Alessandro Baldacci, Il dio di Norimberga

Alessandro Baldacci Il dio di Norimberga

I versi seguenti sono tratti dalla II sezione, intitolata Ufo, della raccolta poetica di . Il dio di Norimberga da qualche mese uscita per PeQuod.
Kaspar appare ovunque, /è sempre a Norimberga: / ogni congedo serva / solo a tornare al dunque, / fra gli ufo, nella testa, / nel bosco in cui cantiamo /soli, per fare festa / tenendoci per mano.

Alessandro Baldacci Il dio di NorimbergaIl tema dominante nell'opera è costituito dal tentativo di recupero del passato attraverso la memoria, tema che rappresenta una costante della letteratura europea della prima metà del Novecento. Si tratta di un poema in versi in ottave che comprende cinque sezioni (Il dio di Norimberga, Ufo, Il ballo delle baccanti, Abbraccia le mosche, Oppure) di tipo narrativo, articolato con una sapiente armonia formale e una rete fonica sempre molto curata e densa di significati.

Il dio di Norimberga pone il lettore di fronte a un personaggio, Kaspar Hauser, enigmatico ragazzo, personaggio storico realmente esistito, la cui vicenda rimane incompiuta e indecifrabile. Kaspar Hauser, simbolo d'innocenza, era un diverso e aveva il cervello piccolo, così viene rappresentato da nel film L'enigma di Kaspar Hauser (1974). Herzog ha sempre nutrito un particolare interesse per il tema della diversità e in questo film si interroga sul perché Kaspar Hauser morì cosi misteriosamente e chi mai fu l'assassino.
La vicenda narrata da François nell'Enfant sauvage del 1970, presenta modalità e tempi diversi. Baldacci cerca quasi di mettere in dubbio l'idea di una realtà ridotta entro le coordinate fisiche dello spazio e del tempo. Infatti il confine fra mondo concreto dei viventi e mondo dei ricordi o anche mondo dei morti, dato che non conosciamo la sorte di Kaspar, appare esilissimo: «bambino apparso, praticamente dal nulla, nel maggio del 1828, in una piazza di Norimberga» (Nota dell'autore), un nuovo arrivato, triste, in disparte che sembra portare con sé il dolore del mondo che vive condannato al più oscuro dei sentimenti: la paura. Paura di dover prendere le proprie cose per seguire comandi stranieri, paura del suo essere diverso, paura di non avere diritto a esistere. «Fin dalla più tenera infanzia Kaspar Hauser è stato veramente tenuto lontano dalla società degli uomini e rapito, nascosto agli occhi di tutti, in un luogo in cui la luce del giorno non poteva penetrare; ed è rimasto in questo stato fino al momento in cui, improvvisamente, apparve fra noi come se fosse caduto dal cielo. Il che, dal punto di vista anatomico e fisiologico, porterebbe la prova che Kaspar Hauser non è venuto da noi come truffatore. Un peculiare poemetto dunque Il dio di Norimberga di Baldacci in cui sono enucleati i caratteri essenziali del linguaggio ‘transmoderno', con una propensione accentuata alla storia che trae ispirazione da diverse fonti: l'autore utilizza infatti l'elemento mitologico delle Baccanti, Guarda, gli dicono,
vieni, / segui il sentiero gelato,/ danza nel buio in cui tremi/ con le baccanti su un prato,/ poi apri le braccia, sorridi/ come se fosse una gioia/ restare muti, storditi/ mentre la piazza si affolla
[III sezione, Norimberga],
incorporando elementi di fantascienza come gli UFO, ma anche la tragica fine di Alfredo Rampi e la sindrome di Kaspar Hauser che insorge nei bambini a causa dell'isolamento sociale o della privazione dell'amore in relazione all'abuso o all'abbandono fino alla pandemia di Covid-19.

Alessandro Baldacci
Alessandro Baldacci

Pertanto l'itinerario creativo di Baldacci, sapientemente accostato in una composizione ad andamento radiale, combinando logica e fantasia e puntando sul contrasto tra elementi visivi (riferimenti al cinema di Truffaut) e verbali che non hanno apparentemente tra loro alcuna logica e connessione, realizza una sorta di discesa agli inferi alle radici del dolore e dell'odio che hanno segnato e segnano ancora la storia dell'Europa.

Un poema che reagisce con ogni forza al silenzio enigmatico, che da una parte spinge il lettore a cercare la chiave che ne risollevi il segreto, dall'altra resta refrattario a ogni tentativo di decifrarlo. Esso ripete il mistero del mondo, a cui allude l'immagine finale di un bimbo in fuga in uno spazio alieno, aperto, incerto “fino al cilindro di un altro cielo”, forse in cerca di calore, di luce, di speranza o forse la definitiva scelta di tacere per sempre. Il dio di Norimberga è un'opera polisemica nelle stesse intenzioni dell'autore, singolare e coinvolgente , senza ombra di dubbio da leggere.
Maria Allo

Alessandro Baldacci
Il dio di Norimberga
PeQuod Editore, 2023
pagine 176
€ 18,00

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