Altro. Il facile e il difficile

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Aspetto e si fanno attendere sicuramente. Siamo al terzo album da quando uscì Candore nel 2001. Aspetto: sonorità di derivazione ed evoluzione del punk. Aspetto: liriche ermetiche tali da comporre undici canzoni che vanno poco oltre i diciassette minuti. Probabilmente si aspetterà invano una maggiore attenzione commerciale.

Quello che è stato scritto sinora continua nella direzione di un arte sonora sofistica, in parte unica ma che potrebbe lasciare il segno. Canzoni difficili e facili allo stesso tempo. Difficili perché sembrano estranee dure, ma facili, <<dove le metti stanno. Vanno sempre bene. Danno una mano in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà. Spiegano, illuminano>> [1].

Dell’apparente difficoltà interpretativa del lessico scrive anche Lavagna per giungere alla conclusione che si tratta di essenzialità, <<scheletri di parole sorretti da scheletri di note>>, canzoni che pur nel breve tempo dell’esecuzione scatenano domande e riflessioni. Suoni che rimandano ai Joy Division, agli Scritti Politti e ai Cure per raccontare di <<treni, di partenze, di giorni passati. Le relazioni, nelle loro forme più diverse. Persone che rispondono al telefono e altre che non sono più come un tempo>>[2].

Sono canzoni che hanno un taglio inconfondibile per le liriche brevi, scritte quasi perché possono essere le ultime e cantate a volume alto, ma per Veronese non basta ad ottenere quei riconoscimenti, anche di pubblico, che merita il loro progetto. Se alla capacità poetica <<si accompagnasse una fantasiosa ricerca sonora, non ce ne sarebbe per nessuno>> e canzoni come Smettere, Colpito o Barnaba <<diventerebbero in fretta inni diaristici alla vita>>[3].

Manisco ci ricorda che lo stile rimanda a quello dei fumetti disegnati da Alessandro Baronciani cantante e chitarrista del gruppo. Linee e sonorità post punk dai tratti essenziali, duri ma fragili e toccanti <<grazie a testi che catturano l’animo come in una polaroid>>. Pornografy dei Cure e Siberia dei Diaframma i riferimenti [4].

Di canzoni come <<scheletri d’intensità brevissimi>> ne parla anche Blatto nell’entusiastica recensione dove tutto sembra confluire nell'<<inimitabile>> e, in quanto tale, a splendere come <<un diamante grezzo>>. Testi che ardono, <<roba da urlare>>, sostenuti da suoni che hanno fatto progressi grazie ad una batteria <<più decisiva>>, ad un basso che <<aggancia meglio>> e da una chitarra che <<procede nel suo miracolo di espressività basica>>[5].

Molto positivi e senza incertezze i giudizi espressi su Vitaminic da Pierri e Belletti. Entrambi tessono le lodi di un gruppo che coniuga poesia, ermetiche immagini con la ruvidezza, la forza e l’ossessività dei suoni. La prima lo colloca bene nella <<discografia perfetta>> del gruppo. Un nucleo di intense e brevi canzoni: <<discorsi laconici e sincopati come quelli dei primi CCCP>> sorretti da un suono <<furibondo e diretto come quello dei Fugazi>>[6]. Il secondo scrive di liriche profonde, di <<disegni a china nascosti sotto un tappeto di suoni aspri e difficili>>, di brani urlati in italiano quasi a sottolineare una capacità particolare che occorre per farlo[7] così come sembra esserlo anche per Blatto nel suo articolo.

Di un disco importante e bello parla anche Fiz per la capacità di suonare punk e in italiano. Complicato accostarli a qualcuno. La loro bravura sta nel saper scendere in profondità nonostante i ritmi veloci, il flusso quasi ininterrotto delle canzoni, nel <<sembrare svagati nell’essere abrasivi, naif anche – perchè no- nel gridare ogni singola parola come fosse l’unica possibile>>[8].
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: post-punk
Altro
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etichetta: La Tempesta
data di pubblicazione: 26 ottobre 2007
brani: 11
durata: 17:18
cd: singolo

[1]Andrea Pomini, love-boat.org, ottobre 2007

[2]Matteo Lavagna, ondarock.it, 10 novembre 2007

[3]Enrico Veronese, BLOW UP. dicembre 2007, pag. 73

[4]Elisa Manisco, Le polaroid postpunk del fumettista di IUK, XL dicembre 2007, pag. 231

[5]Maurizio Blatto, Rumore novembre 2007, pag. 80

[6]Marina Pierri, vitaminic.it, 9 novembre 2007

[7]Tommaso Belletti, vitaminic.it, 9 novembre 2007

[8]Fiz, rock.it, 5 novembre 2007

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