Alfabeto letture alternative: Pino Cacucci

Un po’ per amore, un po’ per rabbia Pino Cacucci
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“Finalmente, un annuncio pubblicitario ricorre a uno slogan che corrisponde a realtà: ‘La nuova Fiat 500 appartiene a tutti noi’. E come potrebbe essere altrimenti, considerando che i miei nonni, i miei genitori e io stesso abbiamo tutti sborsato fior di quattrini in tasse per rimpinguare le casse perennemente svuotate della Fiat, periodicamente prosciugate dall’incapacità imprenditoriale della dinastia Agnelli, della quale Lapo è il degno epilogo? Capitalismo all’italiana: quando incasso metto in tasca e quando perdo paga la collettività. Facile, no?”

Pino Cacucci Un po’ per amore, un po’ per rabbiaPino Cacucci, nato ad Alessandria nel 1955, cresciuto a Chiavari, trasferitosi a Bologna per frequentare il DAMS e in seguito viaggiatore vagabondo fra Parigi, Barcellona, il Messico e l’amato Sudamerica, è uno scrittore, oltre che traduttore e sceneggiatore, che io amo molto.
Avrei potuto segnalare uno qualsiasi dei suoi numerosi libri, da Outland rock, che ne ha segnato l’esordio nel 1988 e che raccoglie quattro racconti con personaggi alle prese con eventi bizzarri e paradossali, a Puerto Escondido, che narra le disavventure di un fuggiasco suo malgrado da Bologna all’Elba, alla Spagna e infine al Messico e dal quale Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film; da Tina, avvincente biografia della fotografa rivoluzionaria Tina Modotti, a La polvere del Messico, appassionante diario di viaggio attraverso un paese raccontato dai suoi straordinari quanto oscuri abitanti; da Ribelli!, caleidoscopico ritratto di personaggi che hanno fatto dell’utopia la loro ragione di vita, a In ogni caso nessun rimorso, storia vera e fantastica dell’autista di Arthur Conan Doyle che si trasforma in rapinatore e anarchico sanguinario all’inseguimento del sogno di un’irraggiungibile felicità.

Alla fine ho scelto Un po’ per amore, un po’ per rabbia, pubblicato nel 2008, perché mi sembra raccogliere e in qualche modo riassumere vent’anni di riflessioni, commenti, opinioni che mettono bene in luce l’interesse, l’amore, il rispetto e la condivisione dei sentimenti che Cacucci prova nei confronti dei diseredati, dei vinti, dei ribelli; di tutti gli oscuri protagonisti che la Storia ha accantonato ma che non si sono mai arresi, non hanno mai perso la propria dignità e soprattutto non hanno mai smesso di indignarsi per le ingiustizie e le falsità di una società che cerca di omologarci a tutti i costi. Il libro è suddiviso in sei parti: Vagabondaggi che ci accompagna alla scoperta di luoghi e persone tra centro America, Spagna e Italia; Leggere per resistere che ci introduce alla lettura di una serie di autori controcorrente; Bastiancontrario e La memoria non m’inganna che ci aiutano a riflettere sulle ingiustizie e incongruenze della storia; Per esempio ho conosciuto… e Varie ed eventuali che ci riportano i ricordi degli incontri e, a volte, le interviste con personaggi del calibro di Federico Fellini, Gabriele Salvatores, Vasco Rossi, Bruce Springsteen, Sebastiao Salgado.

Come sempre vi consegno una seconda segnalazione (non in alternativa perché la lettura di Cacucci è imprescindibile).

Giuseppe Culicchia

“E che cosa mi è rimasto di tutti quegli anni, oltre al fegato leggermente ingrossato e a una saltuaria ma dolorosissima propensione alle coliche renali?”

Giuseppe Culicchia, nato a Torino nel 1965, esordisce nel 1994 con il romanzo Tutti giù per terra, ritratto del mondo giovanile torinese alla fine degli anni 80 affrontato con disillusione e ironia. A questo felice esordio fa seguito una serie di altri romanzi (quali ad esempio Il paese delle meraviglie, Un’estate al mare, Brucia la città, solo per citarne alcuni) con i quali Culicchia disegna uno spaccato della società italiana di fine secolo in modo sempre esilarante e impietosamente ironico e dissacrante. Essere Nanni Moretti, pubblicato nel 2017, narra le peripezie di un aspirante scrittore che vorrebbe scrivere il Grande Romanzo Italiano e della sua intraprendente fidanzata in giro per il mondo spacciandosi per il famoso regista e per la sua assistente. Ne risulta una spassosissima satira dell’industria culturale italiana vista attraverso gli occhi di due irresistibili personaggi alla disperata ricerca del successo e inevitabilmente perdenti.

Gianluigi Bozzi

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La stesura di questo Alfabeto non ha alcuna particolare pretesa.
Vuole solo essere un gioco, un espediente per ricordare e segnalare autori e titoli che ritengo validi.
Ho volutamente privilegiato, salvo rare eccezioni, autori italiani tra i meno celebrati e, per tener fede alla contemporaneità, ho segnalato solo libri pubblicati negli ultimi trent’anni.

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