativo e di presa sul telespettatore, dall’altra, in alcuni momenti, Tangentopoli e i suoi risvolti perdono il primo piano, la rilevanza che gli eventi hanno significato nella politica italiana. E così Di Pietro e la sua attività investigativa si spostano  in secondo piano. Mentre le relazioni di coppia, quasi gli autori volessero sottolineare il voyerismo dell’epoca, a tratti debordano dallo schermo.

Nonostante la scelta coraggiosa di presentare i protagonisti reali con i loro veri nomi e cognomi: Antonio Di Pietro (interpretato da Antonio Gerardi), Piercamillo Davigo (Natalino Balasso), Francesco Saverio Borrelli (Giuseppe Cederna), Gherardo Colombo (Pietro Ragusa) ed infine Marcello Dell’Utri (Fabrizio Contri) e poi ancora Giovanni Falcone, Mario Segni, Formentini, Umberto Bossi, i dialoghi sono spesso troppo facili e poco stimolanti intellettualmente; in più di un caso senza una vera profondità, senza quella complessità di contenuto che renderebbe la serie TV all’altezza di alcune delle migliori serie TV americane.

Alla politica e all’indagine sulla corruzione, dicevamo, abbiamo visto sovrapporsi e intrecciarsi tra di loro le vicende di Leonardo Notte (Stefano Accorsi), ex idealista cinico, in fuga dal passato, convertito al marketing e diventato pubblicitario di successo; Rocco Venturi (Alessandro Roja) agente di polizia del pool di Mani Pulite, corrotto, spregiudicato e soffocato dai debiti di gioco; Luca Pastore (Domenico Diele), poliziotto che entra nel pool per vendicarsi di un imprenditore senza scrupoli, a causa del quale ha contratto l’HIV; Bibi Mainaghi (Tea Falco), figlia tossicodipendente, sbandata e viziata di un imprenditore milanese colluso con la politica; Veronica Castello (Miriam Leone), bellissima aspirante showgirl disposta ad ogni compromesso pur di avere un ruolo in tv e Pietro Bosco, ex militare rientrato dall’Iraq, catapultato per sbaglio alla Camera dei Deputati della Lega Nord che nasce proprio grazie alla demonizzazione della vecchia politica.

Ritroviamo anche Silvio Berlusconi, con la sua Publitalia, la sua villa Certosa o l’intervista che fece da Mike Bongiorno, durante la quale, alla domanda se entrerà in politica, Berlusconi risponde “Mi considero l’uomo del fare“, non volendo mischiarsi con la classe politica del momento.
Berlusconi appare in più occasioni pubbliche e sfoggia la sua ben costruita visione ottimistica e piena di speranza per il futuro, da cui si intuisce che sta per “scendere in campo” e lanciare un nuovo soggetto politico, visto che l’intero sistema partitico della Prima Repubblica andava disgregandosi,incluso Craxi, il suo principale sponsor.
Berlusconi trova un suo portavoce naturale in quello che è il catalizzatore delle storie, Leonardo Notte,  un uomo senza morale e senza limiti che ha creduto nelle ideologie ma che ora, non appartenendo più a nessun sistema, crede solo al successo personale e al Dio denaro, coltivando il suo edonismo individualista in un cerchio di disvalori inquietanti. Sostiene di conoscere il popolo e dichiara che: “L’elettorato va dove gli tira l’uccello” … “l’elettorato è smodato e arrapato…” e dialogando con un suo cliente “La gente di fuori è orribile. Non io, non lei, gli altri. Sognano cose indicibili”.
E grazie ad un sondaggio, proposto da Notte stesso, nella scuola della figlia che scopre come i ragazzini votano Berlusconi personaggio preferito e intuisce dunque che piace, è un leader naturale e che gli italiani si riconoscono in lui.

Tra le immagini e le parole si ha l’impressione che 1992 non finisca qui. Del resto parlare di noi e della nostra povera Italia, corrotta e sotterranea, in fondo, di materia da raccontare, purtroppo ce n’è ancora tanta.
Bianca Tor

Scheda

1992
Casa di produzione: Wildside in collaborazione con Sky e LA7
da un’idea di Stefano Accorsi
Creata da: Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo
Story editor: Nicola Lusuardi
Regia: Giuseppe Gagliardi
Sceneggiatura: Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo

Interpreti e personaggi
Stefano Accorsi: Leonardo Notte
Guido Caprino: Pietro Bosco
Miriam Leone: Veronica Castello
Domenico Diele: Luca Pastore
Tea Falco: Beatrice Mainaghi
Alessandro Roja: Rocco Venturi

Fotografia: Michele Paradisi
Scenografia: Francesca Balestra Di Mottola
Montaggio: Francesca Calvelli
Musiche: Davide Dileo (Boosta)
Costumi: Roberto Chiocchi
Produttori: Mario Gianani, Lorenzo Mieli
Produttore esecutivo: Olivia Sleiter

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