Ad Italia Wave c’è Moseek per le vostre orecchie

Moseek
history 7 minuti di lettura

Sono partite, il primo marzo, le selezioni regionali del Lazio per la partecipazione ad Italia Wave, manifestazione rivolta alle band emergenti. La prima session si è svolta a Roma, nel quartiere Testaccio, organizzata dai responsabili regionali Marco Pelagalli e Francesco Cerroni.

Elisa dei Moseek

La location mi è piaciuta molto. Un pub di discrete dimensioni capace di ospitare un palco decente e ben fatto per esibizioni live ottimali.
Quattro erano le rockband che hanno partecipato: L’Incompreso, Madreperla, Moseek e Stereoclimax. Ogni band ha avuto 25 minuti per esibirsi con i propri brani.
Serata per niente noiosa, sono stati tutti eccellenti, ognuno con il suo genere e le sue peculiarità sonore, diverse ma veramente trascinanti.
Non vorrei essere retorico (e men che mai noioso) ma vorrei fare un omaggio a questi ragazzi.
Bisogna dire che le band italiane (in questo caso laziali) che suonano rock, e non solo, in giro per l’Italia, producono musica veramente originale, eccellente e che “spacca“.
Ed allora? Allora non è facile “spaccare” quando sei consapevole che, nel nostro paese, non sei un martello ma incudine e che ti rimane sempre e solo la passione a farti da vettore trainante perché l’ambizione non te la puoi permettere. Non importa come e dove si suona, l’importate è farlo.
Con questo, consiglio a tutti di partecipare ai concerti di musica emergente e, chissà, scoprire una parte nascosta della vostra anima musicale che pensavate di non avere.

Dopo l’intervista, nello scorso mese, ai prorompenti Madreperla, la mia attenzione stavolta si sposta sui Moseek presenti alla serata. Un gruppo che avevo già ascoltato attraverso Inbloom Project . Un portale che nasce nel marzo 2011 e che promette visibilità al panorama emergente della musica italiana.

Moseek è una band electro-rock alternative. Il trio è composto da Elisa Pucci (voce, chitarra, autrice delle canzoni), Fabio Brignone (basso e cori) e Davide Malvi (batteria e sequencer).

Ad inizio concerto Elisa si volta verso Davide, il batterista, si parlano e quasi percepisco una certa esitazione in lei. Ma mi accorgo di sbagliare quando impetuosa dà l’avvio al primo brano: “Steal-show”.
Appare decisa ma nel contempo naturale, senza forzature, nei suoi movimenti e nel modo di suonare che promettono emozioni non da poco.
Colpisce subito la voce ed il modo di cantare di Elisa. Ti coinvolge da subito e non ti fa distrarre: determinata nelle modulazioni, incisiva ed efficace nei suoi toni alti che come lama affilata entra soavemente nell’impasto dei sensi.
Mi ricorda Sleater-Kinney.
Elisa si conferma indiscussa leader capace di tenere il palco ma anche gli occhi degli spettatori incollati sulla sua persona e sulla sua ipnotica voce.
Continuano la performance con altri 4 brani tra cui “Pills”;  tutti fanno parte del nuovo album “Yes,week-end“”

In conclusione posso dire che nei Moseek c’è qualcosa di speciale ed approfitto per fare qualche domanda. Ecco l’intervista.

Parlateci di voi, come e quando vi siete conosciuti e qual è la vostra formazione musicale?

DAVIDE: Io ed Elisa ci conosciamo da 4 anni, lei era in cerca di un  batterista da un po’ di tempo. Sin dalla prima prova ci siamo trovati, si è trattato subito di un sodalizio artistico. Come con Elisa, anche con Fabio si è creata un’ intesa incredibile. Lo conosco da quando siamo piccoli, ed è praticamente un mio vicino di casa! Ma non avevamo mai avuto modo di conoscerci bene e soprattutto di suonare insieme, se non prima di luglio 2010, quando è entrato a far parte del progetto. Tra le altre cose studiamo nella stessa accademia di musica a Roma. Elisa invece vive la musica scrivendo in continuazione canzoni, da tanti anni.

Quali sono le vostre considerazioni su Italia Wave?

FABIO: Noi siamo sempre “pro-contest”, in quanto sono vetrine, opportunità, e le opportunità sono fondamentali per le nuove realtà musicali. Italia Wave è senz’altro un ottimo mezzo per promuovere il proprio progetto, al dilà del vincere o meno il concorso. Non è sicuramente uno di quei contest per alzata di mano che ti mette nelle condizioni di vendere biglietti costosi agli amici, e che organizza serate con 200 gruppi puntando alla quantità di pubblico anziché alla qualità della musica. Non a caso Italia Wave è uno dei contest più ambiti di Italia.

Con il disco di esordio “Tableau” avete partecipato nel giro di un anno a circa 50 esibizioni Live e vinto numerosi premi. Qual è l’esperienza/e che vi è piaciuta di più o comunque vi ha dato maggiore soddisfazione?

ELISA: Da luglio 2010 ricordiamo tante tante cose con molto piacere, dal live in Piazza Duomo a Milano, suonando dopo 11 ore di viaggio a causa dell’Italia bloccata dalla neve, ad un live in un piccolo paesino della Sardegna dove abbiamo visto ballicchiare anche le vecchiette sulle nostre canzoni. Quello che però è fissato nella memoria è il primo live insieme a Fabio al Festival Este, vicino Padova, il primo concerto insieme a lui, oltre che il primo viaggio. E’ stata per me e per Davide l’esperienza più bella e che ci ha riempito di soddisfazione perché avevamo trovato in Fabio il pezzo che ci mancava.

I vostri testi sono in lingua inglese. Cosa c’è dietro questa scelta? Magari aprirvi ad un panorama internazionale?

ELISA: I testi in inglese sono il risultato di tanti anni di ascolto di musica cantata in questa lingua, più che una scelta, è semplicemente un modo di essere, di pensare. Senza dubbio cantando in Italiano quello che dico arriverebbe subito anche agli italiani che non parlano inglese, ma è anche vero che nell’ epoca odierna, il web unisce milioni di persone di tutto il mondo contemporaneamente e l’inglese rappresenta in questo contesto un ponte tra tutte le lingue, a differenza dell’italiano che potrebbe risultare un limite. Ma soprattutto quello che conta è la libertà artistica,  suonare, cantare ed esprimersi con sincerità, senza farsi troppe domande se vende, se in Italia bisogna fare musica in italiano, in Francia, musica in francese. Non c’è una regola su come creare un progetto, o piace o non piace.

Si legge nella vostra biografia che Elisa è l’autrice delle canzoni. Si intende autrice di testi e musica? Come prendono forma i vostri brani?

DAVIDE: Si, Elisa firma le canzoni, per testi e musica. Ogni volta che scrive un pezzo lo porta in saletta suonandolo voce e chitarra, con idee precise anche sugli altri strumenti.  Poi insieme lo “perfezioniamo”, lo arrangiamo, ognuno per il proprio strumento. Io in particolare curo le sequenze, ovvero la prima “stesura” di arrangiamento delle sequenze. Ognuno ha un suo ruolo ben preciso, abbiamo un equilibrio tale, che ci rende molto soddisfatti di come lavoriamo in saletta.

Qual è il brano a cui siete più legati e quello al quale avete lavorato di più?

FABIO: Forse “Pills”, il nuovo singolo. E’ stato l’unico pezzo cui abbiamo messo mano più volte. Inizialmente era proprio un’altra canzone, di cui abbiamo mantenuto solo il riff di chitarra. E’ stato un lavoro soddisfacente, proprio perché c’è stata una evoluzione, che poi ha portato i suoi frutti visto che l’abbiamo scelto come singolo del nuovo album!

Con quale artista/band vi piacerebbe collaborare?

DAVIDE: tra gli italiani è  Caparezza, ci piace tantissimo, lo abbiamo sempre detto. Ovvio che poi guardando all’estero non riusciremmo a fare l’elenco qui, sarebbe troppo lungo. Senza dubbio Incubus e Muse, sono i nomi che a freddo ci vengono sempre in mente per primi.

Qual è il vostro pensiero sulla musica emergente in Italia e del panorama rock in Italia? Secondo voi ci sarebbe un modo per promuovere o diffondere efficacemente la musica emergente in Italia?

ELISA:  In Italia la musica viene vissuta in maniera particolare, un po’ passiva… Siamo la patria di nomi noti in tutto il mondo però allo stesso tempo manca la curiosità di scoprire nuovi artisti, e la gente si accontenta di ciò che passa la televisione o le grandi emittenti radio,  prendendo per buono tutto ciò che gli viene proposto. Così i progetti che non godono di questo tipo di visibilità rimangono sconosciuti ai più e soprattutto restano “emergenti” anche dopo tanti anni di attività. Bisognerebbe agire sulle “preferenze” del pubblico e i locali dovrebbero fare una inversione di tendenza, tornare a  prediligere la live music a discapito delle discoteche. Allora il pubblico si adeguerebbe e qualcosa potrebbe cambiare.

Progetti futuri e prossimi concerti live?

DAVIDE: intanto il 21 marzo esce “Yes,week-end”, dal 21 quindi sarà online il nuovo album e tutto il nuovo merchandising che si potrà acquistare sul nostro sito www.moseek.it nella pagina “store”. A breve comunicheremo la data e la location del concerto di presentazione e poi tanti live,  faremo tappa anche in Irlanda a maggio e faremo un bel po’ di  festival quest’estate.

Grazie
Grazie a te, a voi per l’opportunità!

Valerio Tirri

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: