8 Marzo una festa che deve ancora cominciare

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La festa delle donne avverrà quando si passerà dagli slogan ai fatti. Dovrebbero accadere, e velocemente, alcuni interventi perché la festa possa cominciare. L’ordine delle faccende da sbrigare non è cronologico.
Liberare il tempo delle donne significa rendere disponibili più asili nido, pubblici in particolare, che ora rappresentano poco più di un quinto delle necessità e aumentare il numero di giorni di congedo di paternità obbligatorio e farlo diventare meno oneroso. La maternità spesso è fonte di discriminazione sul lavoro dove si perpetra un’altra discriminazione: l’enorme disparità di trattamento salariale. Basta emanare leggi e farle rispettare.
La difesa della donna dalla violenza e dalle molestie. Anche qui bisogna cambiare le leggi e soprattutto quella dello stupro, l’articolo 609 bis del codice penale che individua la perseguibilità della violenza sessuale al verificarsi di certi eventi e cioè violenza, minaccia, costrizione o abuso di autorità. Consente troppe scappatoie. Bisogna partire dal concetto che lo stupro è sesso non consensuale.

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