Amazon accusata di copiare prodotti e truccare il motore di ricerca

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Amazon nega le accuse, ma Reuters ha stilato un rapporto sulla base di migliaia di pagine di documenti interni alla società. Il rapporto spiega come sia riuscita a far crescere la vendita di prodotti con marchio di sua proprietà come ad esempio Solimo. In sostanza “il team private-brand di Amazon in India abbia segretamente sfruttato i dati interni di Amazon.in per copiare prodotti venduti da altre aziende e poi mettere in vendita le imitazioni sulla propria piattaforma. Gli impiegati hanno anche alimentato le vendite dei prodotti della linea Amazon private-brand truccando i risultati del motore di ricerca interno al sito in modo che gli articoli offerti dall’azienda comparissero, come si legge in un report strategico per l’India del 2016, «tra i primi due o tre … risultati della ricerca»” effettuata dai clienti sul sito Amazon.in”. Non è la prima volta che venga accusata ma nega come fatto, nel 2020, dal suo fondatore, Jeff Bezos durante una testimonianza giurata di fronte al Congresso USA. Amazon è sotto inchiesta negli USA, in Europa e in India per pratiche a danno di altre aziende.

Amazon attraverso il suo ufficio stampa ci ha chiesto di integrare l’articolo con lo “statement ufficiale” attribuibile all’azienda che qui di seguito riportiamo “Come abbiamo detto a Reuters quando ci hanno contattato per la storia in questione, queste accuse sono errate e prive di fondamento. Amazon non concede un trattamento preferenziale a nessun partner di vendita sul proprio marketplace: tutti i partner di vendita determinano e controllano i prezzi per i loro prodotti e gestiscono autonomamente il proprio inventario, anche per i marchi privati, venduti dai partner di vendita sul nostro marketplace. Abbiamo una policy che proibisce severamente l’uso o la condivisione di dati non pubblici e specifici dei partner di vendita con altri partner di vendita, inclusi quelli dei marchi privati. Questa policy si applica in modo uniforme in tutta la nostra azienda e a tutti i dipendenti, i nostri team interni ricevono corsi di formazione regolari sulla sua applicazione e indaghiamo a fondo eventuali segnalazioni di dipendenti che agiscono in contrasto con questa policy. Infine, mostriamo i risultati della ricerca in base alla rilevanza per i clienti, indipendentemente dal fatto che tali prodotti siano marchi privati offerti dai partner di vendita o meno. Continueremo a supportare il successo di tutti i nostri partner di vendita poiché migliorano collettivamente la selezione per i clienti su Amazon.in, indipendentemente dal fatto che vendano marchi privati o altro“.
Pasquale Esposito

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