Allattamento: un diritto. Promozione, protezione e sostegno.

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Le cose più naturali a volte possono diventare le più complicate. Questa non è una regola universale, sembra un luogo comune, ma appare conformarsi del tutto alla questione dell’allattamento.
La cosa che accomuna tutti i mammiferi, che ci avvicina ai primati, che è legata ai bisogni primari dell’uomo e all’istinto, tuttavia viene a porsi oggi come una questione.
Infatti, come emerge da dati, esperienze, racconti, il verbo allattare va riletto sotto la luce di un diritto a tutti gli effetti, quale esso ci siamo dimenticati fosse già. Non è un dovere, nel rispetto di chi decide di non farlo, ma è bene ricordare che è giusto mettere in condizione di poter esercitare tale diritto chi voglia farlo.

Secondo l’ONU l’allattamento è una questione di diritti umani per i bambini e per le madri: ogni Stato che abbia davvero a cuore la salute dei propri cittadini dovrebbe promuoverlo fattivamente.
La settimana che va dal primo al sette ottobre è la SAM, Settimana Mondiale dell’Allattamento al seno. Tutte le associazioni dedicate più importanti a livello nazionale hanno organizzato eventi in cui il tema centrale fosse il diritto di allattare.

L’informazione e la conoscenza sull’allattamento stesso sono risultati i prerequisiti fondamentali per le famiglie che intendono esercitare tale dritto. Potere ai genitori era il motto di quest’anno. La conoscenza inizia dalla pura definizione di latte materno: un patrimonio insostituibile, un cibo biologico, a chilometro zero, gratuito, pratico, sempre disponibile e alla temperatura giusta, facilmente digeribile, ecologico e – cosa di non poco conto- riduce le diseguaglianze economiche. L’informazione prosegue con la conoscenza delle leggi a sostegno della maternità e dell’allattamento, fino ad arrivare alle evidenze che sfatino i luoghi comuni più diffusi e ancora presenti persino in ambito sanitario.

Anche le associazioni territoriali più piccole come Lattemiele (che in una visione di supporto alla genitorialità come responsabilità sociale ed esperienza della comunità, propone attività che riguardano principalmente nascita e genitorialità, promozione della lettura, conoscenza della specificità femminile) e Auser (la persona è protagonista e risorsa in tutte le età), in collaborazione con la Usl Umbria 2 (consultorio e pediatria), hanno dato il loro contributo. Hanno vinto un bando e sono riuscite a pubblicare una guida dal titolo Allattamento. Mi hanno detto che…, a cura di Anna Maria Altobelli e Valentina Della Bella.

Una guida volta a sfatare miti che provengono da mere credenze, proponendo evidenze scientifiche, senza annoiare. Si utilizza un linguaggio molto chiaro e vicino alla sensibilità di quelle mamme che, nel loro percorso post partum, oltre alle preoccupazioni naturali dovute al senso di cura e all’impegno che il neonato porta con sé, debbano fare la fatica di ascoltare le erronee sentenze di chiunque. Tutte le donne (tranne in alcuni casi di patologie specifiche) in quanto mammiferi possono allattare, se vogliono e se messe nelle condizioni di farlo. Vi si ricorda che il contatto continuo tra mamma e bimbo è il fattore più importante all’inizio. Ma la libertà di scegliere è fondamentale. Il libro distingue con molta delicatezza e rispetto tra madri che vorrebbero allattare, ma non possono; madri che vorrebbero allattare ma non riescono; madri che possono e potrebbero ma scelgono di non farlo.

Ce l’hai il latte?; Sta sempre attaccato!; Forse hai poco latte!; Ancora allatti? È grande!; E così via: ogni capitolo infatti è intitolato con domande o affermazioni insidiose simili a queste che si scoprono provenire non solo da parenti e amici, ma anche da ostetriche, ginecologi, infermieri pediatrici e dai pediatri stessi. Ci si imbatte infatti in pratiche ormai consolidate seppur sbagliate come la doppia pesata, i dieci minuti e non di più, le aggiunte e l’uso del biberon come soluzioni, l’ipoglicemia neonatale, la stanchezza della mamma e tante altre.
Pur nella leggerezza del tono del libro, abbellito dalle foto di scene di allattamento molto serene, si apprezza la chiarezza, la luminosità con cui si vuole sostenere la mamma che allatta. L’allattamento emerge come un atto lontano dalle prestazioni, dalle agende, dai turni, dalle scadenze, dalle cifre, dalle paure. Funziona proprio in virtù della naturalezza e primordialità da cui è caratterizzato. Così, oltre al pregio di informare, la piccola guida ha anche il valore aggiunto di sostenere: la mamma che non riesce ad allattare in modo efficace il proprio figlio nelle prime settimane può sentire minata la propria autostima in quanto madre capace di provvedere alle cure essenziali quando sottoposta a informazioni sbagliate e scoraggianti come quelle di cui si parla qui. Mentre, come si cita nel libro, l’allattamento è una danza, prima ci si calpesta i piedi, poi si volteggia insieme. E questa danza è raccomandata in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita dalle Organizzazioni Mondiali per la Salute (Onu, Oms, Unicef), le agenzie governative (Ministero della Salute) e non governative. La danza può proseguire anche dopo l’introduzione di alimenti complementari per due anni ed oltre, comunque fino a quando la mamma e il bambino lo desiderino.
Promozione, Protezione, Sostegno: queste sono le tre parole chiave che valgono per tutti coloro che ruotano intorno alla mamma e al bambino. Non solo per gli operatori sanitari o per i gruppi di sostegno, ma per tutta la comunità, dall’altro genitore, ai parenti, agli amici, fino ad arrivare ai politici e ai legislatori. Ripartire le responsabilità di cura dei figli tra i due genitori in maniera paritaria arricchisce l’esperienza dell’allattamento e delle relazioni familiari”.
Adelaide Roscini

La guida consiglia la consultazione di fonti accreditate:
OMS, UNICEF, IBFAN (International Baby Food Action Network), EpiCentro- Istituto Superiore di Sanità, Società Scientifiche Italiane di Pediatria, FNCO (Federazione Nazionale Collegi Ostetriche), NICE (National Institute for Health and Care Excellence), MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano), UPPA (Un Pediatra Per Amico), DeD il giornale delle ostetriche, Quaderni ACP (Associazione Culturale Pediatri)

Associazione Lattemiele
https://www.associazionelattemiele.it/
https://www.facebook.com/lattemieleamelia/
http://instagram.com/associazionelattemiele
CESVOL UMBRIA
editoriasocialetr@cesvolumbria.org
www.cesvolumbria.org
Auser
circolosergioquadracciaorte@gmail.com

Allattamento. Mi hanno detto che…
UVE (Umbria Volontariato Edizioni), 2019
Pagg. 82

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