6 Nazioni di rugby: Irlanda campione

Sei Nazioni 2014

Con l'atteso incontro tra Francia – Inghilterra  concluso 33 a 31, è calato il sipario sulla manifestazione sportiva che ha visto il trionfo della nazionale d'.

Un campionato che gli sportivi attendevano con molte speranze; speranze cioè di poter assistere ad una competizione di altissimo livello agonistico avendo ancora negli occhi e nella testa i fasti del mondiale francese. È stato un torneo, tutto sommato, che ha presentato molte ombre e le poche luci che lo hanno illuminato, sono state accese soltanto nelle due ultime settimane di incontri.

Questo per quanto riguarda il campo, ma accanto allo show della palla ovale non va dimenticato l'aspetto economico per nulla modesto. «Il montepremi totale rimane invariato rispetto all'ultima edizione della competizione e ammonta a 16,5 milioni di sterline, ovvero 19,31 milioni di euro circa: naturalmente la fetta più grossa della torta andrà alla squadra vincitrice del torneo, che si assicurerà un premio di 6 milioni di sterline (7,02 milioni di euro circa), mentre il secondo classificato ne prenderà 3,5 (4,1 milioni in euro); a scalare poi, 2,5 al terzo, 2 al quarto, 1,5 al quinto e 1 milione di sterline al sesto» [1].

Il rugby sembra insomma vivere, almeno visto da noi italiani, un momento di rapida crescita e interesse. Basta pensare alla pubblicità dello sponsor che presenta il suo treno quello ufficiale della Nazionale e la nostra Federazione, ancor prima della fine di questo torneo, pubblicare sul suo sito già il calendario del 6 Nazioni 2025.

Se ottimismo e soddisfazione vengono manifestati dagli sponsor e dagli organizzatori del torneo, ben diversi sono gli stati d'animo degli allenatori e delle squadre.

La quarta giornata del 6 Nazioni è stata la più combattuta e appassionante e quella che, rispetto le precedenti, ha ribaltato i pronostici della vigilia. Prendiamo ad esempio la tanto attesa Inghilterra – Irlanda (terminata 23 a 22), in uno stadio di Twickenham completamente pieno. La corazzata irlandese è andata a sbattere contro la muraglia inglese, a dimostrazione che non è mai saggio sottovalutare i Leoni inglesi anche se in apparenza appaiano sotto tono. Forse non è sbagliato dire che è anche la vittoria dell'allenatore, Steve Borthwick, poco amato  sull'Isola ma che è riuscito a far risorgere la squadra cambiandone la mentalità. Un'Inghilterra veloce negli scambi con il gioco alla mano, con prima e seconda linea che non sbagliavano nessun placcaggio e un pacchetto di mischia (Inghilterra 911 kg. Irlanda 896 kg.) disciplinato, facevano sbandare il quindici irlandese che comunque continuava nel suo gioco implacabile, senza soste. Ma l'Inghilterra c'era, e lo faceva sentire sia fisicamente che nell'organizzazione del gioco dove brillava per coraggio e intelligenza tattica il terza linea Ben Earl (non a caso proclamato man of the match), forse uno dei migliori giocatori di questo torneo per carattere e continuità. Tutto questo produceva il micidiale drop  di Marcus Smith, che in sincrono con lo scadere del tempo, pietrifica gli irlandesi.

Un discorso a parte merita la partita fra Galles e Francia, terminata per i transalpini 45 a 24. Il Galles si presentava all'incontro con una situazione a dir poco critica. La rinuncia a sei titolari, ha consegnato all'allenatore Warren Gatland una squadra sì giovane ma molto vulnerabile, tanto che per la prima volta dal 2003 è riapparso lo spettro del cucchiaio di legno. Ricordo che questo è il riconoscimento che viene assegnato a chi occupa l'ultimo posto in classifica e non va confuso con il whitewash, termine che individua chi perde tutti gli incontri del torneo. Dall'altra parte la Francia guidata da Fabien Galthiè, allenatore ormai sfiduciato dalla stampa sportiva e non solo, che da tempo convive con l'assenza del più forte mediano di mischia al mondo – Antoine Dupont – sostituito dal giovanissimo ed esordiente Nolann Le Garrec. L'incontro – scontro era fra quarta nazionale al mondo, la Francia, contro l'ottava, il Galles, ma sono a confronto due culture di questo sport. Se in Francia il rugby è lo sport nazionale, in Galles è una religione. Ma i Dragoni gallesi entravano subito in difficoltà, con la mischia dei Galletti (972 kg.) composta da Atonio, Baille, Marchand, che seppelliva letteralmente quella in maglia rossa (902 kg). La partita è stata in mano francese, l'onda bleu arrivava con facilità nei 22 metri avversari (cioè grosso modo quella che è l'area di rigore nel calcio) anche se non sempre riusciva a sfondare. La Francia  indubbiamente bella a vedersi solo a tratti, e di quel rugby champagne che l'ha resa famosa, se ne è visto poco. Il Galles volenteroso ma prevedibile e combattivo finché ha avuto fiato.

Di questa quarta giornata non possiamo non soffermarci sull'incontro all'Olimpico di Roma – che bello vederlo tutto pieno – fra Italia e Scozia. Finisce 31 a 29 per noi una partita che ha presentato due facce. Un primo tempo dove abbiamo giocato la palla ma  molte volte timidi e insicuri. Solo nella seconda frazione di gioco risultiamo più compatti e aggressivi. Come sempre, abbiamo difeso con una 1а linea spietata nei placcaggi. La Scozia ha messo in campo cuore e coraggio e noi costretti a difendere, in alcuni casi, anche 22 fasi di attacco asfissiante. Ma abbiamo tenutot e vinto meritatamente, portandoci a casa anche la «Cuttitta Cup», un trofeo in palio fra Italia e Scozia per ricordare Massimo Cuttitta, per anni in nazionale e poi, a fine carriera, allenatore degli avanti della nazionale scozzese.

L'ultima giornata, in ordine orario di inizio del match, ci ha visti impegnati al Millenium Stadium di Cardiff con 74.500 spettatori e dove ascoltare l'inno gallese – Lando of my father –  è sempre un'esperienza indimenticabile. Diciamolo subito, vinciamo 24 a 21 e si vede che abbiamo l'atteggiamento giusto. Risaliamo il campo, placchiamo senza esitazioni, togliamo ogni spazio al Galles e facciamo tutto come da manuale. La mischia (Galles 879 kg., Italia 878) è il nostro punto di forza e sfianca fino all'errore quella avversaria. Il match comunque vive di fiammate ma il Galles, un po' disorientato, si affida al gioco dei singoli che è esattamente la negazione della filosofia della palla ovale. L'Italia si dimostra concentrata e cinica quanto basta per tenere a bada i Dragoni che si portano a casa il poco invidiato cucchiaio di legno. Il ct Gonzalo Quesada può essere più che soddisfatto non solo del nostro piazzamento, ma anche del fatto di avere creato in breve tempo un gruppo coeso e cosciente delle proprie capacità. Il collega gallese, Warren Gatland, ha avuto il coraggio di puntare sui giovani, volenterosi ma con poca esperienza. Per il Galles forse è da rivedere un po' tutto, anche lo staff medico, che non si è accorto di avere un giocatore a terra, soccorso poi dal nostro medico fra gli applausi di un pubblico come sempre sportivo. Per la cronaca, il nostro tre quarti centro Ignacio Brex premiato come «Man of the match».

Occhi puntati poi sulla tanto attesa partita fra Irlanda e Scozia all'Aviva Stadiun di Dublino. Sulle note del doppio inno irlandese (Amhrán na bhFiann / La canzone del soldato, inno della Repubblica d'Irlanda e Ireland's Call, inno ufficiale della squadra nazionale che riunisce simbolicamente ogni angolo d'Irlanda) e le lacrime del capitano Peter O'Mahony al suo ultimo match con la maglia verde, ci si attendeva una Irlanda a valanga, lo schiacciasassi visto fin qui ma così non è stato almeno nel primo tempo. Troppe le difficoltà ad impostare il ritmo perché le si è opposta una Scozia per nulla deconcentrata e più che mai convinta delle sua qualità. Lo dimostra il punteggio del primo tempo che si è fermato sul 7 a 6 per gli irlandesi. La Scozia capisce che sarà battaglia e cambia due uomini su tre degli avanti e inizia il monologo degli irlandesi nei 22 metri avversari. È una pressione asfissiante, senza soluzione di continuità, con 229 placcaggi della Scozia contro gli 87 degli irlandesi, ma il risultato non cambia fino a 20 minuti dalla fine. Una Scozia eroica e orgogliosa si difende con le unghie e con i denti e cede solo quando si trova in 14 per un cartellino giallo. Irlanda a 17 ma per la Scozia non è ancora finita e spinta dall'orgoglio va in meta a 5 minuti dalla fine. 17 a 13 il risultato finale che consacra l'Irlanda vincitrice per la seconda volta consecutiva del 6 Nazioni. L'Irlanda ha vinto meritatamente il Torneo, dominandolo con l'organizzazione del suo gioco senza mai una flessione in nessuna delle partite disputate.

E poi, a fine giornata, ecco la partita delle partite: Francia – Inghilterra a Lione. Gli allenatori, Galthié e Borthwick, per evitare passi falsi si affidano ad un 15 collaudato. Per i francesi la prima linea solita con Baille, Atonio e Marchand, con Le Garrec mediano di mischia. Gli inglesi rispondono con Genge, George e Cole. Fiducia ancora a Ford all'apertura e Mitchell mediano di mischia. È una partita tattica che la Francia sblocca con una azione alla mano molto veloce. È una battaglia durissima, come prevedibile, dove le rispettive terze linee, che devono garantire quantità e qualità, non si risparmiano. L'Inghilterra vuole la meta e la ottiene sul finire del 1° tempo chiudendo i francesi nei loro 22 metri. Si va a riposo 16 a 10.
Pronti e via e l'Inghilterra va in meta che bissa, poi, due minuti dopo con Marcus Smith. Inghilterra 24 Francia 16. Si fa dura anche perché i transalpini sembrano non avere idee. I due allenatori cambiano le prime linee; la Francia nella speranza di arginare la spinta dei “bianchi” e gli inglesi per mettere sotto chiave il risultato. Il pubblico avverte la difficoltà della squadra e basta il canto della Marsigliese per tonificare i “galletti” che piazzano due mete in rapida successione capovolgendo il punteggio: 30 a 24 per i padroni di casa. Si lotta su tutti i palloni, con la Francia che prova a ridare ritmo alle sue azioni ma sono gli inglesi a passare con una meta tutta in velocità. Cambia di nuovo il risultato a 5 minuti dalla fine, Francia 30 Inghilterra 31. Ma non basta, perché all'ultimo minuto un piazzato francese mette fine a questa bellissima partita. Francia 33 Inghilterra 31.

Termina qui un Torneo 6 Nazioni 2024 che si è vivacizzato solo nelle due ultime settimane di gioco con l'Irlanda che se lo aggiudica e chiude a 20 punti seguita dalla Francia con 15, Inghilterra 14, Scozia 12, Italia 11 e Galles 4 punti.

Stefano Ferrarese

 

[1] https://www.eurosport.it/rugby/sei-nazioni/2024/quanto-si-guadagna-al-sei-nazioni-2024-montepremi-in-palio-e-suddivisione-dei-premi_sto10001688/story.shtml, 31 gennaio 2024

 

 

 

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