Alt–J, An Awesome Wave. Un’onda creativa per un melting-pot (pop) musicale

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Tredici onde sonore sulle quali lasciarsi andare. Tredici brani che compongono An Awesome Wave l’album d’esordio degli Alt-J. A ottobre 2011 si erano già fatti notare in molti ambienti britannici con l’EP Matilda/Fitzpleasure.
Gli esordi che entrano subito in circolo si portano dietro, e di frequente, la domanda o la preoccupazione se riusciranno ad affrontare indenni il giudizio del tempo. Non dovrebbe interessarci molto.
Intanto non perderei l’occasione per ascoltarli. Un suggerimento che arriva da più parti e come si deduce dalle votazioni attribuite da alcune riviste britanniche (cfr. il sito metacritic.com) e non solo.

Originali, creativi, profondi, addirittura strabilianti sono gli aggettivi che circolano, non senza qualche nota stonata. Suoni e voci sofisticate che hanno dimestichezza con ritmo e melodie per aprire le strade ad un pubblico più ampio.
Partiti nel 2007 da Leeds e dagli studi universitari e atterrati a Cambridge dove hanno iniziato a fare sul serio, gli Alt-J sono Gwil Sainsbury (basso/chitarra/voce), Joe Newman (chitarra/voce), Gus Unger-Hamilton (tastiere) e Thom Green (batteria). Come dice quel comando (Alt + J = Δ) del computer Mac vogliono produrre cambiamento. Strano, viste certe dichiarazioni  di Newman a proposito dell’impostazione del canto per cui l’ispirazione arrivi dall’epoca dei Tudor.
Le canzoni sembrano convergere in più di un’occasione in quel filone del nuovo folk stile Arcade Fire o più recentemente Fleet Foxes, ma con combinazioni di altre sonorità e ritmiche hip-hop ed in generale più rivolti al futuro che ad una reinvenzione del passato. Pur impiegando una dose contenuta di elettronica c’è un richiamo ai Radiohead e questo in particolare nel brano Something Good. Il riferimento è più che altro a In Rainbows. Può bastare il paragone. Si diceva dei Fleet Foxes chiamati in causa per il modo in  cui compaiono e crescono i cori in Ms e Bloodflood una canzone che riprende il tema  del titolo dell’album e cioè dell’essere inondati dalla paura travolti dagli eventi e dalle emozioni. L’innovazione di questo debutto è anche nella combinazione della voce di Joe Newman che per il falsetto ricorda Antony and the Johnsons  (Matilda ad esempio) con il caleidoscopio di impulsi anche dubstep o post-rock.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: folk-step
Alt-J
An Awesome Wave
etichetta: Infectious Music
data di pubblicazione: 28 maggio 2012
brani: 13
durata: 41:10
cd: singolo

 

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