Abruzzo: passeggiate e incontri naturalistici nel Parco d’inverno

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Non è risolvibile il quesito se sia da preferire il panorama che il Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise ci offre in estate oppure in inverno, negli autunni multicolori della stagione degli amori per i numerosi ungulati, oppure nelle primavere multi facce tra lande innevate e vegetazione che riprende dopo i grandi freddi. La verità è che si rimane sempre affascinati. Lo si capisce se si decide, avendone la possibilità, di frequentarlo per regalarsi anche una semplice giornata di immersione nella natura, in un giorno qualsiasi, in una qualsiasi stagione. A noi, avendola già assaporata più volte in altri periodi, mancava di farlo in inverno.

Per fortuna non in una di quelle giornate tempestose al limite della praticabilità, che pure sono frequenti in questi posti, ma diciamo in una giornata durante la quale la coltre della neve abbondante ovatta il panorama che risulta godibile anche perché le nuvole si tengono alte. È quello che abbiamo apprezzato, insieme al mio amico Gabriele, dopo alcune ore di viaggio notturno per raggiungere Pescasseroli: un manto immacolato che ci trae anche in inganno nell’attraversamento di Alfedena quando dovremmo prendere la deviazione per il Parco ed invece proseguiamo per alcuni chilometri in direzione Napoli.

Strade innevate nel parco
Strade innevate nel parco. Foto Emidio Maria Di Loreto

L’auto però è adeguata e risponde bene alle sollecitazioni della strada, così basta accorgersi dell’errore, invertire la marcia, e raggiungere il luogo scelto per l’avvistamento dei lupi solo con qualche minuto di ritardo rispetto alle prime luci. L’orario ed il luogo sono notoriamente favorenti, questo però, purtroppo per noi, è accaduto fino al giorno precedente.

Teleobiettivi pronti alla cattura di immagini di predatori. Foto Emidio Maria Di Loreto
Patrice in attesa del predatore. Foto Gabriele Vallera

Nella nostra mattina i predatori hanno preferito altri luoghi, è quanto ci conferma Patrice Raydelet [1], un naturalista francese che, insieme ad un gruppo di sette suoi colleghi tra i quali anche Fabien Bruggmann [2], è tornato nel parco per riprese e studi soprattutto sui lupi e sui grandi predatori. Patrice è uno degli esperti europei che studiano la lince ed ha al suo attivo significative pubblicazioni. Gli riferiamo dell’esperienza avuta nel 1954 dal guardaparco Antonio Ursitti che incontrò il predatore più schivo quando ormai non aveva più speranze, pur potendo contare sui racconti degli abitanti del posto che in dialetto chiamavano la lince, jatt’ cervin. Lo scetticismo sull’avvistamento ci viene manifestato in maniera educata da Patrice e ci viene sottolineato che queste segnalazioni necessitano di dati scientifici certi e non basate sui racconti. Di fronte alle nostre argomentazioni che riferiscono del rilevamento di segni indiretti, peli, feci e predazioni e del successivo incontro con la lince ad opera del capo guardaparco Pasqualino Leone verso fine secolo scorso – informazione avuta da Mario Ursitti  – il suo scetticismo appare molto mitigato e si impegna a meglio indagare durante i giorni di permanenza.

Un lupo sulla neve. Foto Paolo Forconi

La presenza dei naturalisti francesi, habitué per visite almeno annuali nel PNALM, ci viene raccontata come molto utile anche per arricchire le loro conoscenze circa la presenza di lupi sui loro territori, ci dicono anche che resteranno ancora per una settimana e che nei giorni precedenti sono stati fortunatissimi per aver avvistato e ripreso esemplari in atteggiamenti significativi. A loro avviso è in atto una lotta tra due branchi per la conquista di quel territorio e che queste lotte sono state da loro documentate. Sono stati anche testimoni di una predazione di un cervo da parte di alcuni esemplari di quel branco e, una foto che ha ripreso uno di quei lupi con la testa del cervo predato che viene trasportata per cibarsene in posto tranquillo, ha fatto il giro del web. Più o meno come il video del cavallo, sempre in territorio del PNALM, che si rotola nella neve proprio dove erano adagiati alcuni lupi. La lettura di questo inusuale atteggiamento nei confronti del predatore da parte di una preda ha scatenato oltre che le visioni anche le interpretazioni la più significativa delle quali vorrebbe far risalire alla volontà equina di appropriarsi dell’odore del predatore in modo da sancire definitivamente, in quella circostanza, la mancanza di volontà competitiva tra le due specie.

Cavalli in un prato innevato. Foto Emidio Maria Di Loreto

Dopo l’infruttuoso appostamento decidiamo di spostarci per salutare un altro naturalista che si è stabilmente trasferito nel parco, Paolo Forconi, che ci indica un’altra postazione meritevole di essere frequentata. Il giorno precedente vi aveva osservato l’attraversamento dell’intero costone della collina a vegetazione rada da parte di un lupo che si aggirava, scacciato da alcuni pastori abruzzesi, nei pressi di una stalla della zona. Anche durante la nostra presenza registriamo un attivismo improvviso dei cani da guardiania che si agitano e si frappongono tra la stalla ed il probabile predatore con atteggiamento molto aggressivo. Nel nostro caso però, a differenza del giorno precedente, il lupo si tiene nella parte alta del costone, nel folto del bosco, e ne riusciamo solo ad intuire la presenza senza poterlo vedere direttamente.

Pastori abruzzesi. Foto Marco Petrella, www.abruzzese.org

La giornata purtroppo termina senza avvistamenti che ci lasciano parzialmente delusi ma anche impegnati a contrarre un tacito impegno per ripetere l’esperienza. I panorami, le persone incontrate, e l’indubbio fascino invernale che il parco distribuisce a man bassa, ci hanno appagato comunque e reso obbligatoria la promessa di un’altra imminente visita in quei luoghi. Lo faremo sicuramente in primavera iniziata, non sappiamo se avremo l’aiuto di qualche ultima nevicata che ci consentirà di visualizzare meglio i predatori, conteremo però su un attivismo molto accentuato dei lupi che tenteranno di predare le placente, se non le nuove nascite, tra le numerose giumente presenti allo stato brado.
Emidio Maria Di Loreto

[1] Patrice Raydelet, photographe animalier, auteur, conférencier, chargé de mission, accompagnateur de voyages naturalistes. http://www.faunesauvage.fr/fsphotographe/raydelet-patrice, https://www.babelio.com/auteur/Patrice-Raydelet/65877; https://www.lecteurs.com/auteur/patrice-raydelet/3168367/livres;
[2] Fabien Bruggman, est photographe. Il s’est spécialisé dans le suivi des grands prédateurs européens (ours, loups, lynx), http://www.faunesauvage.fr/fsphotographe/bruggmann-fabien

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