A tre anni la pandemia da Covid-19 non ci lascia

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Quando tutto ebbe inizio, non si pensò che a distanza di tre anni ci saremmo ritrovati a dover contrastare Kraken ed altre sottovarianti del Sars CoV-2. Adesso siamo nella condizione che, grazie ai vaccini, non esaustivi ma preziosi, non stiamo affrontando l’ecatombe subita inizialmente, ma ancora disagi profondi.
Quale evoluzione avremo non lo sappiamo, dato le variabili che sono attive, abbiamo però un quadro preoccupante del quale meglio tentare di sapere, per produrre politiche sanitarie che mirino a proteggere la salute e non a compiacere i portatori di consensi elettorali. È molto probabile che anche in Italia si sia nella condizione di non fare abbastanza per controllare la pandemia. L’aver abbassato la guardia è un dato di fatto solo considerando le basse vaccinazioni di chi è a maggior rischio: al 5 gennaio 5.675.250 vaccinazioni che sono il 29,7% degli aventi diritto alla quarta dose (dato Gimbe in aggiornamento settimanale). È un dato che preoccupa perché insieme alla diffusa mutata condizione di attenzione, scaturita dalle disposizioni su uso di mascherina, reintegro degli operatori no-vax, politiche sanitarie insufficienti e anche le ennesime notizie false sui danni scaturiti dall’uso dei vaccini, stanno esponendo la collettività a gravi rischi. Quasi che i 100 morti al giorno non bastassero per caratterizzare una gestione pandemica di difficoltà già conosciute.

Risulta illuminante quanto si legge sulle dichiarazioni di Eric Topol, professore di medicina molecolare all’Istituto Scripps Research di La Jolla [1], nella contea di San Diego in California. Uno scienziato che ha dimostrato di conoscere la sua materia e per questo ha ottenuto grande ascolto. È tornato con chiarezza ad analizzare la situazione virale, con particolare riferimento ad USA e Cina, con una opinione apparsa sul The Whashington Post l’8 gennaio [2]. Ci dice che è come se il coronavirus ci stesse parlando per avvisarci che non ha intenzione di mollare e che la storia verso di noi è tutt’altro che conclusa. Proprio mentre in modo diffuso si hanno atteggiamenti meno guardinghi, il virus si esprime con forme che ne contraddistinguono i suoi obiettivi,  gli stessi di sempre ma che si stanno adattando, evolvendo, verso il combattere una “battaglia” che per i virus, strategicamente, mira ad aggirare sempre più le immunità indotte. Ecco allora che esplode una nuova forma dominante, la XBB 1.5 detta Kraken, deriva dalla già contagiosissima Gryphon, è segnalata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come la più immunoevasiva mai osservata e che non fa altro che fare sempre meglio il suo lavoro, cioè contagiare ed infettare il più rapidamente possibile. È un ceppo ricombinante tra due linee Omicron, già note per la contagiosità, alle quali si sono aggiunte due mutazioni per  diventare XBB 1.5. Questo le conferisce caratteristiche di maggior infettività ed evasione immunitaria garantita anche da una maggiore adesività ai recettori che permettono il suo ingresso nelle nostre cellule. Per la precisione la mutazione 486 della sequenza codificante la proteina spike garantisce capacità elusiva sul sistema immunitario mentre quella F486P permette al virus una migliore proprietà di legarsi ai recettori ACE2 delle cellule polmonari, del naso e della gola. Circa poi le valutazioni sulle gravità della malattia che sarà indotta da questi virus mutati, è troppo presto per sapere. Secondo lo scienziato si tratta di un “avviso” del virus affinché i Paesi riprendano i monitoraggi, le misure antivirus e l’adeguamento dei vaccini alle nuove realtà epidemiche.
A questo proposito segnaliamo che il 26 Gennaio è prevista una riunione del comitato consultivo per i vaccini e prodotti biologici della Food and Drug Administration (FDA) denominata Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (VRBPAC) che definirà le linee sulle nuove strategie di vaccinazione per la Covid-19 [3]. Nella sostanza saranno analizzate le nuove varianti del Sars CoV-2, le possibili modifiche delle dosi primarie dei vaccini e come programmare le vaccinazioni di richiamo. La variante XBB 1.5, manifestatasi per la prima volta a New York, è in rapida diffusione, dice il prof. Topol, anche in altri paesi sia europei che asiatici. Intanto è già responsabile del 75% dei contagi a New York ma anche in Connecticut, New Jersey e Massachussetts dove i ricoveri degli anziani sono adesso inferiori solo alla prima ondata. La realtà è questa anche se vi sono concause che incidono sui contagi come il non uso di mascherine, l’immunità che sta scemando nella popolazione e gli assembramenti al chiuso per le feste. Le raccomandazioni che arrivano sono le stesse, e valgono per noi, per gli USA e per tutti. Il rinnovo vaccinale sicuramente aiuta anche in caso di contagio dalla nuova variante, come l’uso di mascherine adeguato, il distanziamento ed i rinnovi delle aria nei locali frequentati con il lavaggio costante delle mani.

Dal punto di vista scientifico invece occorre che si riprenda a monitorare il contagio e le possibilità di sequenziare per individuare le nuove varianti che possono svilupparsi da questa base già preoccupante. Se il virus ne avrà la capacità potrà evolvere in forma ancora più pericolosa e gli alti numeri dei contagi in Cina a questo espongono. Se poi si considera che gli sforzi globali non godono di coordinamento anzi, ognuno a proprio piacimento, diffonde notizie che finiscono per agevolare il contagio, ecco che il quadro espone alle peggiori ipotesi.
Se almeno si riuscisse ad ottenere vaccini di nuova generazione che possano estendere nel tempo la protezione ed efficacia contro le varianti che dovessero svilupparsi, potremmo davvero tirare sospiri di sollievo. Stesso discorso vale per un miglioramento dei monoclonali che sostituiscano quelli non più efficaci. L’affermazione finale di Topol è che sembriamo stanchi, ma il virus non lo è. Dovremmo anticiparlo il virus, con la nostra intelligenza e capacità, ma sono attivi freni delle politiche cosa che non possiamo permetterci.

Parallelamente a questa opinione autorevole sempre il Whashington Post [4] riporta immagini satellitari che smentirebbero i dati di contagi e morti –  diffusi dagli organi ufficiali – in Cina. Vengono fotografate a diversi tempi le aree vicine agli impianti per la cremazione dei cadaveri. Mostrano gli assembramenti di auto che hanno dovuto essere parcheggiate in aree approntate in tutta fretta nei dintorni degli impianti funerari, mentre dai social rimbalzano notizie sui tempi, due minuti, lasciati ad ogni famiglia per salutare i propri cari prima della cremazione, come pure della rilevata vendita di posti ai parenti per le cremazioni per avere certezze sull’esecuzione di quanto ormai e divenuto per loro ineludibile. I dati diramati dal Governo cinese parlano, invece, di meno di 40 i morti per la Covid dal 7 Dicembre, giorno del termine delle restrizioni Covid-Zero. Da allora il contagio è esploso con l’altra variante che preoccupa: la BF7, sempre una sottovariante Omicron. L’Ansa cita uno studio dell’ Università di Pechino – ripreso dalla BBC – che riporta 900 milioni i contagi fino all’11 gennaio con i dati che potrebbero peggiorare sensibilmente in previsione del capodanno Lunare del 23 gennaio prossimo [5].

I dati italiani aggiornati settimanalmente da Gimbe, non essendo più possibile disporre di quelli quotidiani come succedeva in precedenza, non fotografano la reale situazione emergenziale. Siamo in affanno perché imperversano oltre il Sars CoV-2 anche il virus influenzale che dilaga anch’esso, probabilmente si è nella fase di picco, ed il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) che ha portato i ricoveri per bronchiolite ad un livello insostenibile per i reparti di pediatria, neonatologia e terapia intensiva[6]. La famosa tripla epidemia di cui si prevedevano l’azione ed i disagi fin dallo scorso novembre mentre, della presenza di Kraken, forse a causa anche della scarsa possibilità e volontà di sequenziamento, non abbiamo notizie certe sulla presenza sul nostro territorio.
Questi gli ultimi dati disponibili di cui poter fruire: poco più di 84.000 casi nella settimana fino al 12 gennaio con ulteriori 576 decessi in più sempre fino al 12 gennaio.

Una buona notizia arriva da Cuba, invece grazie ai risultati del vaccino messo a punto dagli scienziati dell’isola. Qui il 93% della popolazione è completamente o parzialmente vaccinato contro la Covid-19 grazie al loro vaccino su base proteica denominato Soberana. Uno studio pubblicato su Lancet [7] lo giudica efficace e sicuro. Inoltre il vaccino cubano è facile da maneggiare e conservare per cui potrebbe tornare molto utile se si volesse dare davvero efficacia ad una globalità di vaccinazioni. Mancano però le autorizzazioni sia dall’OMS ed anche dalla nostra Agenzia regolatoria europea, EMA. Non sarebbe mai stata presentata richiesta di autorizzazione all’uso. È purtroppo analogo a quanto accade nella stessa situazione nella Cina che ha rifiutato gli aiuti che prevedevano forniture di vaccini più efficaci di quelli predisposti da loro. Anche da questo si comprende quanto possa essere difficile opporre una politica vaccinale globale che potrebbe avere successi contro la pandemia se ognuno desse la sua parte migliore. Ovviamente anche con il contributo delle Aziende che grazie alla pandemia hanno accantonato ricchezze.
Emidio Maria Di Loreto
Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi necessità sul proprio stato di salute, su modifiche della propria cura o regime alimentare, si consiglia di rivolgersi al proprio medico o dietologo.

[1] L’Istituto Scripps Research di La Jolla opera nel campo delle scienze Biomediche ed è uno dei centri di ricerca privati no-profit più importanti al mondo dal 1993.
[2] Eric Topol, The coronavirus is speaking. It’s saying it’s not done with us, 8 gennaio 2023
[3] https://www.fda.gov/advisory-committees/advisory-committee-calendar/vaccines-and-related-biological-products-advisory-committee-january-26-2023-meeting-announcement
[4] Samuel Oakford, China crematorium covid deaths,  9 gennaio 2023
[5] Studio Cina, 900 milioni contagiati dal Covid, 13 gennaio 2023
[6] Pediatrie in affanno il richiamo della SIP 11 gennaio 2023
[7] the SOBERANA Phase 3 team: María Eugenia Toledo-Romaní,a,s, * Mayra García-Carmenate,b,s Carmen Valenzuela-Silva,c,s Waldemar Baldoquín-Rodríguez, e altri , Safety and efficacy of the two doses conjugated protein-based SOBERANA-02 COVID-19 vaccine and of a heterologousthree-dose combination with SOBERANA-Plus: a double-blind, randomised, placebo-controlledphase 3 clinical trial,  https://www.thelancet.com/pdfs/journals/lanam/PIIS2667-193X(22)00240-X.pdf, 31 dicembre 2022.
SOBERANA-02 è un vaccino coniugato COVID-19 (RBD ricombinante coniugato alla tossina del tetano).
Gli studi clinici di fase 1/2 hanno dimostrato un’elevata immunogenicità, promuovendo una risposta grazie alla neutralizzazione delle IgG e delle cellule T specifiche. Una terza dose eterologa di SOBERANA-Plus (RBD-dimero) ha ulteriormente aumentato gli anticorpi neutralizzanti.
Lo scopo di questo studio è valutare la sicurezza e l’efficacia di due regimi di immunizzazione: due dosi diSOBERANA-02 e una combinazione eterologa a tre dosi con aggiunta di SOBERANA-Plus.

 

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