Aixa de la Cruz: Transito

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Transito è un romanzo di Aixa de la Cruz, scrittrice spagnola nata a Bilbao nel 1988, che ha vinto in Spagna, nel 2020, il Premio Euskadi de Literatura. I momenti più intensi di una giovane vita raccontati tra narrazione e riflessione.

Le vicende personali e familiari, le suggestioni delle torture di Abu Ghraib, il movimento #MeToo, nello scorrere delle pagine di Aixa de la Cruz, si legano le une alle altre, creando un movimento circolare che avvolge il lettore.

Non si vorrebbe partire troppo da lontano per presentare questo testo di Aixa de la Cruz. Eppure, appare davvero necessario, in relazione al testo stesso, attraversarlo per giungere anche a quelle che possono esserne le premesse che, in un modo o nell’altro, l’autrice si impegna a celare e mostrare ad un tempo.
Lo fa con la sua scrittura che, afferrando fino in fondo l’ambiguità di un “transito”, è costretta a indicare quello che dovrebbe essere “premessa” e quello che dovrebbe essere “conclusione”.

Aixa de la Cruz transito

Citazione 1
La rassegna stampa comincia e finisce senza che io riesca a fare una sola domanda. Si nota che ha ripetuto quel soliloquio fino alla noia e lo declama come i candidati all’esame da avvocato con le leggi, a memora e tutto d’un fiato.

Ci sono grandi epoche di transizione – il transito è la necessità? – in cui tutte le certezze apprese nel passato vengono messe in discussione e vanno riviste. I paradigmi con i quali abbiamo letto e inquadrato la realtà si dissolvono; non riusciamo più a fare presa sul reale né nel suo essere presente né attraverso la nostra costitutiva necessità di generare utopia; le nostre parole si mostrano povere e limitate. Sarebbe meglio definirle, pensando ancora alle nostre attese e alle nostre narrazioni, limitanti, perché chiudono e non aprono, perché pretendono di definire ciò che è in realtà in transito, perché pretendono di descrivere quelle trasformazioni che non sanno accogliere.

Citazione 2
Il mio biopadre non assistette al parto e venne in clinica quando ero già nata. Se ne andò a fare baldoria rompendo un salvadanaio in cui la mia bisnonna aveva messo cento pesetas per ogni giorno che durò la gravidanza di mia madre e mi iscrisse al registro civile con il suo cognome e con un secondo nome che non avevano stabilito insieme.

Afferrare ciò che transita, ci ricorda Aixa de la Cruz, nel mentre il movimento accade, può indurre, con l’ulteriore forza della nostalgia, ad una estrema forzatura: credere che, una volta compiuto il movimento che si sta determinando, si trovi una forma composta per garantirci, ancora una volta, di ritrovare certezze e una posizione di stabilità identitaria. La scrittura dell’autrice spagnola smonta in maniera devastante questa attesa anche per quanto riguarda la sua e la nostra identità. Si tratta di ripensare davvero tutto.

Citazione 3
Trovo facilmente la strada per tornare all’hotel e, dopo poco, preparato il mio discorso, arrivo alla libreria senza nemmeno consultare il GPS. Tutto è nel raggio di tre isolati, ma i miei problemi di orientamento sono seri.

Ci dice, invece, la narrazione di Aixa de la Cruz che il mutamento non è semplicemente un’opportunità da osservare e da provare a gestire; il mutamento mette in crisi, nella sua palese essenza di transitorietà, l’identità stessa del soggetto che pretende di raccontarlo. A mutare, nella radicalità di queste pagine, non sarà dunque soltanto il nostro spazio sociale o il campo delle relazioni che ci costituiscono: a mutare siamo noi stessi, insieme all’autrice.

Citazione 4
Ancora non ho trovato un rimedio per i miei crampi, ma è un’ora che non ci penso. È come se il dolore, che sa che uno ci pensa sempre, retrocedesse dinanzi a tutte queste informazioni che mi ostinavo a ignorare, o come se fosse esistito solamente per attirare la mia attenzione su quanto ignoravo.

L’io che narra, nella sua suggestiva pretesa di esistenza libera, cerca sé stesso nella definizione dell’identità – sessuale? politica? esistenziale? – mentre insegue il mondo che le sfugge. Le vicende personali e familiari, le suggestioni delle torture di Abu Ghraib, il movimento #MeToo dimostrano, nello scorrere delle pagine, un andamento circolare in cui “pubblico” e “privato” si inseguono, dimostrandoci che nessuno è al riparo quando si tratta di affrontare i “transiti” della storia.

Aixa de la Cruz
Transito
Giulio Perrone Editore; 2021
Pagine 128; euro 15,00

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