Africa: pandemia, economia debole, debiti e evasione fiscale

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L’economia dell’Africa sta subendo pesanti contraccolpi a causa della diffusione della pandemia.

Se da un punto di vista sanitario il continente è stato poco colpito nel corso del 2020 [1] da quello economico e sociale la crisi è durissima. E come denunciato da più parti, a cominciare da Tedros Ghebreyesus capo dell’OMS, l’Africa non ha al momento l’antidoto fondamentale: i vaccini. L’accaparramento dell’Occidente, i costi per acquistare e distribuire i vaccini e una struttura sanitaria deficitaria non consentono alle economie degli Stati africani di poterne usufruire in tempi brevi, pur in presenza delle disponibilità del progetto Covax e di quelle della Cina e della Russia.

La Banca Mondiale ha mostrato come il Pil mondiale nel 2020 è diminuito del 5,2% nel 2020, mentre prevede una crescita del 4,2% nel 2021. Ad una prima disamina i dati dell’Africa sembrano migliori in quanto il Pil del continente è sceso del 2,8% nel 2020 e avrà una rivalutazione nel 2021 del 3,1%. Oltre a considerare le enormi differenze che ci sono tra i 54 stati africani (tra i paesi più rilevanti economicamente l’Egitto ha registrato una crescita del 3% nel 2020, mentre il Sudafrica ha registrato un calo del 7,1%), va detto che si tratta di economie e di condizioni economico-sociali deboli e quindi perdere anche poco del poco che si ha significa che la vita delle persone è maggiormente impattata che in altre realtà.

Non solo. La Banca Mondiale ha stimato a gennaio scorso che ci si aspetta che i nuovi poveri indotti dal Covid-19 nel 2020 saranno tra i 119 e i 124 milioni, cifre superiori alle precedenti stime [3]. E dopo l’Asia Meridionale c’è l’Africa, in particolare quella sub-sahariana, a veder aumentati poveri ed estremamente poveri.
Sempre dalle stime della Banca Mondiale si legge che mentre le indagini telefoniche per misurare la coerenza delle stime sui tassi di crescita del Pil e lavoro in America Latina e nei Caraibi coincidono, per l’Africa subsahariana no.

«La correlazione tra il calo del PIL e l’interruzione del lavoro tra i paesi è sorprendentemente debole. In altre parole, i paesi dell’Africa subsahariana in cui il PIL è diminuito di più non sono stati quelli in cui la maggior parte delle persone ha smesso di lavorare. Anche i cali del PIL sono debolmente correlati con la quota di famiglie che ha segnalato un calo del reddito.» [4]

Sull’Africa poi incombono i 365 miliardi di dollari di debito che è un peso insopportabile per quelle economie ma che rappresentando solo il 2% del debito globale si potrebbe pensare di ridurlo sostanzialmente ed evitare che decine di milioni di persone ne paghino le conseguenze.

È evidente che le leadership economiche e politiche africane dovranno mobilitare anche risorse interne migliorando per esempio il sistema fiscale per le imprese e per le persone a cominciare dal fatto di istituire un’agenzia unica nella nazione.

L’Africa paga conseguenze ancora peggiori dell’Europa l’evasione e l’elusione fiscale, Secondo un rapporto sullo “Stato della giustizia fiscale nel 2020” vengono a mancare alle casse degli stati nel mondo oltre 360 miliardi di euro ogni anno.

«L’impatto di questo saccheggio è impressionante. Il deficit corrisponde, ad esempio, al 20% del bilancio sanitario del Marocco. Questa percentuale sale al 45% in Costa d’Avorio, al 70% in Senegal e al 472% in Nigeria. Alla radice di queste perdite ci sono, ovviamente, i miliardari che nascondono i loro beni nei paradisi fiscali. Ma i primi responsabili sono le multinazionali che moltiplicano i trucchi contabili – il più delle volte legali! – per dichiarare gran parte dei loro profitti in paesi a tassazione molto bassa, anche se non vi svolgono alcuna attività, e per pagare tasse irrisorie». [5]

Pasquale Esposito

[1] L’organizzazione mondiale della Sanità stima che nel 2020 si sono registrati 82.367.516 casi di contagio e 1.800.405 morti in tutto il mondo. In Africa, ci sono stati 2.727.770 casi e 64.822 decessi. Va detto anche che nel 2021 i dati parlano di crescita maggiore di contagi e decessi causa Covid-19.
[2] Covax è l’acronimo di COVID-19 Vaccines Global Access, un programma internazionale che ha come obiettivo l’accesso equo ai vaccini anti COVID-19. Creato e guidata dalla Global Alliance for Vaccines and Immunization (GAVI), l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la Coalition for Epidemic Preparedness Innovazioni (CEPI), il programma fa parte del progetto Access to COVID-19 Tools Accelerator, un’iniziativa avviata nell’aprile 2020 dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dalla Commissione europea e dal governo francese in risposta alla pandemia di COVID-19.
[3] Christoph Laknernishant, Yonzan, Daniel Gerszon Mahlerr, Andres Castaneda Aguilar, Haoyu Wu, “Updated estimates of the impact of COVID-19 on global poverty: Looking back at 2020 and the outlook for 2021”, https://blogs.worldbank.org/opendata/updated-estimates-impact-covid-19-global-poverty-looking-back-2020-and-outlook-2021, 11 gennaio 2021
[4] David Newhouse Michael Weber, “Phone surveys confirm the widespread effects of COVID-19 on jobs in developing countries
https://blogs.worldbank.org/jobs/phone-surveys-confirm-widespread-effects-covid-19-jobs-developing-countries,
[5] Léonce Ndikumana, “Et si on en finissait avec l’évasion fiscale?”, https://www.jeuneafrique.com/mag/1094285/economie/tribune-et-si-on-en-finissait-avec-levasion-fiscale/, 6 gennaio 2021

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