30 Aprile: La Notte del Lavoro narrato

notte del lavoro
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La notte del lavoro narrato si svolge quest’anno on line a causa della difficile situazione che stiamo vivendo. Una manifestazione che diventa un’occasione ancor più importante per riflettere su tanti temi connessi al lavoro.

Alla fine di questa pandemia che sta attanagliando la società italiana e non solo, saranno necessari un confronto approfondito e un’analisi seria di tutte le trasformazioni che si sono innescate nel mondo del lavoro.
Per adesso, le preoccupazioni economiche, la necessità di reagire all’emergenza e l’attesa di una ripresa piena sembrano attirare le maggiori attenzioni.

Non solo i medici e tutti quelli che si sono ritrovati in prima linea ma settori come quello della scuola, della distribuzione, della ristorazione sono ancora in attesa di capire quale futuro dovranno affrontare.
Home working, smart working e ogni altra cosa sono nate più per necessità che da una programmazione o revisione dell’organizzazione del lavoro.

I

n questa fase, la settima edizione della Notte del lavoro narrato – la manifestazione, nata da un’idea del sociologo napoletano Vincenzo Moretti, che è ormai un consolidato appuntamento che in tutta Italia mobilita migliaia di persone – può proporsi anche come un interessante luogo di confronto, dibattito e racconto delle tante esperienze legate alla crisi da coronavirus.

Anche gli eventi che compongono la manifestazione hanno risentito delle nuove necessità e gli organizzatori sono stati costretti a trovare nuove strade e strumenti per mantenere in vita gli incontri.
Chi ha seguito gli eventi delle passate edizioni, ricorderà di sicuro letture, musiche, balli, video, fotografie, passi recitati e tanto altro ancora.
Insomma, il 30 aprile, per giungere fino al primo maggio, si sentiva davvero aria di festa per stare insieme e tornare a parlare di lavoro e del suo valore.
Anche “La notte del lavoro narrato” deve, però, fare i conti con l’emergenza sanitaria e le restrizioni che essa impone.
Quest’anno sarà attraverso Facebook che i diversi gruppi che nelle varie città prendono parte alla manifestazione daranno il loro contributo: immagini, testi, video, fotografie, musica, ognuno potrà esprimersi con il linguaggio più amato e sentito.
Importante è ricordarsi di usare l’hashtag #lavoronarrato.

L’Italia, come ci ricorda il primo articolo della nostra Costituzione, è una repubblica democratica fondata sul lavoro e, quindi, fra lavoro e democrazia esiste un vincolo indissolubile.

Narrare il lavoro e raccontare le diverse esperienze serve, secondo l’ottica illustrata dagli organizzatori, a ricordarci che “insieme” possiamo fare molto di più e che il lavoro è il punto di contatto fra la realizzazione del singolo e l’apporto dato al bene comune. Non a caso il riconoscimento del valore del lavoro è fondamentale per quelle tradizioni – liberale, cattolica e socialista – che hanno guidato alla nascita della nostra democrazia.
Antonio Fresa

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