Alviano, il Sentiero dell’Unicorno

Il Castello d'Alviano domina dall'alto di un costone, ricco anche di particolarità geologiche, la valle del Tevere e consente una vista che si allarga anche all'Oasi naturalistica del WWF, ai mille colori della campagna umbra fino ai comuni che si fronteggiano guardando dal Lazio verso l'. L'arte, la bellezza e la natura sono oggi tra gli elementi che possono aiutare una rinascita dei piccoli interni, anche dell'Umbria meno legata ai flussi turistici tradizionali e che, come nel caso di Alviano, si posizionano a distanze più o meno brevi da autostrade, grandi città e altri luoghi famosi e attrattivi.

Nel borgo a ridosso del Castello di Alviano, il 4 giugno sarà inaugurato il Sentiero dell'Unicorno: un percorso tra miti, arte e amori, imperniato sulle opere del pittore e illustratore messicano Gabriel Pacheco. Il progetto, nato per volontà del Comune di Alviano, intende valorizzare i luoghi e il territorio attraverso una proposta che integra la bellezza del borgo umbro – con il suo paesaggio, la sua storia e le sue atmosfere – con un percorso tematico e artistico.

Gabriel Pacheco, nato in Messico nel 1973, è oggi un illustratore di fama internazionale. I suoi numerosi libri sono stati pubblicati in Messico, Brasile, Stati Uniti, Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Russia, Corea e Giappone; ha inoltre ricevuto innumerevoli premi alla carriera, fino alla nomina all'Astrid Lindgren Memorial Award, uno dei più alti riconoscimenti internazionali. Il suo lavoro di illustratore lo ha portato, inoltre, a sperimentare tecniche e linguaggi di grande impatto emotivo che, nei pannelli che compongono il percorso del Sentiero dell'Unicorno, evidenziano il valore fiabesco e mitologico dei temi trattati.

Castello d'Alviano
Castello d'Alviano foto Silvio Mencarelli

Il Castello, legato al nome del condottiero Bartolomeo di Alviano, con le sue stanze ricche di simboli, miti e bellezza, è sempre stato una sorta di luogo di svago e purificazione, rispetto alle imprese militari e alle battaglie. Le sale ospitano, infatti, dipinti che ricordano le unioni familiari, gli animali mitologici e i motti cari alla famiglia.  Il più famoso è, probabilmente, “Allontano i veleni e purezza coltivo”, scritto in latino, e ospitato nella stessa stanza in cui campeggia la leggendaria figura dell'unicorno, animale dal fascino infinito e legato appunto all'idea della purificazione.

Nel corso del convegno che accompagna l'inaugurazione del Sentiero, si tornerà ovviamente a parlare dell'Unicorno, animale mitologico che conosce decine e decine di varianti in poemi e racconti presenti in culture anche lontane fra loro. La tradizione dell'Unicorno (Liocorno, altrove) affonda le sue radici anche nella Bibbia e nei racconti dei viaggiatori di mezzo mondo. L'Unicorno (secondo la versione latina, o monokeros, secondo quella greca) è rintracciabile nei poemi indiani come nella mitologia greca fino al consolidarsi del suo simbolismo nella cultura medievale. Il rapporto fra l'Unicorno e la vergine, che sarebbe capace di ammansirlo, ci guida poi in una complessa simbologia cristiana e in un sovrapporsi di immagini femminili e maschili. Di fondo, abbreviando necessariamente il discorso, resta l'immagine di un animale capace di purificare e “bonificare”, spinto, insomma, a volgere la propria violenza animale verso finalità più nobili e creative attraverso l'incontro con una donna che, accogliendolo sul grembo, ne placa la smania e l'ansia di battersi. In effetti, in questa direzione, è possibile collocare anche l'immagine dell'Unicorno che troviamo ad Alviano.

Gabriel Pacheco follia
Gabriel Pacheco, Follia. opera per il Sentiero dell'Unicorno

Dalla bellezza delle stanze del castello e dalle mille fascinazioni che ne derivano, è nata l'idea di un percorso pittorico in otto tappe, disseminate nel borgo di Alviano. Le opere, ideate e create dall'illustratore messicano Gabriel Pacheco, con i loro colori e il loro tratto particolarissimo, unito alla suggestione dei vicoli e ad una meravigliosa terrazza che si affaccia sui calanchi, aprono una finestra sulla bellezza in senso lato coniugando natura, storia e narrazione. Il sentiero si andrà, quindi, sviluppando nelle stradine del borgo con il recupero di alcuni spazi urbani e con il posizionamento di eleganti panchine studiate per esaltare la vista dei luoghi o la contemplazione delle opere: un cammino sinestetico che guida il visitatore nello spazio più intimo del borgo fino a respirarne la storia e i ricordi che emergono dalle pietre, dai palazzi e dagli slarghi improvvisi.

Per comprendere i luoghi.

Lungo la strada che da Amelia si snoda verso Orvieto, in una delle curve che assecondano il territorio, lo sguardo, quasi improvvisamente, si perde nella piana creata dal Tevere. Una larga striscia di terra, compresa fra due distanti linee di colline, delimita uno spazio che lega il Lazio all'Umbria. Sulle piccole cime si vedono le sagome di tanti paesi che si offrono per una visita: palazzi nobiliari, chiese, siti archeologici e naturalistici, enogastronomia.

Dall'alto della strada, quasi a mezza costa, si erge il Castello di Alviano con la sua massiccia e netta presenza: un castello che guarda verso la pianura attraverso una serie di calanchi che degradano rapidi verso il fiume.

Il Castello, fondato nel 995, nasce come fortezza militare. Nel 1490 poi Bartolomeo d'Alviano (1455-1515), Conte di Alviano e Signore di Pordenone, lo ristrutturò, unendo le funzioni della fortezza e a quelle della dimora gentilizia.  Il Castello è a pianta trapezoidale, con quattro torri circolari, ed ha un nucleo residenziale a tre piani. All'interno si apre un cortile rinascimentale a pianta quadrata con portico e doppio ordine di archi. Intorno al Castello si è edificato un piccolo borgo che ha saputo custodire la propria storia e la propria identità per tanti secoli.

Antonio Fresa

Per saperne di più

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