Ahmed Masoud: Scomparso – La misteriosa sparizione di Mustafa Ouda

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Un viaggio nel romanzo. Capire e conoscere Gaza attraverso la lente della letteratura.

Mio carissimo Mustafa,
non so da dove cominciare. Un giorno sarai cresciuto e forse non avrai mai bisogno di leggere questa lettera perché saremo insieme e ti racconterò tutta la storia io stesso. Ma se mi dovesse succedere qualcosa, voglio spiegarti perché sono partito così improvvisamente senza svegliarti, perché questo viaggio è tanto importante per me e perché questa casa aveva una storia che tu potresti voler conoscere per intero.

Questa lettera dovrebbe rivelarti molto della mia infanzia e dei miei primi trent’anni. Tutto incominciò nel 1989, quando avevo otto anni e, stupidamente, decisi di giocare a fare il detective, determinato a trovare tuo nonno. Lascio giudicare a te se sono stato un vigliacco o no, ma ti prego ricordati che è stata per me una scelta obbligata.

Scomparso Ahmed MasoudQuesto incipit, dalla lettera scritta dal padre Omar al figlio Mustafa prima di intraprendere un viaggio decisivo verso la città natale e dettata da una forte carica emotiva, spiega tutti i motivi dietro la trama del romanzo Scomparso di Ahmed Masoud. Infatti, il libro narra la storia della ricerca intrapresa dal giovanissimo Omar Ouda per trovare il padre, Mustafa Ouda, scomparso improvvisamente una notte dalla casa di famiglia. Così, in un’ampia e generale cornice storica, si sviluppa una piccola storia personale, fatta di perdite, tradimenti ed emozioni, raccontata in prima persona. Con la misteriosa scomparsa del padre si aprono molti interrogativi che l’autore condivide man mano con il lettore senza svelarne il segreto, utilizzando con molta abilità gli strumenti del giallo e la tecnica della suspense. Il romanzo è stato scritto originariamente in inglese sotto il titolo Vanished – The Mysterious Disappearance of Mustafa Ouda (Rimal Publications-2015), è stato tradotto in italiano da Pina Piccolo e pubblicato in Italia dalla casa editrice Lebeg Edizioni (2019).

Attraverso reali eventi storici ambientati nell’arco di 30 anni nella città di Gaza, Masoud ci conduce, con grande padronanza, nella quotidianità del campo rifugiati di Jabalya permettendo al lettore di compiere una profonda riflessione non solo sull’occupazione passata e in atto nell’intera Palestina ma soprattutto sulla sua dimensione disumana e sulle ripercussioni, fisiche e psicologiche, inflitte ogni giorno alla popolazione palestinese sotto l’occupazione. È a tutti gli uomini e le donne palestinesi segnati nel fisico e nella psiche dalle molteplici cicatrici loro inflitte che lo scrittore palestinese dedica appunto il suo lavoro, nel suo percorso di costante ricerca di giustizia e libertà.

Alcune personalità e alcuni eventi sono veri e hanno un impatto storico e un’influenza sulla storia, ad esempio l’arrivo di Yasser Arafat, capo dell’OLP, nella Striscia di Gaza nel 1994, gli accordi di Oslo ecc. Gli eventi del romanzo toccano molte sequenze storiche, ma l’abilità dello scrittore sta nel non porli al centro della storia. Piuttosto, egli presenta questo romanzo dal punto di vista di un bambino che ha perso precocemente la sua innocenza e che si trova dinnanzi ad una scelta obbligata proprio a causa di questi stessi eventi.

L’idea del romanzo è nata in seguito ad una visita dell’autore alla propria famiglia a Gaza nel 2014. Così il momento della scrittura del romanzo ha coinciso con un momento storico importante che la città stava attraversando, ovvero durante la guerra israeliana contro Gaza nel 2014. Con questa visita è scaturita la determinazione di scrivere un’opera che raccontasse della Palestina e della sua causa in modo diverso, adottando un approccio umano più che politico e che presentasse la società palestinese come qualsiasi altra società nel mondo, facendo emergere i suoi lati positivi e negativi. In questa operazione l’autore riserva molta importanza anche ai luoghi e ai monumenti e sono evidenti i suoi sforzi atti a presentare il luogo stesso ai lettori che non possono visitare Gaza né conoscere questo spazio, quello di una bella città estesa sul mar Mediterraneo. Così il romanzo diventa anche una mappa della città in cui sono presenti piazze, vicoli, vie e tanti luoghi veri. La lettera scritta al figlio potrebbe essere una lettera rivolta al lettore stesso, invitandolo a scoprire la misteriosa storia della scomparsa e la ricerca affannosa del figlio seguendo gli indizi e le tracce del padre ma soprattutto a visitare, idealmente, la città di Gaza per conoscerla nel suo aspetto umano e non solo politico. Ed è questa la vera forza della letteratura.
Sana Darghmouni

Ahmed Masoud
Ahmed Masoud

Ahmed Masoud (nato nel 1981) è scrittore e regista teatrale cresciuto in Palestina e trasferitosi nel Regno Unito nel 2002. Il suo romanzo d’esordio Vanished: the Mysterious Disappearance of Mustafa Ouda (tradotto in italiano nel 2019 con il titolo Scomparso: la misteriosa sparizione di Mustafa Ouda, Lebeg 2019) ha vinto il Muslim Writers Awards. Tra le sue opere teatrali, The Shroud Maker, Camouflage, Walaa, Loyalty, Go to Gaza, Drink the Sea e Escape from Gaza. È fondatore della compagnia Al Zaytouna Dance Theater per cui ha scritto e diretto molte produzioni per i palcoscenici londinesi e poi tour europei. Con il racconto “Application 39” ha partecipato all’antologia Palestine + 100: Stories from a Century after Nakba (Comma Press 2019). Nel corso della sua ricerca per il dottorato ha pubblicato numerosi articoli accademici tra i quali il saggio Britain and the Muslim World: A Historical Perspective (Cambridge Scholars Publishing, 2011). La sua famiglia proviene da Dayr Sunayd.

Ahmed Masoud
Scomparso – La misteriosa sparizione di Mustafa Ouda
Lebeg Edizioni, 2019
pag. 225
€ 18,00

 

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