Alfabeto letture alternative: Sandrone Dazieri

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“Il ritornello era sempre il solito: secondo i sacri testi, non può esistere qualcuno che non dorme mai. Dovrebbe morire, o diventare un idiota in pochissimo tempo. Invece eccomi qua. Sono il meno regolare degli uomini, ma non ho ancora il cervello in pappa e mi aspetto di campare a lungo, soprattutto da quando ho smesso di fumare un pacchetto al giorno e pratico il sesso sicuro.”

Attenti al gorilla Sandro DazieriSandrone Dazieri nasce a Cremona nel 1964. Dopo essersi diplomato alla scuola alberghiera esercita l’attività di cuoco per qualche anno e comincia a coltivare la sua passione per la scrittura. Trasferitosi a Milano si iscrive alla facoltà di scienze politiche e inizia a militare nel movimento dei centri sociali. Nel 1994 abbandona l’attivismo politico ed entra nel mondo dell’editoria, inizialmente come correttore di bozze e in seguito, diventato giornalista pubblicista, collaborando a varie testate. Finalmente, nel 1999, debutta nella narrativa con Attenti al gorilla, inventandosi un protagonista, in qualche modo suo alter ego e al quale non a caso dà il suo stesso nome, davvero insolito: un ex leoncavallino, investigatore e buttafuori affetto da una strana e sconosciuta malattia che lo fa convivere con un Socio che entra in azione quando lui dorme e agisce a sua insaputa. I “due” comunicano lasciandosi, prima di addormentarsi, dei messaggi con il resoconto di quanto successo mentre l’altro dormiva. Le personalità di Sandrone, idealista e un po’ pasticcione, e del Socio, calcolatore e senza scrupoli, si completano a vicenda e consentono la risoluzione del caso (un omicidio del quale viene ingiustamente accusato uno sballato tossicomane senza dimora) con il classico colpo di scena finale.
L’originalità del personaggio, la scrittura scorrevole e ironica, l’intreccio noir ambientato in una Milano alternativa rendono Attenti al gorilla una lettura piacevole e intrigante che si fa ampiamente perdonare qualche forzatura nello svolgimento della trama. Dazieri ha dato seguito alla saga del gorilla con altre cinque avventure: La cura del gorilla (2001), Gorilla blues (2002), Il karma del gorilla (2005), La bellezza è un malinteso (2010) e La danza del gorilla (2019).

Come di consueto vi segnalo un’alternativa.

Antonio D’Orrico

“Cerchi sempre il risvolto sessuale dei suoi ricordi. Ce n’è sempre uno, vedrà. Non censuri mai i suoi ricordi. La vita forse non ha senso ma sicuramente ha sempre un doppio senso. A sfondo sessuale, ovviamente. Il sesso è la più grande fonte di umorismo che sia mai stata inventata.”

Antonio D’Orrico, discusso e controverso critico letterario, nasce a Cosenza nel 1954 e decide di debuttare nella narrativa nel 2010 con Come vendere un milione di copie e vivere felici. Pirotecnico e delirante, pieno di trovate, citazioni, invenzioni e personaggi assurdi e improbabili: un insegnante di scrittura che invita i suoi alunni a rubare indossando, durante le lezioni, le mascherine nere della Banda Bassotti; un aspirante scrittore in preda alle visioni e sempre in bilico tra depressione ed esaltazione; un giornalista disposto a tutto pur di assicurarsi l’esclusiva di uno scoop; un’attrice bellissima e vanesia che non esita a concedersi part time a un neo boss mafioso che vuole ringiovanire e ingentilire Cosa nostra ribattezzandola Rosa nostra; un Papa appassionato di telenovele e un’ineffabile psicoanalista viennese che risponde al nome di Gustav Sacher. Un guazzabuglio di situazioni che si intersecano e incrociano mischiandosi alla riproposizione, attualizzata e dissacrante, di alcuni testi di autori quali D’Annunzio, Verga e Pirandello, in un girotondo da far perdere testa e orientamento. Un libro di cui tutto si può dire meno che non sia assurdamente originale.

GianLuigi Bozzi

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La stesura di questo Alfabeto non ha alcuna particolare pretesa.
Vuole solo essere un gioco, un espediente per ricordare e segnalare autori e titoli che ritengo validi.
Ho volutamente privilegiato, salvo rare eccezioni, autori italiani tra i meno celebrati e, per tener fede alla contemporaneità, ho segnalato solo libri pubblicati negli ultimi trent’anni.

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