Afghanistan. Avanzata militare dei Talebani, molti gli afghani in fuga

Afghanistan
history 5 minuti di lettura

Dopo gli Accordi di Doha con i Talebani e soprattutto dopo la decisione che il 31 agosto prossimo sarebbe stato il giorno del ritorno negli Stati Uniti dell’ultimo soldato, la situazione in Afghanistan è precipitata. Senza troppi giri di parole continua una guerra che quasi ininterrottamente va avanti da decenni e a poco sono servite, negli ultimi vent’anni, la presenza di forze militari e di sicurezza di 40 paesi diversi, Italia inclusa.
I Talebani da mesi continuano ad avanzare per la conquista di territori e di potere; sono oltre la metà dei quattrocentosette distretti ad essere stati conquistati.
Venerdì è stata confermata la presa del primo capoluogo di provincia, Zaranj, al confine tra Afghanistan e Iran, una città di 160.000 abitanti. La presa di Zaranj è avvenuta mentre nella capitale Kabul, Dawa Khan Menapal, capo del centro media e informazione del governo, veniva assassinato dai Talebani, ultimo di una serie di omicidi che hanno l’obiettivo di indebolire il governo del presidente Ashraf Ghani che i Talebani vogliono dimissionario per proseguire con le trattative. Tra l’altro Zaranj è una città che rimpinguerà le finanze dei Talebani visti i suoi numerosi traffici illeciti (droga e carburante) e il suo essere al centro di un “flusso costante di afghani sfollati a causa del conflitto e della povertà [che] si è riversato negli hotel di proprietà dei contrabbandieri della città per negoziare accordi per entrare in Iran” [1].
Si combatte anche Kandahar, Herat e Lashkar-gah. In quest’ultima, capoluogo della provincia meridionale dell’Helmand, Emergency ha distribuito un volantino – tradotto lingua dari, pashtu e inglese – rivolto a tutti i combattenti riportante una foto aerea della posizione dell’ospedale dall’alto e che chiede di rispettare l’ospedale in questi giorni di combattimenti in città. “I combattimenti sono proprio qui fuori e abbiamo dovuto spostare i pazienti nelle aree più protette dell’ospedale, lontano dalle finestre. Lo staff nazionale e internazionale sta lavorando senza sosta, per mantenere l’ospedale attivo e offrire cure alle vittime, tutte, indistintamente.” – sostiene Victor Urosevic, coordinatore medico dell’ospedale di Lashkar-gah [2].

Qualche giorno fa la missione ONU in Afghanistan pubblicando un suo rapporto ha spiegato che nei primi 6 mesi del 2021 sono stati uccisi 1.659 civili e feriti altri 3.524: il 47% in più rispetto allo stesso periodo del 2020.
L’offensiva militare talebana è diretta a meglio posizionarsi nelle trattative, iniziate lo scorso 20 settembre, con il governo ed ottenere quanto più possibile in termini di potere.
Giuliano Battiston spiega che “l’inviato speciale Usa Zalmay Khalilzad, artefice dell’accordo di Doha, ammonisce: se arrivano al potere con la forza, quello dei Talebani sarà un governo pariah. L’inviato dell’Unione europea minaccia il taglio dei fondi. Ma più passa il tempo, più territorio conquistano, maggiori saranno le loro richieste. Ora non si accontentano più della metà del potere. Pensano di avere diritto al 70-80 per cento. Così sostiene tra gli altri l’ex capo dei servizi segreti e candidato alla presidenza, Rahmatullah Nabil. […] Ma potrebbero aver fatto male i conti, dimenticando che nel Paese non ci sono solo territori da conquistare, ma anche una popolazione civile” [3].

Claudio Bertolotti parlando di Herat scrive che “la resistenza di Herat, è oggi vissuta dagli afghani come una “nuova sollevazione”. Un evento che può essere in qualche modo associato alla sollevazione di Herat del 1979 (nota come qiam-e Herat), in virtù della comune e trasversale partecipazione delle diverse anime dei gruppi di potere, politici, dei clan che compongono la variegata natura etnica e sociale della provincia di Herat, così come di tutto l’Afghanistan. Una nuova narrativa di guerra si sta così facendo spazio: quella della resistenza che affonda le sue radici nel passato recente e nelle dinamiche locali. Una narrativa che però è antagonista, e non complementare, a quella nazionale” [4].

L’esercito e la polizia afghana sono ancora supportati dall’aviazione americana che in alcuni casi ha bombardato postazioni talebane in vari luoghi ma l’uso dell’azione è un dramma per i civili che se non finiscono sotto le bombe sono costretti a lasciare le loro abitazioni per fuggire.
Un disastro umanitario, se non si riesce a dare una svolta ai negoziati, è già percepibile con un’umanità impaurita, impoverita e braccata che è costretta alla fuga. Una fuga già iniziata e che ha visto i primi arrivi in Turchia, la porta d’entrata per l’Europa. Come spiega Nello Scavo “le ricadute sulla rotta balcanica sono quotidiane. Il Danish refugeee council ha registrato un aumento dei respingimenti alle frontiere con 3.403 casi da metà aprile a fine giugno; con numeri quasi raddoppiati al confronti con il periodo dall’1 gennaio. Gli operatori sul campo continuano a documentare «violazioni del diritto di chiedere asilo e del principio di non-refoulement (divieto di respingimento, ndr); furti, estorsioni, distruzioni della cose proprie e molestie che restano all’ordine nel giorno in occasione dei respingimenti»” [5].
L’Iran già ospita circa 800.000 rifugiati afgani in villaggi appositamente costruiti – e da cui non possono uscire – lungo il confine. Il Pakistan ne ospita circa 3 milioni, tra regolari e irregolari, ed arrivati a varie ondata fin dagli anni dell’occupazione sovietica. Il Pakistan non ospiterà altri rifugiati e ha “dispiegato il suo esercito lungo il confine con l’Afghanistan per bloccare un’attesa ondata di rifugiati e militanti” [6].
Pasquale Esposito

[1] Adam Nossiter, Taimoor Shah e Fahim Abed, Taliban seize afghan provincial capital just weeks before final U.S. withdrawal, https://www.nytimes.com/2021/08/06/world/asia/taliban-afghanistan-capital-zaranj.html, 6 Agosto 2021
[2] https://www.emergency.it/comunicati-stampa/afghanistan-lashkar-gah-emergency-gli-ospedali-non-sono-un-bersaglio/?utm_source=allistante_new&utm_medium=e-mail&utm_term=&utm_content=Afghanistan%2C+Lashkar-gah%3A+%22Gli+ospedali+non+sono+un+bersaglio%22&utm_campaign=allistante
[3] Giuliano Battiston, Afghanistan, ribellione contro l’avanzata talebana, https://ilmanifesto.it/afghanistan-ribellione-contro-lavanzata-talebana/, 5 Agosto 2021
[4] Claudio Bertolotti, Afghanistan: l’avanzata talebana da Herat a Kabul, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/afghanistan-lavanzata-talebana-da-herat-kabul-31324, 4 Agosto 2021. L’articolo fa il punto sull’offensiva talebana.
[5] Nello Scavo, La grande fuga dall’Afghanistan (abbandonato) è appena iniziata,
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/profughi-migranti-la-grande-fuga-dall-afghanistan, 5 agosto 2021
[6] Pakistan shuts door to further Afghan refugees, https://asia.nikkei.com/Politics/International-relations/Pakistan-shuts-door-to-further-Afghan-refugees, 7 agosto 2021

 

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article