Alfabeto letture alternative: Rocco Tanica

copertina Scritti scelti male La fucina di Vulcano visitata dalla Finanza
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“In origine avrei voluto dedicare questo libro a Enrico Toti (1882-1916) perché proprio quest’anno cade il novantaduesimo anniversario del suo sacrificio sul Carso. Subito ho pensato di estendere la dedica a tutte le persone che come Enrico hanno perso la vita in nome di un ideale. Ma ciò, riflettevo, sarebbe stato irriguardoso nei confronti delle persone che hanno perso la vita per motivi generici. Ho dunque stabilito di dedicarlo a tutte le persone che hanno perso la vita e basta, salvo rendermi conto nell’immediato che in questo modo avrei fatto un torto alle persone viventi che sono parecchie. La scelta migliore, mi sono detto ad un tratto, è una dedica a tutte le persone indistintamente, vive e morte, senza entrare nel dettaglio.”

Rocco Tanica, pseudonimo di Sergio Conforti, nato a Milano nel 1964, musicista, umorista e autore televisivo, è noto per il suo ruolo di tastierista del gruppo musicale Elio e le Storie Tese nel quale ha militato dal 1982 al 2018. Nel 2008 dà alle stampe Scritti scelti male, una raccolta di racconti strampalati, a volte geniali, altre semplicemente assurdi, assemblati in modo del tutto casuale. Si tratta di un libro di difficile, se non impossibile, definizione e inquadramento, tanto per genere quanto per contenuto.

Rocco Tanica Scritti scelti maleL’immagine di copertina (la riproduzione di un quadro del pittore surrealista Piero Costa, La fucina di Vulcano visitata dalla Finanza, libera rielaborazione di un dipinto di Velázquez) costituisce già di per sé una dichiarazione di intenti. Scritti scelti male contiene di tutto: poesie stralunate, cronache di surreali quotidianità, articoli rifiutati (chissà come mai?) dalla rivista musicale Rolling Stone o dal Touring Club Italiano, una raccolta di domande poste dai lettori a una serie di Vip (dal subcomandante Marcos a Carlo Rubbia, da Padre Pio a Maria Grazia Cucinotta, da Fedele Confalonieri a Sbirulino), brevi recensioni di opere e giudizi sulle persone, favole rivisitate e leggende metropolitane, riassunto di grandi classici in un massimo di cento parole. Scritti scelti male  è un libro comico, surreale, sconclusionato, a volte ironico, a tratti scopertamente satirico, in alcune pagine assurdo e deliberatamente privo di senso, in piena coerenza con il suo autore per il quale il nonsense ha spesso costituito la personale cifra stilistica. Un libro a suo modo colto e sofisticato, un intelligente divertissement che merita un’attenta quanto scanzonata lettura.

In alternativa un libro decisamente ancorato alla realtà.

Nadia Terranova   Gli anni al contrario

“Non abbiamo mai usato lo stesso dizionario. Parole uguali, significati diversi. Dicevamo famiglia: io pensavo a costruire e tu a circoscrivere; dicevamo politica: io ero entusiasta e tu diffidente. Io combattevo, tu ti rifugiavi. . . . . . . Quando penso agli anni trascorsi mi sembra che siano andati tutti al contrario.”

Nadia Terranova, nata a Messina nel 1978, si trasferisce a Roma nel 2003 e inizia a dedicarsi alla scrittura alternando libri per ragazzi a romanzi. Nel 2015 pubblica Gli anni al contrario, un romanzo di formazione che ci racconta le vicende di Aurora e Giovanni, due giovani messinesi. Lei, secondogenita di un padre autoritario e intransigente, conosciuto in città come il “fascistissimo”; lui, terzogenito di un avvocato borghesemente comunista. I due si conoscono all’Università, si innamorano, si sposano, hanno una figlia, si separano e si ritrovano, fuggono e si inseguono, sempre alla ricerca di una maturità difficile da conseguire. Sullo sfondo ci sono le turbolenze sociali e politiche degli anni 70 e 80, gli scontri generazionali, l’inevitabile contrasto tra le velleità rivoluzionarie e le utopistiche istanze di libertà e gli obblighi e i doveri che comportano la famiglia e la crescita dei figli.

Contrasto forse insanabile, certamente origine e causa di delusioni, senso di inadeguatezza, malessere esistenziale, frustrazione, paura del fallimento. Aurora trova sempre la forza di reagire, senza mai rinunciare del tutto ai propri sogni, coltivando faticosamente un proprio benessere interiore e facendosi carico delle proprie responsabilità. Giovanni, più debole e perennemente indeciso, incapace di affrontare la realtà con la necessaria fermezza, cede alle lusinghe della droga e finirà mortalmente sconfitto dall’Aids. La Terranova ci racconta tutto ciò con una scrittura misurata e concisa, facendo ricorso a descrizioni ambientali e temporali estremamente efficaci nella loro semplicità e a dialoghi sempre credibili e significativi. Un piccolo libro che nel raccontarci la storia e il fallimento di due vite ci offre uno spunto di riflessione sul fallimento ancora più amaro e profondo di un’intera generazione.

GianLuigi Bozzi

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La stesura di questo Alfabeto non ha alcuna particolare pretesa.
Vuole solo essere un gioco, un espediente per ricordare e segnalare autori e titoli che ritengo validi.

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