373°K. Lontano. Una confezione di rock in regalo

373 k Lontano
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Solo e sano rock. Cinquantatré minuti di rock nel solco della migliore tradizione italiana, senza concedere nulla a movimenti modaioli. E in una tradizione che si rispetti può fare bella mostra una ballata classicheggiante, fuori dagli schemi, come Via di qui condotta da un pianoforte sorretto dalla voce profonda e espressiva di Tia che nella prima parte ha tonalità deandreiane.
Lontano è il secondo disco della band 373°K che insieme a Tia Villon (voce, pianoforte e tastiere) vede Vincenzo Adduci (chitarre e cori), Rocco Romani (basso elettrico e cori) e Francesco Lupi (batteria e percussioni). L’album è scaricabile gratuitamente dal loro sito all’indirizzo www.373k.it: coraggio e passione che meritano un sostegno anche finanziario.


373°K. Foto Greta Romani

Bella la copertina, come lo era quella del precedente Spiriti Bollenti che denotano un’attenzione artistica oltre l’aspetto puramente musicale.

«Consapevoli o meno, pensiamo costantemente alla nostra musica in rapporto con l’arte in generale. Basti guardare le copertine dei nostri 2 album (“Spiriti Bollenti” e “Lontano”): in entrambi i casi abbiamo optato per opere che attraverso la figurazione potessero ampliare la comprensione delle tematiche dell’album. Personalmente (Tia, ndr) mi affascina molto l’idea di un’opera d’arte totale; ma attualmente i mezzi a nostra disposizione sono limitati… magari in futuro avremo una compenetrazione artistica non solo sull’album in studio (l’artwolrk generale del disco in rapporto all’aspetto contenutistico), ma anche nelle sessioni live. Questo da un punto di vista esecutivo. Per quel che riguarda la composizione, il lavoro si muove molto a immagini “date da…”. Cercare di ricreare determinate atmosfere che ritrovo in poesie, in dipinti, in film… mi porta a creare determinate musiche, piuttosto che determinate liriche. Quindi anche dal punto di vita compositivo, il rapporto con le altre arti è piuttosto presente».

Torniamo al rock dall’iniziale Lontano con l’attacco sincopato delle chitarre sempre in primo piano a tenere un ritmo costantemente sostenuto per allontanarci dalla morale che «non fa crescere mai», a Le Ali dove invece è la batteria a condurre, fin dall’inizio, le danze per «ipocrite realtà e prospettive che annegano nel vortice dei se! che qui c’era un mondo io me lo ricordo qui c’era un mondo che forse cambierà e si trasformerà», a Mia dolce metà dove si odono tracce litfibiane ben congegnata nei vari passaggi e in cui ancora una volta la voce si esprime variando toni e frequenze.
Più riflessiva Le stelle che parte da qualche accordo di piano e poi si apre man mano fino a gridare il pessimismo: «Per ogni stella che cade quante sono le speranze bruciate? Ma continuiamo a sperare che alla fine ne cadano ancora! Per ogni stella che cade quante sono le speranze bruciate?».
E non perdetevi la ballata d’amore finale.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: rock
373°K
Lontano
etichetta:  autoprodotto
data di pubblicazione: 2013
brani: 12
durata:  53:30
cd: singolo

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